FABIO QUAGLIARELLA: COSA SI NASCONDE DIETRO QUELLO SGUARDO
Fabio Quagliarella, in arte “Masaniello”, attaccante del Napoli e della Nazionale italiana. Acquisto roboante della passata campagna di rafforzamento della squadra di De Laurentiis, che per accaparrarsi le prestazioni del bomber partenopeo, fu pronto a sborsare 16 milioni di euro più l’altra metà di Domizzi nelle casse del presidente Pozzo. Un investimento davvero importante che rese tutti felici: tifosi in primis, la società e lo stesso Quagliarella che da sempre sognava di vestire l’azzurro. Lui non è un giocatore qualsiasi è una bandiera, il sogno che si realizza, il modello da imitare per tanti scugnizzi di questa città. Nell’anno sportivo appena concluso, dopo un buon avvio, “Masaniello” non ha ripagato in pieno tutte le attese. E’ vero ci si aspettava tanto, forse troppo, in termini di reti ma lui, che non è mai stato una prima punta tipica e che non è mai andato oltre i 13 gol in campionato, si è fermato a quota 11. Non male ma il presidente De Laurentiis, poche settimane fa, lo ha bacchettato soprattutto per quella sciagurata partita contro il Parma dove si fece espellere per proteste e fu costretto a scontare 3 giornate di squalifica. Le prestazioni di fine campionato, soprattutto quella del mondiale, ci hanno fatto ancor più mordere le mani perché, se avesse giocato quelle 3 partite, sarebbe sicuramente arrivato agli standard di gol espressi nelle precedenti stagioni.
Poi il Sudafrica, dove Fabio è arrivato in forma smagliante, pronto a spaccare il mondo… Peccato che mister Lippi non se ne sia accorto e quando decise di metterlo in campo, per poco non si trasformò in uomo provvidenza. Lacrime mondiali, pochi giorni di vacanza, trascorsi sulla sua nuova barca nel golfo di Napoli e poi Folgaria. Nel frattempo un piccolo flirt col Rubin Kazan pronta ad offrire 20 milioni di euro. A chi chiedeva spiegazioni lui ripondeva con tono polemico:“Ho già dimostrato tutto ora spetta alla società”. L’attaccante stabiese, a Folgaria, si allena con professionalità ed impegno ma appare cupo, testa bassa e pochi sorrisi. Qualche giornalista ha raccontato, nell’ultimo giorno di ritiro di una frecciatina al Pocho Lavezzi reo di non aver firmato alcuni autografi ai tifosi cui Fabio replicava:” E’ colpa vostra, siete voi che l’avete fatto salire in cielo”. Nel frattempo viene ufficializzato l’acquisto di Cavani…e qualcuno pensa alla sua cessione. Fabio è un leader, è l’orgoglio di questa città è amato e rispettato da tutti, Fabio non si tocca! L’essere figlio di questa città fa ingelosire Fabio. Forse soffre dell’amore della sua gente, lo vorrebbe tutto per se e nello stesso tempo paga lo scotto di essere il simbolo di questi tifosi perché da lui si vuole di più e forse non a torto perché lui può e deve dare di più. Cavani è un giocatore che rafforzerà la rosa, caro Fabio, ma è un altro pezzo di questo bellissimo puzzle chiamato Napoli che di anno in anno si sta ultimando e sarà, nel più breve tempo possibile, pronto per esibirsi nei più grandi palcoscenici del mondo. Si è vero De Laurentiis è stato un po’ duro ma lo ha fatto anche con l’altro simbolo della napoletanità di questa squadra, il capitano Cannavaro, è un suo modo di spronare ed esortare a fare di più.
I tifosi ti amano, i giornalisti si limitano a valutare le tue prestazioni, nessuno cerca di farti un complotto. Scarica la tua rabbia, falla esplodere sul campo e zittisci tutti con le tue magie come hai fatto in Sudafrica, tutti saranno pronti ad acclamarti e tu tornerai ad essere il “capopopolo”. Anche Mazzarri sarà contento ed a quel punto ci sarà solo l’imbarazzo della scelta…
