BIGONFUSIONE

BIGONFUSIONE src=

Prima una premessa doverosa: vade retro a quegli slogan volubili e a quegli epiteti da circoletto contro De Laurentiis. Il progetto del Napoli c’è e i suoi frutti li farà vedere presto. Se non quest’anno sicuramente il prossimo. Non si parla di scudetto e proclami simili senza una cognizione di causa ben precisa, senza la percezione concreta che qualcosa di grande si può fare, si deve fare e se tutto va bene si farà. O è così o non abbiamo capito niente, affidando sogni e speranze ad un uomo che ci ha illusi portandoci ad un passo dal Paradiso e poi ci ha lasciati lì, sedotti e abbandonati, scappando via col malloppo. Ma allora perché tutta questa fatica? Non avrebbe senso, no, proprio non ne avrebbe. 

È innegabile però che qualcosa che non quadra c’è. Dopo aver fallito – sì, fallito, non giriamoci troppo intorno – diversi obiettivi quest’estate, i proclami autunnali erano stati magnificenti, in perfetto stile aureliano. Cinquanta milioni di budget per il mercato invernale, che poi uno si chiede perché rimandare (male) a domani ciò che potevi fare un po’ meglio ieri, ma vabbè. Insomma, almeno sulla carta i requisiti economici per fare razzia c’erano tutti, via libera e carta bianca al ds Riccardo Bigon. Poi l’intoppo, anzi gli intoppi: difensori che non si muovono e terzini che non si trovano, con il solo Jorginho a fare da tappo di spumante per chiudere una falla grossa quanto il distacco dalla Juve, quindi abissale. La conseguenza è che l’asticella continua ad abbassarsi, i saldi buoni sono già belli che andati e siamo passati da Criscito a Constant in un batter di ciglia. Per non parlare dei vari Skrtel, Agger e Vermaelen, gente di valore sicuramente trattata in passato e ora scivolata incredibilmente fuori da un delirio di nomi tipo Mexes (!) ed Henrique. Da leccarsi i baffi a stracciarsi la barba in un amen, quant’è dura la vita da Bigon. Ah, però almeno si pensa già al futuro: la resa con Pepe Reina firmata con sei mesi di anticipo, in cambio già preso il 31enne Andujar per fare da chioccia a Rafael. Anvedi. 

Eppure non può finire così. No, non può succedere, non vogliamo crederci. Magari è un bluff, il Napoli ha già la tavola apparecchiata ed è pronto a sfoderare uno dietro l’altro tre piatti forti in fila. Difensore, terzino e centrocampista, può cambiare la ricetta ma sugli ingredienti non si transige: devono essere quelli, punto e basta. In questi giorni giravano nomi notevolissimi; giusto per dare un po’ i numeri, signori come Vertonghen e Capoue farebbero “dimenticare” volentieri anche un grigio Antonelli piazzato a sinistra. Basta non vedere più in campo i Maggio e gli Inler, gli Armero e i Britos. Basta darsi una svegliata, e farlo prima possibile. Tre giorni non sono tanti, ma a fine mercato si dilatano e possono anche diventare interminabili. Nel bene o nel male.

Translate »