LA STORIA DEL 2° SCUDETTO AZZURRO (II PARTE)
Undicesima giornata: 5 novembre Nella settimana precedente il match con il Lecce, a tenere banco con l’immancabile seguito di polemiche fu l’esclusione di Maradona decisa, a seguito di un allenamento saltato, direttamente dal presidente Ferlaino dopo l’incontro vinto a fatica per la Coppa Uefa contro gli svizzeri del Wettingen. Forse una vendetta per il rientro ritardato di Diego dalle vacanze ? Sia come sia, la domenica pomeriggio l’Argentino è regolarmente in campo per la gara in apparenza facile contro i Salentini. Al tirar delle somme, l’incontro fu, invece, difficilissimo. Come sempre gli accadeva al San Paolo, andò in gol Virdis dopo cinque minuti. Fusi e Carnevale ribaltarono il punteggio, ma all’inizio della ripresa un giovanissimo Antonio Conte realizzò il suo primo gol in serie A. Il risultato di parità non cambia fino ad un minuto dal termine quando Carnevale, per la verità in netto fuorigioco, siglò il definitivo 3 a 2 sfruttando un colpo di tacco di Diego. A nulla valsero le vibrate proteste dei pugliesi, l’arbitro Cornieti di Forlì convalidò il gol consentendo agli Azzurri di mantenere inalterato il distacco di due punti dall’Inter , vittoriosa a Verona con una tripletta di Klismann. Il big match tra Milan e Juve si concluse con una rocambolesca vittoria dei Rossoneri per 3 a 2. Anche per effetto di questo risultato, il Milan restava sempre a sei punti ma la Juve di Zoff scendeva a quattro punti dalla vetta.
Dodicesima giornata: 19 novembre Il calendario riserva agli Azzurri un altro impegno San Paolo, questa volta contro la Sampdoria di Vialli e Mancini insediata al terzo posto in classifica a 4 punti e da sempre avversaria ostica per il Napoli. Per tutto il primo tempo, Maradona e c. mettono in mostra un gioco spumeggiante andando in vantaggio con Diego al 24° su rigore ( per un fallo di Pagliuca su Crippa ), mancando più volte per un’inezia il raddoppio. Lo scenario appena descritto cambia completamente nella seconda frazione, con la Samp all’arrembaggio che riesce a pareggiare al 60° con un bel tiro a volo di Beppe Dossena. I Doriani continuano a condurre le danze per il resto dell’incontro, ma l’1 a 1 non cambierà più sino alla fine. Rimarrà, questa, l’unica volta in cui il Napoli del 1989-’90 non farà bottino pieno in casa arrivando a sfiorare il record assoluto di 17 vittorie su 17 incontri casalinghi. Grazie alla sconfitta per 3 a 0 dell’Inter nel derby contro un rinvigorito Milan, il Napoli, malgrado il pari di cui si è detto, aumenta a tre i punti il vantaggio sull’Inter (19 a 16), mentre Juve, Samp ed il Bologna di Maifredi seguono a quota 15. Il Milan è più lontano ( a 14) ma la rincorsa dei Rossoneri è appena all’inizio……
Tredicesima giornata: 26 novembre Tutta l’Italia calciofila si augura che la Juve riesca a compiere l’impresa di superare gli Azzurri ancora imbattuti in campionato, ma reduci da una bruciante sconfitta interna subita ad opera del Werder Brema per 3 a 2 nella partita di Coppa Uefa. Contrariamente alle previsioni, però, è il Napoli a prendere l’iniziativa andando in rete al 16° con uno spumeggiante Crippa dimostratosi, ancora una volta, uomo-ovunque. La Juve fa fatica a riprendersi ed il Napoli non ha difficoltà a chiudere il primo tempo in vantaggio e sfiorando anche il raddoppio con Diego. Nella ripresa la Juve prende quota, ma un grande Giuliani ed un arcigno pacchetto difensivo fanno sì che il punteggio non muti sino al 75° quando Bonetti, approfittando dell’unica incertezza del portiere azzurro in uscita, mette a segno l’1 a 1 finale. Gli Azzurri ben controllano gli ultimi assalti bianconeri ed il pareggio, al termine, viene accolto con soddisfazione da tutto il Napoli. L’Inter, intanto, viene sconfitta in casa dall’Atalanta per 2 a 1 e scivola a meno 4 al terzo posto in compagnia di Juve, Milan e degli stessi bergamaschi. Ora al 2° posto c’è la Sampdoria dopo il secco 3 a 0 inflitto al Bologna “champagne” di Maifredi. In conclusione, pur con il rimpianto di un mancato successo a lungo accarezzato, si registra ancora un turno favorevole alla “Bigon-band”.
