AUTO CONVINCIMENTO REGOLAMENTARE!

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Due gol in sei minuti. Un elettroshock devastante per le attese del Napoli. Inzaghi e Pato sembravano due Iceberg andati in collisione con l’acciaio partenopeo; due colpi che non affondano la squadra di Mazzarri, bensì la galvanizzano e sospinta da un San Paolo stratosferico riagganciano il pareggio in due minuti sui cinque finali. Come il Milan apre, il Napoli chiude e la tifoseria tutta ci credeva.Tutto bene…o quasi. Il quasi, come spesso accade e fin troppo spesso con lo stesso avversario, riguarda la direzione di gara. Rizzoli e un arbitro internazionale, un “fischietto” di spessore e come tale dovrebbe rispettare, e ripetiamo rispettare, il regolamento del gioco del calcio nei suoi fondamentali. Troppi gli errori, tutti a senso unico e anche se Napoli può essere felice del risultato finale, magari in lucidità la rabbia potrebbe fuoriuscire. Lo scorso anno accadde a San Siro con Rocchi, stasera al San Paolo con Rizzoli. L’unica differenza sta nel risultato e nel fatto che il Milan non ha più l’estro di Kaka, vero campione iridato e non mediaticamente pompato.

 

Nel primo tempo arbitraggio all’inglese, se così si può definire, con cinque o sei falli non ravvisati e qualcuno meritevole di cartellino: è il caso della “tenaglia” creata da Pirlo e Ambrosini su Lavezzi con il primo, già ammonito, che interviene alle spalle in scivolata. Poco prima, Gianluca Zambrotta, Campione del Mondo 2006, entra a piedi uniti su Gargano rischiando di far male sul serio; nella ripresa, poi, l’affare si complica: Zambrotta ancora spinge Maggio in area e per Rizzoli è tutto ok, poi Thiago Silva stoppa il pallone con un braccio ed è sempre tutto ok (situazione già vista a centrocampo con Ambrosini protagonista, il risultato non cambia); quindi, Thiago Silva cintura Denis su lancio di Lavezzi diretto fronte porta, e ancora una volta è sempre tutto ok. Nasce, poi, un solito ultimo quesito: in occasione del secondo gol di Pato, l’attaccante brasiliano parte sul filo del fuorigioco (posizione comunque regolare ndr) e nel dubbio l’assistente lascia correre, situazione che si ripete a parti invertite quando Gargano lancia Hamsik sulla sinistra e lo slovacco viene fermato nonostante si trovasse sul filo della regolarità. Perché nel dubbio nascono due pesi e due misure? Perché questo problema, nonostante la buona fede arbitrale, si ripete costantemente in direzione unica? Sperando in tempi migliori…

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