VEDI NAPOLI E POI… FUORI!
Chissà, forse lo dicevano solo per scaramanzia. Magari Drogba, Mata e Villas Boas non pensavano davvero che la legge del San Paolo fosse così insindacabile, non credevano che il Napoli sarebbe riuscito a far polpette della squadra in blu, come se di fronte ci fosse l’Empoli e non il Chelsea. Invece è andata proprio così, e addirittura possiamo recriminare di non aver chiuso definitivamente i conti con un altro paio di gol. Ma di che ci stupiamo? Gli azzurri ci hanno abituato a simili exploit, addirittura dovrebbe essere questa la normalità.
Pensiamo ad inizio anno e alle partite contro Inter e Milan, giusto per omettere le altre imprese di Champions. Il Napoli è in grado di giocarsela contro chiunque, con in campo gli Aronica e i Cannavaro, i Zuniga e i Gargano. Il Napoli si esalta ed esalta i propri campioni quando il gioco si fa duro, perché è lì che i duri cominciano a giocare. La forza delle motivazioni ha demolito gli inglesi, ma non è stata solo quella la chiave di volta. Arretrare Hamsik a supporto del centrocampo ha messo in crisi i Meireles e i Ramires, il movimento a flipper di Lavezzi ha mandato in tilt Cahill e Ivanovic, l’asse di destra della difesa di Villas Boas. Oltre il dato tecnico, dicevamo, è però fondamentale l’aspetto motivazionale, che rende autentici giganti anche calciatori che la Champions dovrebbero soltanto sognarsela. La capacità di reazione mostrata dalla squadra al gol di Mata (frutto solo di una coincidenza sfortunata) è da medaglia al valore: non era facile reagire dopo una simile batosta, Pocho Matador e compagni gliel’hanno invece restituita con gli interessi. Ottimi gli esterni soprattutto in fase di ripiegamento, notevole l’apporto della mediana, con un Inler nuovamente top class. Peccato appunto per i gol falliti nel finale, con un paio di tap-in riusciti quella a Londra poteva davvero diventare una scampagnata.
Può esserlo ugualmente, a patto che Mazzarri e l’uomo-quadrifoglio Frustalupi mantengano alta la concentrazione in vista del ritorno a Stamford Bridge. Come ha detto Villas Boas queste partite durano 180 minuti, ed è un attimo che una squadra con tanti campioni riesca a ribaltare la situazione con due reti. Attenzione, attenzione, attenzione. Bisogna tenere alta la guardia, ma le possibilità di passare a questo punto sono ben più del 51% scaramanticamente pronosticato da De Sanctis. Sognare non costa nulla, purché ci sia una sola condizione: che poi quando si cambia competizione si riaprano gli occhi e si cominci a pensare al prossimo anno, quando non basteranno le straordinarie prestazioni europee di questa stagione per garantire al Napoli un posto stabile fra queste stesse big che gli azzurri hanno dimostrato di poter fronteggiare senza alcun timore.