Quattordicesima giornata: 3 dicembre. Contro l’Atalanta di Mondonico il Napoli scende in campo senza Diego, che va in panchina e senza Carnevale per cui il bravo Emiliano rischia una formazione d’attacco con tre punte. Le cose vanno male, però ai Bergamaschi che alla mezz’ora sono sotto già di due reti, frutto delle prodezze di Crippa al 9°, per una mezza papera del portiere Ferron, e di Careca al 28° su rigore. Ma il grande protagonista di quella giornata risulterà Gianfranco Zola, autore di uno splendido tiro al volo dal limite dell’area, che triplica il vantaggio e realizza il suo primo gol in serie A. Poi, dopo il punto della “bandiera” dell’Atalanta realizzato da Pasciullo che fissa il risultato sul 3 a 1, Bigon concede al giocatore sardo l’onore della passerella sostituendolo a dieci dal termine con Maradona. La Samp, intanto, pareggia a Lecce e viene raggiunta a quota 18 da Milan ed Inter, per cui gli Azzurri raggiungono la soglia dei 22 punti ed acquisiscono il maggior vantaggio, fino a quel momento, sulle inseguitrici: più quattro. Lo scudetto sembra più vicino, ma ………..
Quindicesima giornata: 10 dicembre La trasferta di Bari, giunta dopo il cappotto subito a Brema in Coppa Uefa 5 a 1 , non si presenta certo sotto i migliori auspici. Il gol del barese Monelli, peraltro viziato da un evidente fallo di mano dell’ex monzese, giunto dopo solo sei minuti accentua il momento di difficoltà della squadra azzurra. I Pugliesi, senza strafare , controllano gli assalti partenopei, generosi ma disordinati, e la prima sconfitta sembra prospettarsi senz’appello all’orizzonte. A sei minuti dal termine Carnevale, smarcato da una rovesciata dall’out di Maradona, con un colpo di testa in tuffo centra la porta avversaria per l’1 a 1 finale. Pericolo scampato ed imbattibilità mantenuta. Samp e Milan pareggiano con il medesimo punteggio, mentre l’Inter vittoriosa sul Genoa sale solitaria al terzo posto, a tre lunghezze dalla capolista.
Sedicesima giornata: 17 dicembre Nella gara pre-natalizia, con il classico punteggio all’inglese, 2 a 0, Maradona e company non incontrano troppe difficoltà a sbarazzarsi del Bologna dell’ex Bruno Giordano; questo, grazie ad un colpo di testa vincente di Careca al 3° e ad una potente punizione dello stopper Baroni ad un quarto d’ora dal termine. Dal canto suo l’Inter pareggia a Firenze e scivola nuovamente a meno quattro, raggiunta dalla Samp e dalla Roma, vittoriosa sulla Juve per 1 a 0. I Torinesi sono adesso distanziati a sette punti. Tutto il Napoli può così trascorrere in letizia le feste dinanzi al presepe e sotto l’albero, con un vantaggio (ricordiamo che allora la vittoria valeva due punti) che nel mese di Agosto non era di certo pronosticabile.
Diciassettesima giornata: 30 dicembre Per la quarta stagione consecutiva, implacabile, dopo le feste di Natale arriva la sconfitta, vera e propria maledizione del grande Napoli di quegli anni. Stavolta è la Lazio di Materazzi (padre) a gloriarsi del successo ottenuto sugli Azzurri, centrato con un roboante 3 a 0. Il match, come quello con la Roma, si disputa al Flaminio e sembra viaggiare verso un tranquillo pareggio quando il brasiliano Amarildo al minuto 36 della prima frazione sfrutta al meglio un’incertezza del portiere Di Fusco, preferito da Bigon a Giuliani, per portare la sua squadra in vantaggio. Nella ripresa, risultano vani gli sforzi degli Azzurri (Alemao sfiora il gol) e nel convulso finale dell’incontro i Partenopei sono beffati ancora due volte, da Pin e dallo stesso Amarildo Il pesante rovescio subito a Roma consente all’Inter di avvicinarsi a soli due punti, mentre Roma e Samp chiudono il girone di andata a meno tre. Il Milan di Sacchi, vittorioso a Bari, compie il giro di boa a quattro punti dalla capolista, ma con una gara da recuperare. Il Capodanno vede addensarsi fosche nubi all’orizzonte per gli Azzurri; fortunatamente, i nembi pian piano si dissolveranno.
