A GIUGNO I PRIMI GUAI: METTERE UNA "ROSA" A "DIETA"

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La prima stagione del nuovo corso Mazzarri – Bigon – De Laurentiis è giunta quasi al termine e l'obiettivo del prossimo futuro passerà per le ultime gare di campionato. Di lì in poi, si programmerà il da farsi per incrementare quantità e qualità al gruppo al punto da non presentarsi spogli per l'Europa.Il primo tassello, e più che un tassello è un vero e proprio mattone, riguarda lo sfoltimento della rosa: qualcuno, e sempre quel qualcuno, avrà amato talmente tanto la storia partenopea da emulare le gesta di Carlo di Borbone nel regalare perle ai porci nonostante, i tempi che corrono, permettano solo una dieta mediterranea fatta di zero sprechi e risparmio consumistico.Troppi trentasette elementi e del tutto inutile alla causa del Napoli. Il mercato? Sarebbe fin troppo facile piazzare i cartellini in esubero, ma in questo caso gli ostacoli sono tanti quasi a scoraggiare: il gruppo azzurro, a fine stagione, ritroverà i prestiti di Blasi (Palermo), Vitale (Livorno), Zalayeta (Bologna), Amodio (Piacenza), Bucchi (Cesena), Pià (Torino), Dalla Bona (Verona), De Zerbi (Cluj), Navarro (River Plate), Datolo (Olympiacos) e Contini (Zaragozza); poi le comproprietà da risolvere come nel caso di Mannini (Sampdoria) e Calaiò (Siena).

 

Sfoltire non è facile per vari motivi: dei calciatori in prestito solo Pià, Datolo e Contini vedono un diritto di riscatto e se per gli ultimi due c'è un'indecisione palese delle società d'appartenenza, per il brasiliano, invece, quasi sicuramente non verrà definito il soggiorno a Torino dato lo scarso impiego e la stagione poco esaltante. C'è da considerare che Zalayeta è si in prestito al Bologna, ma il cartellino vede la comproprietà tra Napoli e Juventus, quindi facile immaginare che la società bianconera metterà mano al portafogli per riscattarlo.In tutto questo c'è da mettere sul banco anche la questione ingaggi e le scadenze: De Zerbi, Bucchi e Dalla Bona hanno ingaggi che vanno dai cinquecento mila ai settecentocinquanta mila euro a stagione, praticamente impossibile da piazzare se non come nella stagione in corso dove il Napoli paga buona parte (se non interamente) lo stipendio; per le scadenze, invece, De Zerbi e Pià arrivano al 2011 mentre il resto nel 2012 e solo Datolo nel 2013. Una bella mazzata sia sulle casse societarie che sui progetti di una società che prova ad autofinanziarsi in modo da non incorrere in spiacevoli sorprese di bilancio mentre il presidente De Laurentiis non solo è costretto a sborsare denari ma anche a sedersi sul banco degl'imputati quando nello scorso gennaio non arrivò un bomber tanto invocato dalla causa e dalla piazza intera. A Napoli si dice: Curnut e mazziat…

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