LE ALI DEL CIUCCIO E IL FORCONE DEL DIAVOLO
Milan 68 punti; Napoli 65 punti; Inter 63. Questa è la classifica di Serie A quando mancano solo sei giornate alla fine. Se il campionato di Serie A fosse iniziato sei giornate fa, allora sarebbe da pazzi parlare di Scudetto o addirittura Champions League, ma in questo momento, a dispetto delle parole e dei vari scongiuri, il campionato italiano accoglie con certezza la presenza del Napoli tra le concorrenti per la vittoria finale.Doveroso, quindi, cercare di capire seriamente come arrivano al rush finale i protagonisti di un campionato divertente come da anni non si vedeva: escludendo, seppur momentaneamente, l'Inter poiché molto passerà dal ritorno di Champions per valutarne le ambizioni di fine stagione, concentriamoci su Milan e Napoli toccando vari aspetti che potrebbero diventare determinanti.
Fiato e muscoli. Milan e Napoli, così come tutte le altre compagini del torneo, hanno già incamerato ben sette mesi di gare e spostamenti vari: il Milan ha disputato 32 gare di Serie A e otto gare di Champions League con l'eliminazione per mano del Tottenham nella seconda fase del torneo; il Napoli, ne ha disputate due in più avendo giocato il turno play-off in Svezia con l'Elfsborg. Valutando nel dettaglio, gli azzurri dovrebbero contare una stanchezza psicofisica drammatica tenendo conto dei ritmi con cui gli azzurri affrontano ogni gare oltre al fatto che Hamsik, Cavani, Gargano e Maggio, ovvero i trascinatori del gruppo, hanno disputato il mondiale in Sud Africa la scorsa estate; e invece, lo stato di forma del gruppo partenopeo sembra essere quasi d'acciaio con pochissime sbavature nel mese di Febbraio pagando solo con Chievo, Milan, Villarreal e Brescia. I rossoneri non danno molto peso al fattore corsa dato le caratteristiche e i dati anagrafici: il Milan, infatti, ha sostituito il concetto di gruppo dettato da Ancelotti e Leonardo con la vena del singolo apportata da Massimiliano Allegri e qui arriva prepotente anche il fattore fortuna visto: la prima fase di campionato è stato nel segno di Ibrahimovic con Pato condizionato da infortuni vari e una difficoltà tattica piuttosto evidente, ma nella seconda parte c'è stato un vero e proprio passaggio di testimone con lo svedese in grande difficoltà psicofisica e il brasiliano più intraprendente e decisivo. La nuova ideologia del tecnico milanista, oltretutto, ha trovato la vittima eccellente in Andrea Pirlo praticamente scaricato per far posto ai muscoli di Van Bommel. Occhio anche al conto dei vari infortuni di stagione: nel Napoli solo Grava e Vitale hanno trovato problemi lunghi e fastidiosi, poi solo qualche affaticamento mentre il Milan ha dovuto fare a meno di Nesta, Zambrotta, Pirlo, Ambrosini, Inzaghi e Bonera per periodi lunghi e ripetitivi tra ricadute e rischi vari. Questo per sottolineare come il lavoro dello staff azzurro sia stato nettamente più efficace e produttivo rispetto ai laboratori milanesi; ad oggi, il Napoli, gode di una posizione di netto vantaggio sul piano fisico rispetto al Milan.
Punti d'oro in palio. Il calendario strizza l'occhio a favore del Napoli: nelle prossime, e ultime, sei gare gli azzurri troveranno 3 gare interne e altrettante trasferte. Certo, molto dipenderà dalla situazione al momento del confronto, ma ad oggi il gruppo di Mazzarri vede Udinese, Genoa e Inter in casa mentre Palermo, Lecce e Juventus in trasferta. I friulani non godono di un grande momento e dopo i sette risultati strabilianti ha trovato due sconfitte e la consapevolezza che la benzina sia quasi finita; il Genoa non ha molto da chiedere a questo campionato mentre l'Inter, alla penultima, potrebbe trovarsi già fuori dalla lotta e accontentarsi del terzo posto pur di scalzare i cugini rossoneri. Il conto in trasferta, poi, non è tanto lontano da quello casalingo: Palermo in difficoltà e con poche chance di rientrare nel giro Europeo, Lecce già salvo e quindi in vacanza mentre la Juventus potrebbe trovarsi con l'Europa in tasca, la consapevolezza di rivoluzionare tutto a fine stagione e il solo orgoglio a spingere la squadra verso l'impegno. Potenziali punti da 11 a 14.Diverso il discorso per il Milan che troverà un calendario piuttosto impegnativo: tre gare interne e tre trasferte con Sampdoria, Bologna e Cagliari fra le mura amiche mentre Brescia, Roma e Udinese in trasferta. In casa, il Milan potrebbe fare bottino pieno ma occhio alla Sampdoria in grandissima difficoltà e vicinissima alla zona retrocessione; guai in trasferta dove il Brescia cerca punti salvezza mentre Roma e Udinese potrebbero contendersi la zona Champions e quindi con il dovere di fare punti. Potenziali punti da 12 a 14 punti.
