NAPOLI – VIKTORIA PLZEN: SAPORE D’EUROPA

Mettiamo il caso che questa stagione dovesse concludersi con un Napoli da seconda forza del campionato nazionale, sarebbe un fallimento? Evidentemente no dato anche l'obiettivo principale dell'anno. Finire secondi, alle spalle della Juventus, inevitabilmente porterebbe un po' di rabbia, ma allo stesso tempo tanta consapevolezza dei propri mezzi soprattutto con la qualificazione diretta alla Champions League. Bene, ora teniamo conto che i punti di distacco dalla prima sono cinque, non pochi, ma neanche impossibili da recuperare e fino ad allora ci si può togliere qualche piccola soddisfazione anche in campo europeo. L'Europa League, figlia della vecchia Coppa Uefa, non ha lo stesso peso e la stessa considerazione della competizione genitore, ma il blasone non cambia. Anzi, in ottica futura potrebbe portare anche un buon balzo in avanti sotto il profilo del ranking e, quindi, la possibilità di salire qualche fascia in vista del futuro evitando gironi di ferro e simili. Bene, alla fine si può dare una traccia, semplice e utile. Il tabellone d'Europa League, inoltre, consegna al Napoli la possibilità di arrivare piuttosto avanti. Ora il Viktoria Plzen, compagine ceca da non sottovalutare ma oggettivamente inferiore in termini di qualità, ma domani ci si potrebbe trovare di fronte una tra Bate Borisov e Fenerbahçe. La prima molto simile all'attuale avversaria, la seconda di un livello leggermente superiore e con un buon carnet nell'Europa che conta ma comunque alla portata in termini di qualità. Insomma, aspettando le sfide decisive in terra di casa, meglio affacciarsi aldilà dei confini nazionali per tenersi aggiornati e, magari, specchiarsi con qualche realtà da cui prendere spunto.

 

Viktoria Plzen. Il tecnico ceco Pavel Vrba ha già portato in soli due anni ottimi risultati sulla panchina rossoblu: una qualificazione in Champions e un buon cammino in Europa League creando non pochi fastidi al Milan la scorsa stagione e battendo l'Atletico Madrid di Falcao nel dicembre scorso. Modulo molto volubile con un 4-2-3-1 di base pronto a trasformarsi in un 4-4-1-1 in fase di ripiego e 4-3-3 in fase d'attacco. Squadra che gioca a memoria con impostazione larga e veloce tenendo sempre pronto il contropiede. Forte fisicamente, ma qualitativamente non eccelsa. Meglio tener d'occhio i due terzini, sempre pronti a spingersi anche oltre la metà campo, e il regista Horvath bravo anche sui palloni fermi. Il neo più grande è relativo alla zona centrale dove Darida, molto rognoso e spesso falloso, difficilmente riesce a coprire in fase passiva spostandosi spesso sul settore esterno. Assente Duris sostituito da Stipek

Indisponibili. Duris

Formazione (4-2-3-1) Kozacik (1); Reznik (14), Prochazka (21), Cisovsky (28), Limbersky (8); Darida (16), Horvath (10); Rajtoral (27), Stepek (29), Koral (26); Bakos (23)     All. Pavel Vrba

Ballottaggi. Rajtoral 60% – Zeman 40%

 

Napoli. Un po' di turn over, leggero e non invasivo, condito da qualche esordio assoluto. Walter Mazzarri prepara la gara europea mantenendo il 3-4-1-2 con difesa alta, contropiede alla mano e ritmo veloce. Accantonata l'idea di affidarsi fin da subito al tridente offensivo. Rolando sostituirà Cannavaro per fare il suo esordio in maglia azzurra; Insigne, colpito da febbre, dovrebbe recuperare ma in caso di forfait toccherà a Pandev. Molto potrebbe dipendere da Dzemaili ed El Kaddouri: il primo creando molto movimento nella fase d'impostazione, il secondo affondando per vie centrali in una difesa lenta e spesso sconnessa. Possibile staffetta tra Zuniga e Armero così come l'ingresso di Calaiò in corso d'opera.

Indisponibili. Behrami

Formazione (3-4-1-2) De Sanctis (1); Gamberini (55), Rolando (6), Britos (5); Maggio (11), Donadel (4), Dzemaili (20), Zuniga (18); El Kaddouri (13); Cavani (7), Insigne (24)     All. Walter Mazzarri

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