ARRIVA LUCARELLI, ALTRO CHE COCCO DEL MISTER

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Non tutte le trattative di mercato del Napoli riservano delle sorprese. Ci sono colpi alla Cavani, in cui il nome esce fuori all’ultimo momento spiazzando tutti quelli che nel corso dei mesi ne avevano sparati di tutti i colori. E poi ci sono acquisti già scritti, già definiti, di quelli che aspetti solo che le due parti mettano le firme per poterlo annunciare. È il caso della quarta punta azzurra, portata a casa con una trattativa già nota a tutti da più di un mese. Via Denis, accasatosi finalmente all’Udinese, dentro Cristiano Lucarelli, acquisto intelligente ed utile per il nuovo Napoli di Mazzarri.

Intelligente perché a costo zero (scambio secco, contratto biennale all’attaccante) toglie al Napoli un grosso peso, un esubero annoso come Inacio Pià, portando a casa un calciatore che invece può avere un ruolo da recitare in questa squadra. Utile perché rinforza il Napoli con uno che ha caratteristiche completamente diverse dalle altre punte al servizio di Mazzarri. Non pretende il posto da titolare, tutt’altro, ma si propone come ideale prolungamento del tecnico all’interno dello spogliatoio. Lucarelli non è più il fulmine di guerra di qualche anno fa, ma di certo potrà dare un apporto prezioso in caso di defezioni oppure a partita in corso. Soprattutto, molto più di Denis, accetterà ogni scelta del mister senza fiatare, sgravandolo di un grosso peso decisionale in una rosa già zeppa di potenziali titolari. Un acquisto prezioso, quindi, che potrebbe rivelarsi il “ventiduesimo” perfetto.Non ha bisogno di grandi presentazioni Cristiano Lucarelli. Nato a Livorno il 4 ottobre del ’75, fin dalle prime apparizioni in B dimostra di essere un centravanti di valore, potente e concreto come pochi alla sua età. Ventinove gol in B fra il 95 e il 97, prodezze che gli valgono la chiamata in A (con l’Atalanta) e in Under 21. Dopo un passaggio meteorico al Valencia, torna in Italia al Lecce, dove in A segna 27 reti in due anni. Poi l’approdo al Torino, il molo da cui salpa la parte più importante della sua carriera: a 28 anni arriva al Livorno, la squadra del suo cuore, per la quale accetta di dimezzarsi lo stipendio e scendere di categoria. Chi non ricorda il “tenetevi il miliardo”, motto di Cristiano da cui è scaturito anche un libro? Oltre ad essere una scelta di cuore, Livorno si rivela anche una decisione clamorosamente efficace per la sua carriera: 29 reti il primo anno (in B), 24 il secondo in massima serie, titolo di capocannoniere ed esordio in Nazionale, con la quale alla fine conterà 6 presenze e 3 reti. Nei due anni successivi altri 39 gol (e 4 in Europa, traguardo storico che il Livorno ha raggiunto grazie a lui) gli valgono un contratto faraonico dallo Shaktar Donets, in Ucraina. Qui gioca poco e non si ambienta, finendo per desiderare il ritorno in Italia. Lo accontenta il Parma, dove resta una stagione e mezza segnando altri 16 gol fra A e B. Infine, lo scorso anno, il ritorno al Livorno, in prestito, dove si lascia trascinare dal marasma generale ma riesce comunque ad arrivare in doppia cifra. Tornato a Parma era palesemente un indesiderato, a Napoli Mazzarri lo vuole sicuramente di più. Ora sta a lui dimostrare di non essere solo il “cocco del mister” ma anche qualcosa in più per questo Napoli.

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