LA CASSANATA PIU’ GRANDE
Mi piace immaginare Antonio Cassano come quegli amici di una vita, quelli con i quali hai avuto le peggiori litigate e spesso ci hai anche fatto a botte. Il tipo di persona detestabile che prenderesti a calci nel sedere, per tutte le stupidaggini che fa e per il modo in cui butta via la sua esistenza. Sai che ha potenzialità sovraumane e perciò ti fa rabbia, perchè gli vuoi bene e non sopporti di vederlo sprecarsi nei modi più impensati. Con lui ti diverti, fai esperienze che non potresti fare con nessun altro al mondo e ti senti migliore anche tu, pur sapendo che quest'idillio è appeso ad un filo più sottile di una ragnatela. Sai già che da un momento all'altro manderà tutto in frantumi, come sempre, e quando non ne potrai più e troncherai i rapporti dovrai poi resistere alla forte tentazione di perdonarlo perchè hai la certezza, più che la paura, che la prossima delusione è dietro l'angolo.
Ecco perchè è comprensibile e per nulla invidiabile la posizione di Riccardo Garrone. Non c'è dubbio che l'affetto che il presidente della Samp nutre per il genietto di Bari vecchia vada al di là del semplice rapporto fra un campione e il suo mecenate. Leggere adesso tutte le scuse accampate per il comportamento inqualificabile, i messaggi di riconciliazione, le serenate e le sviolinate, lo staranno mettendo in una difficoltà paurosa. Garrone prenderebbe Cassano e lo abbraccerebbe forte, perchè conosce il suo pollo e sa bene che, al netto degli attimi di follia, Antonio sarà sempre l'unico che potrà dargli quel qualcosa in più che gli altri non hanno. Ma non può più farlo, perchè il segno l'ha passato abbondantemente, per giunta davanti al mondo intero. Un passo indietro sarebbe deleterio per l'immagine e la dignità personale; forse ci sono davvero momenti in cui si supera il punto di non ritorno e una storia, anche la più bella, è costretta a finire.
Poi si sentono in giro voci strane, volendo anche un po' cervellotiche, sul piano diabolico che ci sarebbe dietro alla sfuriata del barese. Sarebbe stata una lite "studiata", perchè Cassano vuole lasciare la Samp e ha scelto di forzare la mano, forte del suo personaggio, per farsi svincolare ed agevolare la nuova corteggiatrice. La Juve di Marotta, a quanto si dice. In questo modo lui avrebbe il suo tornaconto personale e ne uscirebbe anche pulito, perchè tanto è stata la società a mandarlo via, non lui a volersene andare. E' un sospetto che serpeggia presso i più maliziosi, niente di più, solo che mette un tarlo di quelli che distruggerebbero tutto l'ingenuo romanticismo della storia appena raccontata.
Se è veramente così è una schifezza da voltastomaco, ma forse non lo sapremo mai, soprattutto se la manovra è riuscita a mestiere. Non è detto però che lo sia, quindi i sognatori possono ancora immedesimarsi nella storia della coppia perfetta distrutta dall'ennesima cassanata. Se così fosse, da inguaribili romantici non potremmo che auspicarci l'happy ending: dopo aver fatto un po' il prezioso ed essersi preso la sua buona dose di corteggiamento, Garrone cederà alle ragioni del cuore e riaccoglierà a braccia aperte il suo pupillo. Non sarà il massimo della dignità, ma i rapporti speciali sono così rari che meritano anche qualche sacrificio in più.