Bandiere e vessilli. Conta molto, poi, il fattore entusiasmo e la pressione che ne concerne. Anche su questo discorso il Napoli va in vantaggio: gli azzurri si trovano a lottare per qualcosa in più rispetto alle premesse di inizio stagione dove l'obiettivo era tra il 4° e il 5° posto. Ad oggi, quindi, comunque andrà sarà un successo e tutto quello che ne verrà sarà di solo guadagno; la pressione generata dalla piazza, inoltre, si trasforma in spinta visto che nessuna squadra di serie A ha potuto ritrovare ben 15.000 tifosi a seguito per una trasferta (e parliamo solo dei possessori della tessera del tifoso), pertanto, anche se le cose dovessero andare "male", Napoli esulterà lo stesso per la qualificazione in Champions League e per un torneo di grandi emozioni. Il Milan, invece, è praticamente costretto a vincere: l'obiettivo iniziale era si lo Scudetto, ma solo dopo la Champions League anche il solo arrivo alla semifinale. La prematura eliminazione costringe i rossoneri a vincere il torneo sia per un fattore economico che per non fare la fine del pollo dopo tante chiacchiere e proclami.
Piede di velluto e legno grezzo. Sul discorso qualitativo c'è poco da discutere: il Milan è ampiamente superiore. Attrezzato sia nei ruoli che nei vari uomini perché anche se Ibrahimovic, Pato e Robinho danno qualcosa di più ai compagni, è innegabile l'apporto sensazionale di Thiago Silva, Nesta, Seedorf e dei giovani Strasser e Merkel. Il Napoli, invece, può contare sulla fame di Cavani e Hamsik, sulla velocità di Maggio e sull'imprevedibilità di Lavezzi; il resto deve adeguarsi e giocare come meglio sa, senza strafare, con grande umiltà e concentrazione. Diverso il discorso tattico dove il lavoro di Mazzarri è praticamente esemplare per i vari movimenti e stile.
Curriculum di applausi. I due tecnici a confronto aprono uno scenario particolare: Allegri e Mazzarri non contano trofei in carriera ma solo qualche bella soddisfazione personale. Il tecnico rossonero può contare sulla stagione a Sassuolo dove ha praticamente sconvolto tutti oltre alla splendida annata a Cagliari conquistando anche la panchina d'oro, i sorrisi del Milan e il licenziamento di Cellino; Mazzarri, invece, gode di due particolarità e di un record: il tecnico azzurro non ha mai trovato esoneri in carriera e porta in bella mostra il miracolo di Reggio Calabria portando la Reggina da -15 (poi trasformati in -11) al sogno Europa sfiorato per un pelo. I due godono di caratteri combattivi e molto inclini al lavoro psicologico, ma mentre il rossonero tende a restare compassato facendo leva sul moralismo il secondo preferisce la comunicazione diretta e talvolta fastidiosa soprattutto quando poi si vince.
Milioni che vanno e Milioni che vengono. Le due società rispecchiano la situazione dei problemi calcistici e di come risolverli: il Milan gode si di una struttura societaria e di un nome ben consolidati che portano ottimi ingressi economici anche senza grandi successi, ma i bilanci piangono trovando un passivo sostanzioso appesantito dai 135 milioni solo per i vari ingaggi con solo Ibrahimovic a guadagnarne ben 9 milioni netto all'anno; il Napoli, invece, è una società in costante crescita e solo il nome sembra essere immutato per blasone dopo gli anni terribili di retrocessioni e fallimento. Il bilancio azzurro vede un attivo di ben 8 milioni e il parco calciatori costa in termini di stipendi sotto i 40 milioni. I dati, però, sono destinati a variare entro la fine di Giugno e potrebbe modificare la programmazione futura: il Milan, dopo l'eliminazione in Champions, vedrà rimpinguare il passivo e perdendo lo Scudetto potrebbe decidere anche di perdere qualche pezzo da novanta per fronteggiare la situazione (Pato o Thiago Silva); il Napoli, invece, può contare sulla certezza di un attivo sostanzioso e disponibile per il prossimo mercato arricchendo con qualità e quantità.
Fischietti maldestri. Il fattore arbitrale, in questa stagione, ha inciso in maniera particolare: in questo caso, il Milan è in netto vantaggio e non solo per i vari singoli episodi ma anche per le varie gestioni in prospettiva. Esempio lampante è proprio la doppia sfida con il Napoli condizionate dalle assenze di Cannavaro all'andata e Lavezzi al ritorno: il primo espulso nella gara precedente con il Catania per un fallo duro ma non da rosso poiché falli del genere sono il pane di Gattuso e Felipe Melo senza i relativi richiami e cartellini mentre la situazione Lavezzi ha creato un precedente inquietante sulla questione della prova tv: non si vede, non si è sicuri ma si squalifica lo stesso. Il settore arbitrale, quindi, sembra essere piuttosto incline alla sudditanza psicologica per vari motivi e senza escluderne quelli personali in termini di amicizia o politici che di questi tempi vanno tanto di moda. La classifica senza errori arbitrali, infatti, è eloquente: il Milan gode di ben 7 punti in più mentre il Napoli è in credito di 3 e non è cosa da poco date le differenze…
