NELLO SCONTRO DIRETTO LA REAZIONE DEL SOLO CAVANI E’ DETERMINANTE

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Si chiedeva una prova di forza dopo la disfatta di Londra ed era necessario rivalutare gli stimoli tipici della squadra arrabbiata nel primo scontro diretto per il terzo posto contro l’Udinese. La squadra scesa in campo, per circa un’ora, risulta sterile e confusionaria nella manovra che, data l’importanza della partita, doveva essere effettuata con molta più lucidità e fluidità. Gli azzurri (al Friuli in maglia gialla) soffrono le ripartenze schiaccianti degli uomini di Guidolin che, nonostante l’uscita dall’Europa League e la relativa delusione, si trovano a gestire meglio le motivazioni a livello agonistico. Riescono, quindi, ad imporre il loro ritmo con il minimo sforzo portandosi sul doppio vantaggio grazie alla più evidente determinazione dei suoi effettivi e al ritardo difensivo di Campagnaro e soci. La superiorità dei friulani è soprattutto di tipo mentale, ci credono inizialmente di più sia nella costruzione del gioco che sulle seconde palle, quelle che, se arpionate bene, permettono di giovare sull’economia o sull’inerzia di una partita. Solo con l’intervento dell’arbitro a decretare l’espulsione di Fabbrini (per fallo molto dubbio da doppia ammonizione) e con la scelta di un modulo a trazione anteriore, il Napoli riesce a proporsi in modo differente in attacco dando l’impressione di recuperare lo svantaggio rispetto a tutto ciò che sino a quel momento si era costruito in modo sterile. È vero, l’uomo match per gli azzurri resta senza dubbio Cavani, ma lo sbaglio dal dischetto ha scaturito nel suo spirito da goleador rinnovate responsabilità. Dopo un po’, è lo stesso uruguaiano a risollevare le sorti di una partita che sembrava ormai condurre gli azzurri all’arresa in terra friulana. Invece, il primo a credere nell’operazione rimonta è il nativo di Salto che, con una perla su punizione e una sassata sul primo palo, pesca dal suo cilindro, dal nulla, due colpi che, come lui stesso dichiara nel post partita, racchiudono un punto del tutto guadagnato. L’errore è stato commesso nell’approccio iniziale, forse la delusione post Champions non è stata tramutata subito in energia positiva e spirito combattivo, ma non si finisce mai di imparare. Una nuova lezione è stata appresa per la crescita del gruppo in termini di personalità e carattere: non bisogna mai mollare e concedere nulla al caso, se si è costretti ad inseguire la posta in palio, ma partite del genere bisogna “imparare” a vincerle prima, o quanto meno provarci con maggiore convinzione e cinismo da grande squadra consumata.

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