UN POCHO DI UMILTA’
Vulcanico, deciso e come sempre nessuna banalità nelle sue parole. Aurelio De Laurentiis guadagna nuovamente la scena tra microfoni e pagine di giornali. Nessun attacco preventivo verso la stampa, nessuna particolare stilettata verso le potenze del calcio italiano, ma una tiratina d'orecchio al figlioccio tanto amato quanto birichino. Il patron azzurro alza la voce e prima impugna il bastone, poi la carota come un padre che chiede al figlio maggior impegno sui banchi di scuola prima di lasciarsi andare alla goduria di qualche console: "Lavezzi deve diventare più napoli e meno argentino"., dubitiamo che ci siano difficoltà per tale metamorfosi. E' costatato nel tempo, infatti, che Napoli è una sorta di appendice latino – americana, casa ideale per sudamericani dalle qualità immense quanto il carattere pepato; "Deve allenarsi bene, non chiederci di andare via, come ha fatto due settimane prima della scorsa pausa natalizia, e deve evitare di farsi espellere in certe circostanze. Comunque questo discorso lo farò a tutti''. Patti chiari, amicizia lunga. Lavezzi veste la maglia azzurra dal 2007 e in quattro anni è sempre caduto nella solita buca come un vezzo diventato vizio. La prima volta ci può anche stare, la seconda può capitare, la terza è un'incredibile coincidenza, ma la quarta volta no. Natale arriva per tutti e per tutti bisogna aspettare, così si diventa davvero grandi bloccando le tentazioni per far spazio ai sacrifici. ''Al procuratore del 'Pocho' ho detto che voglio il calciatore per un giorno in barca con me in modo da fargli il lavaggio del cervello. Non si devono più commettere certi sbagli''. Meglio ribadire, sottolineare e bloccare sul nascere fraintendimenti o piccoli screzi che, nel tempo, potrebbero portare anche fratture insanabili. Questo il bastone, duro e deciso, poi arriva la carota, come la caramella della pace che un padre regala al figlio dopo il rimbrotto: "Non sono d'accordo che si alleni a Porto Cervo ma mi fa piacere che si distragga in Costa Smeralda per il giusto distacco che deve esserci tra la Coppa America e il rientro agli impegni di campionato con il Napoli". Beh…non è proprio una bella cosa in effetti, ma certe volte bisogna anche fare un passo indietro e cercare il giusto compromesso.
Fondamentalmente, Lavezzi è parte importante di questo Napoli, ciò non toglie che in una concezione di gruppo la situazione potrebbe dare un po' fastidio in stile "lui si e io no?!". "Ha solo bisogno di una pausa mentale che per una settimana lo separi dal calcio, così da poter tornare completamente ritemprato dalla competizione sudamericana che si e' svolta a luglio". Ineccepibile! La Coppa America porta più stress e problemi che soddisfazioni, quasi come il nuovo Mondiale del Club (o Torneo dell'amicizia come ribattezzato da qualcuno che rosica e cerca di nascondere l'invidia spudorata). Bene distrarsi, staccare la spina e allontanarsi dalle fatiche di un torneo deludente; "Poi, se volesse distrarsi altri due giorni, potrà raggiungermi ad Ibiza con la sua fidanzata". Apertura definitiva, come a dire "ti vogliamo con noi, ma devi essere come noi". Più che giusto, ma mentre il presidente sarà impegnato nel lavaggio del cervello, i tifosi incamerano tutto in una sola parola: umiltà! La consapevolezza di aver una marcia in più non vuol dire che il freno, certe volte, non debba essere utilizzato. Facile il rettilineo, ma le curve…sono sempre tanto care quanto attente.
