BARI – NAPOLI 12/04/92(1-3)

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Come con la Roma, anche la prima stagione di Claudio Ranieri sulla panchina del Napoli fu altamente positiva, anche se gli azzurri, che avevano di fronte il super – Milan dei record edizione Capello, rimasero in corsa per lo scudetto solo nel girone d’ andata. Quel 1991 –’92, fu soprattutto l’ anno della definitiva consacrazione al ruolo di campione di un piccolo fantasista sardo, che solo sino a tre anni prima militava in C/1 : Gianfranco Zola. Anche in quella stagione, Ranieri subentrato in estate ad Albertino Bigon, come per Totti e c., trovò una squadra un po’ sfiduciata dal campionato precedente, a cui al Napoli campione d’ Italia uscente, non era neppure riuscito ( anche per un soffio ) a raggiungere la qualificazione in coppa Uefa. Come già detto, la corsa allo scudetto si chiuse ben presto a causa del Milan una spanna superiore a tutti, ma il Napoli fece la sua bella figura, terminando alla fine 4°, scavalcato dal Torino di Lentini ( crack del mercato 1992 ) solo alla penultima partita, dopo essere stato al 3° posto ( 2° arrivò la sempiterna Juventus ) in pratica per l’ intera stagione. Inoltre, quello era il primo campionato dopo l’ addio forzato di D. A. Maradona,  che non poteva non creare difficoltà di ogni tipo. Sia come sia, Careca e c. si riscattarono ampiamente dalle delusioni del 1990 –’91, fornendo sempre ( o quasi ) prestazioni di alto livello. Per l’ undicesima giornata di ritorno, era in programma la sfida al nuovissimo “ S. Nicola “ di Bari, costruito appositamente dal famoso Arch. Renzo Piano, con il benestare di Antonio Matarrese Presidente della Federcalcio. Come oggi, patron del Bari era Vincenzo Matarrese, fratello del sovra citato Onorevole Antonio. In estate la società pugliese, al fine di tentare l’ ingresso nelle zone medio –alte della classifica, aveva ingaggiato l’ inglese David Platt, forse il migliore dei “ bianchi “ nella precedente coppa del mondo. Le cose andarono invece in maniera diametralmente opposta e , nonostante facesse il suo ingresso nel “ bel paese “ anche un talento come Zvonimir Boban, ben presto i pugliesi si trovarono a lottare per non retrocedere, anche se Platt non deluse affatto le aspettative, tanto che in estate venne ingaggiato dalla Juventus. La gara del 12 aprile 1992, rivestiva quindi un’ importanza vitale per i “ galletti “, fermi al terz’ ultimo posto, a –4 dalla zona salvezza, a sette turni dal termine del campionato  ( ricordiamo che la vittoria valeva due punti, e che le giornate erano 17 per girone ). Gli azzurri invece, erano saldamente piazzati al 3° posto, sicuri ormai della qualificazione in Uefa. Sotto un caldo sole primaverile, il Napoli nel 1° tempo sonnecchiò un po’, permettendo all’ affamato Bari di passare in vantaggio al 21°, grazie a un rigore realizzato proprio da Platt. Nella ripresa però, la strigliata di Ranieri ebbe i suoi effetti positivi, e in soli sette minuti il punteggio era già ribaltato. Al 47° Mauro pesca benissimo al limite dell’ area Silenzi, che magnificamente fa sponda per Zola, che brucia sullo scatto la difesa barese, e con un morbido pallonetto pareggia i conti. Al 52° poi, il sorpasso è bello e fatto, con ancora Zola protagonista, che da posizione defilata batte di collo pieno, facendo carambolare la sfera sulla schiena di Bellucci. Adesso il punto si attribuirebbe a “ Magic Box “, ma allora le deviazioni su tiro erano ancora classificate ( a nostro modesto avviso giustamente ) come autogol. A quel punto il Napoli non incontrò in pratica più alcuna resistenza da parte degli uomini di Zibì Boniek, ed anzi ad un minuto dal termine, dopo un’ insistita azione personale, Alemao ( al suo ultimo anno in riva al golfo ) fissò il punteggio sul definitivo 3 –1. Un degno modo per il centrocampista brasiliano, per concludere la sua bella avventura a Napoli. A differenza del povero Bari che con quella sconfitta, perse le residue speranze di evitare un mesto ritorno in B…    

STATISTICHE

Assolutamente positivo il bilancio azzurro nella “ Milano del sud “, con 10 vittorie, 11 pareggi e sole 9 sconfitte. Il segno “ 1 “ non esce dal 25 –1 –1998, quando il Bari s’ impose per 2 –0 con gol di Marcolini e Sala. L’ ultimo pareggio è del 6 –1 –2004 ( 0 –0 in serie B ), mentre la sera di lunedì 13 novembre 2006, il Napoli di Reja si è imposto per 1 –0 con una rete di Emanuele Calaiò al 43° del primo tempo. Per continuare a sperare nella Champions, il Napoli farebbe bene a non imitare Paganini…

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