MAZZARRI: “DOPO LA SCONFITTA DI PECHINO HO PENSATO ALLE DIMISSIONI, RIESCO AD ANDARE AVANTI GRAZIE ALLA MIA VOGLIA DI VINCERE. CONTRO L’OLYMPIACOS LO STESSO UNDICI CHE SCHIERERO’ A PALERMO”
Mister, c’è amarezza per il match di supercoppa. Il Napoli è stato accusato anche di mancato spirito olimpico, cosa ne pensa?
“ Sentendo questa cosa mi verrebbe da fare una battuta: probabilmente non siamo rientrati per la premiazione perché stavamo tutti sotto la doccia! Mi viene da rispondere cosi a chi non guarda nel proprio orto ma vede in casa d’altri. Il giudice sportivo deve applicare le sanzioni attraverso parametri giuridici, non tollero quello che hanno riportato gli arbitri nel referto nei confronti di Dossena: siamo stati cornuti e mazziati. Se fossimo rientrati in campo cosa poteva succedere con gli arbitri davanti? Magari qualche altro espulso. La decisione della società è stata la migliore. Durante il match avevo ricevuto tanti messaggi riguardanti il ritiro della squadra, sono stato intimato. C’è stato anche un momento in cui volevo dimettermi, non volevo più andare avanti. A Ferragosto sono stato in vacanza presso un feudo juventino e addirittura i tifosi bianconeri mi hanno chiesto scusa, perché cosi non avrebbero voluto vincere. Tutto ciò mi ha dato forza e speranza nel futuro. La nostra protesta è stata contro l’arbitraggio e non contro l’avversario. Faccio un’altra riflessione: Santoro prima di andare in campo ha fatto briefing con gli arbitri riguardante la tolleranza zero contro le proteste: Behrami ha subìto un fallo da rigore nel primo tempo, uno nel secondo tempo sul 2-2 e non ha protestato, gli arbitri di linea potevano anche non vedere, ma non posso accettare metri di giudizio differenti”.
Qual è il suo stato d’animo?
“Se parlo qui in questo modo è perché ho ancora voglia di lottare, di provare a vincere nel modo giusto. Lavoriamo tutti ad altissimo livello, se si sbaglia si paga. L’iniquità riscontrata a Pechino dovrà influire sugli arbitri nel rispetto delle regole, non ci deve essere sudditanza psicologica nei confronti anche di campioni affermati. Poi vorrei che ci fosse più attenzione sulle compagini che si comportano in modo corretto. Alla squadra avevo detto di non protestare, nel rispetto delle regole. Con il quarto uomo ho avuto un confronto idilliaco, ad avvertire il direttore di gara delle mie parole è stato il guardalinee che era lontanissimo, cosi sono stato espulso. Le sanzioni sono state ingiuste. Se vogliamo fare un amarcord la giustizia sportiva ha detto che la Juventus ha vinto 28 scudetti, bisogna accettare il verdetto delle sentenze ed essere rispettosi delle regole. Se fossi stato nei loro panni non avrei aperto bocca”.
Lei dice che è più carico, ma non pensa alla partenza ad handicap in campionato?
“Sono fiducioso che questa squadra possa fare bene anche a Palermo nonostante le squalifiche. Anche contro la Juventus ce la stavamo giocando alla grande e siamo stati superiori, se non ci fossero stati gli errori arbitrali potevamo vincere”.
Come va il rodaggio della squadra?
“Finiremo il ciclo delle amichevoli domani contro l’Olympiacos, cercherò di far giocare coloro che saranno titolari a Palermo, ho già in mente la formazione”.
Le ha dato noia la cosidetta “caccia all’uomo” di cui faceva riferimento Carrera?
"Probabilmente ha visto un’altra partita, ha inventato tutto, i cartellini gialli sono partiti dal loro reparto difensivo cosi come tanti falli tattici non sanzionati. Dal primo all’ultimo minuto c’è stato un comportamento iniquo soprattutto nei confronti del Napoli”.
Come ovvierà alla mancanza di Dossena e Zuniga sulla sinistra? Metterà Behrami a destra e Aronica sulla corsia opposta?
“Domani sul campo vedrete quali soluzioni adotterò”.
A che punto sono i meccanismi?
“Nella partita contro la Juventus è andato quasi tutto bene, però ho visto molti calciatori che non sono al top, sia come brillantezza che come tenuta atletica. Ho ancora domani e un’altra settimana per riportarli in condizioni buone. Questo è l’aspetto principale da curare in questa stagione”.
A Palermo in attacco schiererà la coppia Insigne-Cavani sinora mai provata.
“Insigne è stato con noi fin dal primo giorno del ritiro, ha già capito qualche meccanismo. Cavani è in forma, sono bastati uno massimo due allenamenti per rimettersi in sesto. Questo è l’ultimo problema a cui faccio riferimento, sono tranquillo”.
Che ne pensa della linea verde di cui parla il presidente? Sembrerebbe imminente l’ingaggio di Uvini.
“Ho parlato con Bigon e so che Uvini non viene nella nostra rosa. E’ una vita che spiego che non esistono linee. La Juventus ha vinto lo scudetto con pochi giovani in campo. Il presidente vorrebbe capre e cavoli, ma è difficile lottare per grandi obiettivi con tutti giovanissimi. Cavani, Lavezzi e Hamsik sono diventati grandi nel tempo: se si vuole vincere subito è difficile sposando una linea totale di giovani. Giovani o vecchi a me non frega: guardo e accetto il verdetto del campo di coloro che sono stati i protagonisti. Questo giochino tra giovani e vecchi mi ha scocciato, gioca chi sta meglio. Farò nell’interesse del Napoli le scelte migliori per cercare di vincere e fare più risultati possibili”.
Ha posto il veto sulle voci di mercato riguardanti Gargano?
“Se sta bene e dimostra di essere meglio di altri allora giocherà, per tutto il resto chiedete alla società. Non penso ai problemi del calciatore che vuole andarsene. Con me Gargano ha giocato tante partite, questo è il quarto anno che lo alleno, anzi a volte sono stato criticato per averlo fatto giocare quando non doveva. Contro la Juventus ho preferito metterlo al posto di Hamsik perché in quel momento lo ritenevo utile. Ho buoni rapporti con lui come con tutti i calciatori”.
Come vede le squadre del campionato?
“Sarà un campionato equilibrato, molto competitivo, se mi consentite “ingarbugliato”. Ci possono essere varie outsider, questo mi mette curiosità, è difficile fare una griglia di partenza”.
