NAPOLI- LAZIO 24/02/1985 (4-0)
A Diego un tale exploit, nei suoi fantastici sette anni trascorsi in Italia, non riuscì più. In quel soleggiato pomeriggio di prematura primavera, pieno di sole datato 24 febbraio 1985, durante quello che per merito suo diventerà uno storico Napoli – Lazio, il “ Pibe de oro “ realizzò una splendida tripletta, incarnando in quelle prodezze, tutto l’ interoscibile della sua straordinaria arte calcistica. Come tutti ricorderanno ( o avranno saputo ), dopo una trattativa a cui fa difetto aggiungere l’ aggettivo di laboriosa, Ferlaino e Juliano avevano strappato dal Barcellona il fuoriclasse che insieme a Pelè diventerà il più grande di sempre, scatenando un’ inenarrabile e contagiosa euforia in tutta la Città. Purtroppo, nonostante le enormi attese e speranze che aleggiavano sulla scialuppa azzurra, allora allenata da quel gran signore che risponde al nome di Rino Marchesi, il girone d’ andata del Napoli fu da media retrocessione, tanto che alla sosta natalizia avvenuta al 13° turno ( allora si disputavano solo 30 incontri ), il nostro amato “ ciuccio “ si ritrovò terz’ ultimo in compagnia proprio della Lazio e dell’ Udinese di Vinicio, un po’ per causa della sorte avversa, ed un po’ a causa delle difficoltà di amalgama per un roster nuovo per metà. Ma a partire dal match vinto contro l’ Udinese al ritorno dalle feste, il Napoli cominciò una lunga serie positiva, che lo portò a ridosso della zona Uefa, alla fine solo sfiorata. Gli azzurri misero in fila 8 fra vittorie e pareggi con una sola sconfitta in casa del Milan, totalizzando la bellezza di 24 punti ( ricordiamo sempre che il successo ne valeva 2 ), contro i 20 del Verona di Bagnoli, che alla fine, fra la sorpresa generale, si laureerà campione d’ Italia. Un segno evidente della forza di Maradona e c. che imiteranno i giallo blu veneti appena due anni più tardi. Viceversa la Lazio, che pur contava in rosa elementi del calibro di Bruno Giordano, Manfredonia, D’ Amico e Michel Laudrup, sconquassata dalle polemiche interne, e mal diretta dall’ allenatore Lorenzo e dall’ “ icona “ Chinaglia ( all’ epoca presidente ), continuò a rotolare impietosamente verso la serie B, al termine ultima insieme con la Cremonese. Tuttavia, al momento dello scontro diretto, mentre il Napoli si era già definitivamente tolto dalle secche della bassa classifica, i laziali potevano ancora vantare qualche velleità di salvezza. Dopo un primo tempo decisamente anonimo, al 58 ° grazie ad uno sciagurato passaggio all’ indietro di testa del giovane Calisti, Diego si inserì fulmineamente e, stoppata la palla di destro, con un collo sinistro al bacio infilò senza scampo Nando Orsi, in seguito pure 2° in panchina di Mancini. La gara continuò senza sussulti sino al gran finale. Al 78° arrivò il 2 –0 a seguito di un’ autorete di Filisetti, che maldestramente, trascinò in rete un pallone svirgolato da Penzo. A quel punto, in una curva B pazza di gioia, uno spettatore disse andandosene, a me e all’ amico Renato Pastore : “ Io me ne vado, oramai è finita “. Il buon Renato gli rispose che avrebbe fatto meglio a rimanere, perché “ ‘o ddoce “ doveva ancora arrivare. Ed infatti…Solo due minuti più tardi su un traversone apparentemente innocuo, in giravolta volante in equilibrio che definire precario è dir poco, da 25 metri, Diego di sinistra calibra una magica palombella che lemme lemme s’ infila alla spalle dell’ incredulo Orsi, scuotendo letteralmente sino alle fondamenta il S. Paolo. E non era ancora finita !. A tre minuti dalla fine, direttamente da calcio d’ angolo, Maradona centra la tripletta personale, siglando il definitivo e roboante 4 –0. Era da tempo immemorabile che a Napoli non si viveva una giornata così…
STATISTICHE
Complessivamente sono 54 ( 1 in B ) i precedenti in riva al golfo fra Napoli e Lazio, con 25 successi azzurre, 19 pareggi e 10 vittorie dei capitolini, compresa quella relativa all’ ultimo match in ordine di tempo ( 8 marzo 2009 ), ottenuta per 2 –0 con una doppietta nella ripresa di Tommaso Rocchi, che costò il posto ad Eddy Reja, schiudendo le porte a Roberto Donadoni. Il Napoli invece non s’ impone dal 22 dicembre 1996, quando un colpo di testa allo scadere di Andrè Cruz, regalò oltre all’ 1 –0 finale, anche un imprevisto 2° posto alle spalle della Juve di Lippi. Il pari invece non esce dal campionato seguente ( 0 –0 il 1 febbraio 1998 ) nell’ anno della prima retrocessione dell’ era – Ferlaino. Come per Reja, anche per il tecnico laziale Ballardini potrebbe essere fatale un Napoli – Lazio ? Walter Mazzarri, pur non augurandosi di certo l’ esonero del collega, spera vivamente che la riscossa per gli “ aquilotti “ cominci a partire dal 22 ( e non dal 15 ) di novembre…