Diciottesima giornata: 7 gennaio 1990 Con il pericolante Ascoli il Napoli disputa, forse, la più brutta partita del suo campionato mettendo in evidenza in modo impietoso le difficoltà del momento dopo la batosta subita a Roma. Poche le idee, palle gol ancor meno, ma quella squadra era così forte che anche nelle giornate di scarsa vena poteva sempre cacciare dal cilindro la giocata risolutiva. Detto, fatto: al minuto 66, su lancio di Maradona che batte una punizione Andrea Carnevale svetta più in alto di tutti e centra la porta avversaria per il colpo vincente che dà la vittoria ai “nostri” per l’1 a 0 finale. A fine gara, il tecnico marchigiano Bersellini, già condottiero dell’Inter scudettata edizione 1980, dichiarerà con spirito profetico: “Se il Napoli riesce a vincere gare come questa di Ascoli, arriverà certamente allo scudetto”. Previsione azzeccata in pieno! Dal canto suo l’Inter mantiene il passo degli Azzurri espugnando il terreno della Cremonese; anche Milan, Roma e Samp vincono, quindi la diciottesima è una giornata dal sapore, come dire, interlocutorio.
Diciannovesima giornata: 14 gennaio Con il dovuto rispetto per i Santi e fatte le debite proporzioni, invece che a Milano il miracolo avviene ad Udine. Sotto di due gol a 4’ minuti dal termine perché sovrastato da una Udinese in splendida forma, in pieno recupero, incredibilmente, il Napoli raggiunge un pareggio che fa morale. I Friulani, infatti, passano in vantaggio già al terzo minuto con l’ex De Vitis, controllano agevolmente gli sterili attacchi azzurri e, all’86°, raddoppiano con un bel destro da fuori dello stesso De Vitis. Sugli spalti del “Friuli” impazzano i festeggiamenti ( forse anticipati) per la lezione impartita alla capolista. Ma quel Napoli, come già ricordato, ha sette vite come i gatti e due minuti dopo la rete friulana i giochi si riaprono grazie ad una rete su rigore di Maradona. Al 92° ecco l’insperato 2 a 2: Diego crossa dalla sinistra, il piccolo Zola colpisce di testa da centro area, il portiere Abate (padre dell’attuale giocatore del Milan) respinge corto tra mano e piede, si avventa sulla palla Corradini che realizza, dopo quello con la Fiorentina, il suo secondo, decisivo gol della stagione. Per questa partita, Giuseppe Pacileo, indimenticabile “prima firma” de “Il Mattino”, assegnò in pagella alla prestazione di Maradona un umiliante 3 e mezzo! Il fenomeno (quello si che lo era, non altri che sono venuti dopo !) la prese assai male, a riprova del prestigio e della credibilità del Giornalista come dell’attaccamento all’immagine ed al Napoli che aveva, in quegli anni, Diego. L’Inter, intanto, strapazzando il Bologna per 3 a 0 si era portata a ad un solo punto da Careca e company, con la Samp a due lunghezze ed il Milan a tre sempre, però, con una gara da recuperare. I giochi per la lotta finale, quindi,si erano completamente riaperti.
Ventesima giornata: 17 gennaio Secondo ed ultimo turno infrasettimanale del campionato e gli Azzurri con un bel gol di Crippa battono per 1 a 0, senza eccessive difficoltà, il Cesena. Ritorna così un po’ di fiducia nell’ambiente partenopeo alquanto …..abbacchiato. In quella circostanza la squadra fornì, sul piano del gioco, una discreta prestazione soprattutto se confrontata con le ultime, deludenti uscite. Aumenta di un punto il vantaggio sull’Inter che fa 0 a 0 a Lecce, mentre Milan e Samp non perdono un colpo. L’incertezza continua……………..
