NAPOLI- CAGLIARI 4-5-69 (2-1)
Il Cagliari di Gigi Riva è stato di certo la più bella favola prodotta dal calcio italiano assieme al Verona scudettato di Osvaldo Bagnoli edizione 1985. Costruito sapientemente da Andrea Arrica ( di recente scomparso ) e diretto in maniera impareggiabile ( nonchè un pò naif ) da Manlio Scopigno, dal 1966 al 1972 la squadra sarda rimase ai vertici del calcio italiano, vincendo il titolo nel 1970 ed arrivando 2° l' anno prima. I rossoblù potevano vantare di avere nelle loro fila elementi come Albertosi, Cera, Niccolai ( tutti a Mexico 1970 con l' Italia ), il brasiliano Nenè, e soprattutto Roberto Boninsegna, cannoniere implacabile dell' Inter anni '70. Ma sopratutti naturalmente brillava la stella di Gigi Riva, che contende a Silvio Piola la palma di miglior attaccante italiano di sempre, la cui popolarità travalicava di gran lunga i confini nazionali, tanto che perfino Raffaella Carrà gli dedicò una canzone ( con relativo balleto annesso ). Ancor oggi " Rombo di tuono " ( da una geniale intuizione di Gianni Brera ) detiene il record di gol segnati con l' Italia ( 35 ) realizzari in sole 42 partite. Fu tre volte capocannoniere, vinse il titolo europeo del 1968 con la nazionale a cui immolò per ben due volte le gambe vittime di altrettante fratture. Aveva un coraggio incredibile in area, che gli consentì di marcare valanghe di gol nelle maniere più disparate. Non volle mai ( a costo di rinunciare a faranoiche offerte ) lasciare la Sardegna, lui che lombardo di nascita col tempo è diventato un sardo a tutti gli effetti. Basti pensare che nel 1973, quando Riva aveva già 29 anni, la Juventus era disposta a privardi di 6 ( dicosi 6 ) giocatori ( fra i quali Roberto Bettega ) pur di vestire di bianconero " Giggirriva da Leggiuno ". L' apice di Riva e del Cagliari fu naturalmente lo storico scudetto del 1970, ma già l' anno prima gli isolani arrivarono ad un passo dal titolo, beffati in dirittura d' arrivo dalla Fiorentina di Bruno Pesaola. A tre giornate dal termine la classifica recitava così : Fiorentna 38, Milan 37, Cagliari 36 ( con i due punti in palio ). Il sognoi scudetto per gli uomini del " filosofo " Scopigno svanirono proprio in quel di Napoli il 4 maggio 1969, benchè gli azzurri non andarono oltre al settimo posto finale, non figurando mai fra i protagonisti. Ma in quel pomeriggio, Altafini e c. sfoderarono il meglio di sè, chiudendo il discorso già nel 1° tempo. Al cospetto di un S. Paolo come sempre gremito, così si schierarono le squadre : Napoli con Zoff, Nardin, Zurlini. Montefusco, Panzanato, Bianchi. Cané, Juliano, Nielsen, Claudio Sala e Barison. Il Cagliari rispose con : Albertosi, Martiradonna, Longoni. Cera, Niccolai, Tommasini, Nené, Brugnera, Boninsegna, Greatti, Riva. Arbitro il famoso Gonella, che arbitrerà la finale ai mondiali argentini del 1978. La gara in pratica non ebbe storia; in quattro minuti ( dal 28° al 32° ) gli azzurri infilarono una micidiale doppietta con Harald Nielsen ( detto " Dondolo ", cannoniere del Bologna campione del 1964 ) ed il napoletano d' adozione Canè. Il 2 -1 finale venne fissato da una prodezza del solito Riva all' 85esimo, troppo tardi affinchè i sardi potessero organizzare la rimonta. Ma ormai le basi per lo scudetto c' erano tutte, che arrivò puntualmente nella stagione seguente, con un Riva semplicemente fantastico. Come lo fu Diego Armando Maradona quasi venti anni dopo…
STATISTICHE
Il Napoli ha vinto complessivamente 17 volte, contro 9 pareggi e 4 sconfitte, l' ultima delle quali subita nel 2007 – 2008, nella prima giornata di campionato : 0 -2, con reti di Matri e Foggia nella ripresa il 26 agosto 2007. Il pari non esce dal 25 aprile 2010 ( 0 -0 ), mentre l' ultimo match è stato ad appannaggio degli azzurri la sera del 20 marzo 2011, con lo stesso punteggio di 2 -1 della lontana partita sovradescritta, con protagonista il " matador " Cavani con una doppietta al 49° su rigore ed al 61° con un diabolico pallonetto. In mezzo il temporaneo pareggio di Acquafresca al 56°. Sarebbe un bel viatico per Londra ripetersi anche venerdì sera…
