NAPOLI- CATANIA 24-1-71 (1-0)
A Firenze lo chiamarono “ Uccellino “, per la grazia e la leggiadria dei suoi movimenti. Kurt Hamrin, svedese classe 1934, è ancor oggi uno dei massimi frombolieri di sempre del calcio italiano, anche se incredibilmente ( come “ Spillo “ Altobelli ) non ha mai vinto la classifica dei cannonieri. Ha realizzato la bellezza di 190 reti in 400 partite con Juventus, Padova, Fiorentina, Milan e, dulcis in fundo, pure con il Napoli. Con la Juve è approdato in Italia, a Padova è esploso, con la Fiorentina si è confermato, alle soglie della pensione a Milano è rifiorito, a Napoli ha sparato le ultime cartucce di una carriera straordinaria. E’ stato pure con la sua Svezia pure vice –campione del mondo nel 1958, sopraffatto soltanto dal Brasile di Pelé. Era esile, veloce e agilissimo. Sembrava davvero che volasse a pochi centimetri dall’ erba, quando correva rapidissimo sulla fascia destra. Aveva nello scatto sotto porta la sua dote migliore, che gli ha permesso di realizzare una caterva di gol. Calzettoni abbassati fin sotto il calcagno, era elegante anche nella corsa, sempre a testa alta, sentiva il gol con un attimo di anticipo su tutti, riuscendo sempre a coordinarsi al meglio nel momento del tiro. Dopo aver vinto tutto con il Milan, scelse di far tramontare dolcemente la carriera all’ ombra del Vesuvio. A Napoli arrivò a 35 anni nel 1969, giocando per lo più spezzoni di partite. L’ ultima rete in assoluto del suo fantastico “ score “ la segnò proprio al Catania, la domenica del 24 gennaio 1971, con gli azzurri in piena lotta per il titolo con il Milan di Rocco e Rivera, secondi a tre punti di distanza ( allora la vittoria ne valeva due ), allora come oggi. Nonostante il Catania fosse di molto inferiore al Napoli ( alla fine infatti retrocesse ), la gara fu abbastanza incerta ed equilibrata. La risolse il nostro Kurt con un guizzo dei suoi al 60°. Ricordiamo le formazioni di quel giorno: Il Napoli si schierò con : Zoff, Ripari, Pogliana. Zurlino, Panzanato e Bianchi. Hamtin, Juliano, Ghio, Improta e Abbondanza. Il Catania scese invece in campo con : Rado, Strucchi, Montanari, Buzzacchera, Reggiani e Bernardis. Fogli, Tentorio, Baisi, Perani e Bonfanti. Arbitro : Branzini. L’ allenatore degli azzurri era il compianto Beppone Chiappella, che portò i suoi ragazzi ad un più che soddisfacente 3° posto finale. Quello che oggi varrebbe la qualificazione diretta in Champions League…
STATISTICHE
Vita grama per gli etnei in quel di Napoli : in 12 partite, soltanto in due occasioni il Catania è riuscito a vincere, contro la bellezza di 10 sconfitte fra serie A e serie B. Come si noterà, curiosamente la gara non è mai finita in parità. I siciliani non si impongono dal 15 –5 –2004, quando per 3 –2 ebbero la meglio fra i “ cadetti “, nella stagione che segnerà dopo 20 anni il ritorno in A dei rosso azzurri. Il Napoli ha invece vinto anche l’ ultimo match, disputatosi il 28 marzo 2010 col punteggio di 1 –0. A realizzare il gol del successo, fu al 51° capitan Cannvaro. Tutto sommato, anche domenica sera non ci dispiacerebbe un replay, per continuare a sognare di volare in alto…
