F.CANNAVARO: "CI SONO DEI CONTATTI PER PORTARE IL NAPOLI NEGLI EMIRATI, LA SQUADRA DEVE LOTTARE PER LO SCUDETTO"

L'ex giocatore del Napoli e della Nazionale, Fabio Cannavaro, rilascia una lunga intervista al Corriere dello Sport. Ecco quanto evidenziato da PianetaNapoli:

Beh, il Napoli ci sta pensando. Non è per questo che De Laurentiis l'ha chiamata?

"Sì. Lui è uno di quei presidenti che guardano avanti. Una fortuna per il Napoli. Abbiamo scambiato qualche idea. Mi ha chiesto notizie e gliel'ho date. Poi mi ha detto che gli piacerebbe portare il Napoli qui, a Natale, per qualche amichevole".

E lei?

"Ho messo in contatto De Laurentiis con le persone giuste. Persone serie. Sarebbe bello avere il Napoli qui".

Oltre ad essere bello, sarebbe anche un buon business?

"No. Negli Emirati si viene per farsi conoscere, per allacciare magari contatti che potrebbero tornare utili in futuro, per avere una dimensione sempre più internazionale, ma se si pensa di venire qui in tournée per soldi, beh, allora si commette un grande errore. Qui, ospitano, ma non sborsano un dollaro. Così è".

Le piacerebbe diventare l'ambasciatore del Napoli negli Emirati e non solo?

"Non mi tirerei indietro, questo è certo. Napoli è la mia città, il Napoli la mia squadra e il capitano di quella squadra è mio fratello. E poi, il mio nome e la mia faccia l'ho sempre messa a disposizione di Napoli. Io e Ciro Ferrara abbiamo creato anche una fondazione. Questo che vuol dire? Vuol dire che se Napoli o il Napoli dovessero aver bisogno di me, potrebbero contarci ad occhi chiusi".

Già, il Napoli. Dal mare di Dubai che Napoli si vede?

"Un bel Napoli. Mi piace. Mi intriga. Una crescita costante, la sua. Sta facendo davvero grandi cose".

Anche in campionato?

"Vabbè, ho capito. Il "problema" del Napoli, se vogliamo chiamarlo problema, è la Champions. So di che cosa parlo. Quella coppa porta via un mucchio di energie. Fisiche e mentali soprattutto. Chi non è abituato fa fatica. Perché? Perché se ti trovi sul prato dell'Allianz Arena o su quello del Camp Nou l'adrenalina ti sale naturalmente a mille; se invece devi giocare sul campo del Catania, e dico Catania perché lì il Napoli ha perduto, devi essere tu bravo a caricarti, a non pensare ad altro se non al campionato. Chi ha giocato lo sa: questo non vuol dire non impegnarsi o sottovalutare l'avversario. Nient'affatto. E' normale. Naturale".

Ma se è un problema, come si risolve?

"Sarebbe bello dire: abituandosi in fretta allo stress della Champions e andando avanti bene in Italia e anche in Europa. Ma non è così. Basti pensare al Milan e all'Inter, abituati alla Champions eppure spesso ugualmente in difficoltà".

E allora, tra l'Europa e il campionato?

"La Champions è una fantastica avventura. Però? Però è il campionato, lo scudetto, l'obiettivo al quale può puntare già quest'anno il Napoli".

Tutto chiaro. Ma restiamo alla Champions: sarà al San Paolo per il match con il City?

"Spero proprio di sì. Sto lavorando per non mancare".

Sta lavorando?

"Sì. Il mio presidente, lo sceicco, è da sempre tifoso del Milan e il giorno dopo Napoli-Manchester City a San Siro c'è Milan-Barcellona. Gli ho prospettato di andare a San Siro, è logico, ma anche di arrivare in Italia un giorno prima. A Napoli ovviamente. Comunque, il Napoli gliel'ho già fatto vedere. Proprio a Milano contro l'Inter. E vinse il Napoli tre a zero".

a.f.

 

 

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