MISSIONE RIUSCITA: MARINO SE NE VA
Gli ultimi strali lanciati da De Laurentiis andavano proprio in quella direzione: le dimissioni di Pierpaolo Marino. Non avendo avuto il coraggio di esautorarlo in primavera, De Laurentiis, deluso da questo inizio di campionato dopo aver speso oltre 50 milioni, senza aver avuto nemmeno un confronto con il diretto interessato, è andato giù duro proprio per metterlo ko, dimissionarlo. “Ha sbagliato acquisti e doveva farsi da parte con signorilità”, ha detto sabato attraverso la tv che meglio paga il Napoli per i diritti TV. E Marino stavolta ha ceduto, ha detto stop a questo gioco al massacro, ad una guerra fredda stucchevole, voluta soprattutto dal patron che da un po’ viveva da separato in casa con il direttore generale, messo in un cantuccio, delegittimato e dal quale ci si attendeva prima di oggi un gesto del genere.
Gli errori sul mercato, le spese folli, gli ingaggi lauti sperperati a destra e manca sono stati pagati a caro prezzo. Il rapporto si era incrinato parecchio già dopo la promozione in A, allorchè De Laurentiis voleva una rivoluzione piena, un repulisti generale, ma fu frenato da Marino, accusato chiaramente già a metà della scorsa stagione senza riuscire però ad ottenere il risultato giunto nella domenica di Napoli-Siena, vittoria amara perché ancora senza gioco e senza allegria. Va via Marino, con un carico di errori, sia in fase di mercato sia nella gestione del rapporto coi giocatori (ricordate i casi Lavezzi e Gargano con promesse mai mantenute?) ma anche con in dote due promozioni e gli ingaggi di campioni quali Hamsik e Lavezzi (unici affari sul fronte qualità-prezzo).
Va via Marino (che di sicuro poteva essere liquidato in maniera più signorile) ed ora De Laurentiis continuerà con altri collaboratori, magari estendendo la base societaria, non più affidata ad un solo uomo tuttofare, che temeva intromissioni di ogni genere. Il Napoli della rinascita perde un pezzo, spesso esaltato dal patron che però lo aveva già da tempo sfiduciato. “Mi aspettavo le scuse di Marino per gli errori commessi e per i tanti miei suggerimenti mai accettati”. Si chiude male la storia nata 5 anni fa, ma adesso è necessario voltare pagina, soprattutto dando al mondo del calcio un’immagine diversa di questa società che appare spesso superficiale e approssimativa, che non fa altro che gettare nello sconforto e nella confusione tifosi, giocatori e allenatore, che per il momento rimane aggrappato ad una panchina che comunque resta ancora traballante. Con il nuovo direttore generale (al quale potrebbe essere affiancato un direttore sportivo) si tireranno le somme e si ricomincerà daccapo, magari rimettendo mano all’assetto tecnico, soprattutto se gioco e risultati verranno meno.
Il divorzio tra Marino ed il presidente giunge con un po’ di ritardo. In effetti ci si sorprendeva di come i due –dopo quanto il patron aveva riferito già in altre occasioni- potessero continuare a viaggiare insieme. De Laurentiis voleva che fosse il DG a cedere per primo, a capire di dover togliere il disturbo. Messo in discussione via etere, Marino ha abbandonato casa Napoli, senza nemmeno salutare il padrone “cattivo”. Si volta pagina, insomma. Almeno a parole. Nei fatti restiamo in attesa. Se le parole gridate dal patron avevano l’obiettivo di far cadere Marino, la missione è riuscita, anche se in ritardo. Per il futuro, equilibrio e saggezza dovranno farla da padrone, l’immagine del club ha tutto da guadagnare, perché negli ultimi anni ha perso troppi colpi.
