PIANETA TRA LA GENTE

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Per la rubrica Pianeta Tra La Gente la nostra redazione ha aperto i microfoni in zona Soccavo ed ha incontrato i proprietari della nota Pizzeria “Gigino e Figli” di via Stanislao Manna. Oltre alla possibilità di mangiare un’ottima pizza, con i proprietari, in ordine di età, Antonio, Nicola e Pasqualino non manca mai una chiacchiera sul Napoli.  Incredibile credere come tre fratelli, molto uniti nella vita, siano così distanti nel modo di vedere il calcio e nelle valutazioni sul Napoli. A Nicola, inguaribile ottimista, si contrappone Antonio che, invece, non è convinto del progetto Napoli, infine Pasquale che appare assumere una posizione mediana. Dopo aver ordinato la pizza Hamsik, una pizza con quattro “creste” ripiene a forma di stella perché per loro lo slovacco rappresenta la stella del Napoli e mentre il tifosissimo fornaio Carmine la ritrae dal forno con l’icona dello slovacco tatuata sul braccio iniziamo la nostra intervista:

1)      Cosa ne pensate della gestione De Laurentiis?

Antonio: “non mi piace, credo che negli anni abbia dimostrato di essere troppo egoista, di pensare più a se stesso che alla Società ed ai tifosi. Mi viene da pensare, infatti, che fine hanno fatto i soldi delle cessioni di Cavani e Lavezzi?”

Nicola: “ottimo presidente, grande Società perché ha scelto un grandissimo allenatore. Ad oggi il Napoli rappresenta na delle poche Società ad alto livello con bilancio in attivo e la nostra soddisfazione più grande deve essere quella di trovarsi seduti al tavolo delle grandi, di calcare grandi palcoscenici. Non so se riuscirà a vincere ma l’importante è essere sempre da vertice”

Pasquale: “anche quest’anno lo scudetto diventa un sogno, sono deluso, meritiamo di più”

2)      La rosa del Napoli vi sembra adeguata, dove deve essere migliorata?

Antonio: “la rosa doveva essere già migliorata quest’estate con un attaccante forte, due centrocampisti, e due difensori per competere in campo internazionale. Ora potrebbe essere troppo tardi. Per me abbiamo fatto il salto di qualità solo con il portiere

Nicola: “a gennaio deve essere integrata ma sono convinto che quest’anno il presidente, sotto consiglio del grande afa, porterà anche a gennaio calciatori già pronti da inserire subito nella squadra titolare. Per me il binomio De Laurentiis – Benitez significa sicurezza, essere vincente. Sono convinto che nell’era Benitez ci confermeremo in campo internazionale e vinceremo due scudetti”

Pasqualino: “la rosa è abbastanza competitiva in campionato ma non in Champions. Va completata con due difensori, un terzino, un centrocampista ed un attaccante

3)      Come finirà il campionato del Napoli?

Antonio: “il Napoli non vincerà lo scudetto e non avanzerà in Coppa (previsione fatta prima di Dortmund, ndr). Penso che, andando in Europa League, avremo buone possibilità di vittoria.”

Nicola: “l’obiettivo minimo in campionato è il piazzamento tra le prime 3 per ritornare in Champions il prossimo anno ma se la rosa verrà rinforzata a dovere a gennaio potremmo anche toglierci qualche soddisfazione pur riconoscendo che la Juventus ha qualcosa in più basti perché è già collaudata ed ha una rosa migliore, basta pensare  che in panchina ci sono calciatori come Vucinic, Quagliarella e Marchisio”. Ricordo anche che, pur non vincendo nulla, siamo solo al 1° anno di un ciclo che sarà lungo e vincente!”

Pasqualino: “l’obiettivo è vincere ma la vedo molto difficile perché la Juventus si conferma la squadra più forte. Secondo me dobbiamo cercare di tenerci aggrappati al passo della Juve con una minima distanza ed a gennaio, rinforzando a dovere la rosa, potremo giocarcela fino all’ultima domenica di campionato

4)      Infine, qual è il più grosso rimpianto della gestione De Laurentiis?

Su questa risposta i tre fratelli Russo si mostrano tutti concordi nell’affermare: “Pocho Lavezzi! Lo ricorderemo per sempre con grandissimo affetto perché ha riacceso la nostra passione dopo Maradona. Non che tecnicamente sia dotato come Diego ma ha mostrato sempre di aver a cuore la nostra squadra. Noi siamo tifosi della maglia ed il Pocho è uscito sempre dal campo con la maglia sudata dando sempre tutto ciò che aveva, anche quando sapeva di dover lasciare la città. Il suo pianto a Roma, dopo la vittoria della Coppa Italia, non lo dimenticheremo mai!   

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