BORUSSIA DORTMUND, LA MACCHINA PERFETTA CREATA DA KLOPP
Per capire la forza del Borussia Dortmund, prossimo avversario del Napoli in Champions League, basta analizzare i numeri di questo inizio di stagione: 22 gol fatti in 7 partite disputate, di cui 6 solo nell'ultima partita di Bundesliga giocata contro l'Amburgo. In campionato ha realizzato 15 gol, miglior attacco in assoluto nonostante il Bayern Monaco campione d'Europa in carica. Non vi basta? Gli uomini di Klopp guidano a punteggio pieno la Bundes con cinque vittorie su cinque e se avete ancora qualche dubbio basti pensare che nell'ultimo match l'attacco giallonero ha effettuato 32 tiri verso lo specchio della porta. Numeri da capogiro per una squadra che da almeno quattro anni assicura vittorie e spettacolo ai tifosi che assiepano il Westfalenstadion.
Eppure l'ascesa della squadra tedesca, che tanto impressiona per solidità e meccanismi collaudatissimi, è partita pochi anni fa. Solo nel biennio 2006-2008 il Borussia era impelagato nella zona retrocessione con lo spettro del fallimento ad un passo. Poi è partita la risalita guidata da Jurgen Klopp, il vero fautore del modello Borussia Dortmund. Quinto posto nel 2010, scudetto nel 2011 e nel 2012 e infine la sfortunata finale di Champions League persa ad un passo dai supplementari. Una squadra che nel corso degli anni ha perso qualche giocatore cardine ma che con la forza del settore giovanile e con uno straordinario scouting è riuscita sempre a sopperire alle partenze garantendo al proprio tecnico una rosa di qualità.
I tedeschi si schierano con un classico 4-2-3-1, proprio come il Napoli, dove spiccano le individualità di Reus, esterno sinistro d'attacco, e Robert Lewandowski, punta centrale e giustiziere del Real Madrid, primo calciatore ad aver segnato quattro reti in una semifinale e rimasto a Dortmund dopo i numerosi corteggiamenti dei club di mezza Europa. Un assetto plasmato ad arte dal tecnico ex Mainz dove ogni movimento è la conseguenza di un altro, dove ogni giocatore si muove con meccanismi perfetti. Un gioco che è causa e punto d'arrivo e che esalta i suoi interpreti. Non importa chi giochi, ogni anno i sostituti sono in grado di esaltarsi grazie alle magie di Klopp: pressing e ripartenze verticali fatte di prima, un incanto da ammirare. Una chicca? Quando si osserva il Borussia in un'azione in velocità è facile notare come il giocatore in possesso della palla possa avere almeno tre opzioni diverse di passaggio.
Mercoledì in campo mancheranno il regista Gundogan e il terzino destro Piszczek, ma al loro posto ci saranno Nuri Sahin, ritornato a casa dopo l'anonima esperienza al Real Madrid, e Kevin Grosskreutz ala sinistra adattata sulla linea difensiva. Al centro della difesa il muro formato da Hummels e Subotic, che assicura una granitica protezione; davanti accanto a Reus ecco le novità di quest'anno: Henrikh Mkhitaryan e Pierre Emerick Aubameyang. Il primo, nazionale armeno trequartista, è stato acquisto per 27,5 milioni dallo Shakhtar e nonostante un infortunio che gli ha fatto saltare i primi match stagionali, dal rientro ha già messo a segno 3 gol, dimostrando fin da subito le proprie capacità e adattandosi al meglio nel telaio offensivo creato da Klopp. L'armeno assicura quella vena di creatività e quella fantasia tipica della manovra giallonera. Aubameyang è un attaccante francese che gioca sull'esterno destro e spesso affianca Lewandowski nel corso dei match. Acquistato quest'estate dal Saint Etienne per 13 milioni di euro, è uno dei migliori prospetti europei. Nell'ultima stagione ha realizzato 19 gol in 37 partite e con la maglia del Dortmund non sembra ridurre la sua media: 5 gol in 5 partite finora.
Una squadra devastante, mai come quest'anno, da affrontare con intelligenza ed estrema attenzione. Un gioco prettamente offensivo in grado di mettere in difficoltà qualsiasi retroguardia. Possesso palla di qualità e capacità di sfruttare al massimo le verticalizzazioni con velocità e precisione. Una squadra e una società spesso citata proprio dal presidente De Laurentiis come esempio da emulare per gestione economica e risultati raggiunti. Una partita difficile ma non impossibile, soprattutto al San Paolo, dove il Napoli potrà avvalersi della spinta dei tifosi azzurri, una passione che ricorda il muro giallonero presente al Westfalenstadion, e che potrebbe essere il grimaldello giusto per scassinare quella che sembra una macchina perfetta.
