NAPOLI CONCRETO E SOLIDO: LA JUVENTUS E’ AVVISATA

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Ancora una volta il Napoli ce l’ha fatta. Non ha maramaldeggiato, ha subìto spesso, senza comunque rischiare troppo, l’iniziativa e la generosità di un’Udinese gasata dalla leggendaria notte di Anfield Road. Ha commesso qualche errore banale in fase d’impostazione del gioco, più per ansia e frenesia che non per una stanchezza che comunque, nella fase finale, si è fatta sentire nei singoli. Ma alla fine vittoria è stata. Vittoria di concretezza, di grinta, di cuore. Vittoria derivante dalla voglia di rispondere per le rime alla Juventus, rivale d’alta classifica e nostra prossima avversaria. Vittoria scaturita dal desiderio di riscattarsi e ridare entusiasmo a una piazza un po’ intiepidita dalla serataccia olandese, ove però i protagonisti in negativo erano stati elementi assenti a Fuorigrotta stasera, comprimari incapaci, almeno per ora, di profondere l’impegno indomito ed efficace che caratterizza il Napoli versione campionato.

Già, il Napoli-Uno. Quel Napoli esente da colpe contro il PSV e sul quale tuttavia i fantasmi di Eindhoven sembravano ancora aleggiare, almeno nel primo tempo. La frenesia e l’ansia, appunto, dettate dall’obbligo di fare bene hanno caratterizzato le giocate iniziali degli azzurri, peraltro bloccati sulle fasce dai loro omologhi friulani, bravi a coprire e a proporsi in avanti, talvolta con due uomini sulla stessa corsia. Fernandez pareva quello di giovedì: macchinoso, impreciso nei disimpegni, uno su tutti quello da cui è partita l’azione finalizzata a dovere dal puntuale Pinzi. Poi, lentamente, i partenopei hanno preso le misure, specie a centrocampo, lì dove Behrami e Inler, pure loro partiti adagio, hanno capito l’andazzo che si profilava nel secondo tempo, quando appariva chiaro che i ragazzi di Guidolin avrebbero tentato il tutto per tutto. I due svizzeri hanno sradicato dai piedi dei loro avversari un’enorme quantità di palloni, in particolare l’ex di turno, niente male anche in fase propositiva, quando Hamsik si manteneva basso a raccogliere la sfera dai suoi compagni di difesa. Che factotum, lo slovacco! Il goal (su rimpallo, ma da falco d’area di rigore), un’infinità di passaggi illuminanti, un filtro efficace a centrocampo, una grande mano in fase d’interdizione: in poche parole, ha fatto onore al suo grado di capitano, da vero leader. E Cavani, Pandev e Insigne? Stanco e in affanno il macedone, autore ad ogni modo di una rete da manuale. In ombra e nervoso il Matador, a parte il colpo di tacco che ha dato il la alla rete del primo vantaggio azzurro: auspichiamoci che sia solo un incidente di percorso, perché se non sta bene sono cavoli… Quanto al frattese, si è letteralmente divorato il 3-1, e tanto basta per dire che una giornata storta può capitare persino a lui. Non è stata una serata storta, invece, per i difensori. Monumentale Campagnaro, solido Gamberini, mentre Fernandez, dopo aver iniziato maluccio, come dicevamo prima, si è poi ripreso nella seconda frazione con delle buone chiusure. Chissà, forse gli errori in Olanda lo hanno segnato davvero, condizionandone la prestazione fino al pareggio friulano. Sbagliando s’impara: al ‘Pajaro’ non rimane che imparare, le basi ci sono, e sono tutt’altro che fragili.

Quanto detto poc’anzi ci dà il quadro di un Napoli che, pur tenendoci col cuore in gola fino alla fine, ne viene fuori alla grande, mostrandosi solido, tenace, voglioso, deciso a giocarsela e a ottenere sempre il miglior risultato. Un Napoli in cui, nondimeno, qualcuno segna il passo e ha il necessario obbligo di prendersi una pausa, sia fisica che mentale. Benedetta la sosta, verrebbe da dire. Ma non lo si può dire: i Nazionali partiranno, dovranno fare gli straordinari, in campo come tra i check-in degli aeroporti, e Mazzarri non potrà allenarli per un bel po’ di giorni. Non che sul fronte juventino le cose vadano meglio da questo punto di vista. Ad ogni modo, cosa dire a proposito del superscontro diretto del 20 Ottobre? La Juventus ha un organico superiore, nulla da dire, ma ha vinto a Siena soffrendo più del dovuto per segnare, ha subìto una rete in maniera totalmente ingenua e, soprattutto, è stata benedetta ancora una volta dall’accondiscendente Mazzoleni, che ha risparmiato Chiellini contro di noi. Contro questa Juve il risultato si può fare. E non solo bloccando fino allo strenuo, fino all’estrema fatica, le fonti del gioco bianconero e impedendo alle bocche di fuoco di Conte di fare il loro comodo. Allo Stadium si vince anche con la testa, mentalmente, resistendo cioè alla pressione e all’ostilità che i tifosi della Signora faranno sentire sul collo dei nostri beniamini. Mai come ora, è una prova di maturità. Sei una grande squadra quando nella rosa hai i campioni, ma lo sei anche quando riesci a dare il massimo dal punto di vista psicologico in un ambiente come quello juventino, costruito apposta per farti perdere. Il messaggio la Juventus l’ha avuto: il Napoli vuole dire la sua, senza se e senza ma.

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