DE LAURENTIIS-MARINO: L’ORA DEI FATTI
Donadoni batte Mourinho e la notte di Napoli ritorna fulgida e vincente. Il Napoli batte la capolista con una fase difensiva ermetica e trovando sulla corsia sinistra lo spazio giusto per pungere e far male senza che il Mou riuscisse a prendere provvedimenti. Dopo più di tre mesi si torna a vincere e i tre punti servono solo per il morale e per programmare con serenità il domani, visto che segnali di distensione cominciano ad arrivare anche sul versante societario.Il mosaico si sta ricomponendo. Pezzi che sembravano persi per strada si stanno ritrovando. Per un attimo (e forse di più) qualcosa e qualcuno hanno vacillato. Sicurezze del passato erano state messe in discussione, soprattutto dal patron che qualche sassolino dalla scarpa se l’era voluto togliere a modo e sfizio suo. Parole in libertà che mettevano in crisi il rapporto con Pierpaolo Marino, al quale ha consegnato dal 2004 le chiavi della società. Alle voci e alle ombre apparse nelle ultime settimane finalmente i protagonisti hanno voluto rispondere parlando chiaramente. Donadoni: “Con Marino e De Laurentiis stiamo costruendo un grande Napoli”. Marino: “Nessun problema con il presidente, si prosegue tranquillamente”. De Laurentiis: “Marino resta con noi, si va avanti insieme”.
Tutto chiarito, allarmi rientrati, confusione riposta nel ripostiglio dei dubbi e delle indecisioni. Parole che non possono essere un bluff, in questo momento della stagione sarebbe deleterio scherzare col fuoco e avanzare propositi di facciata. Era giusto uscire allo scoperto chiaramente e fare intendere alla tifoseria con quale organigramma si prosegue. E’ stato fatto e non si può tornare più indietro. Ora si resetta tutto, senza dimenticare gli errori, però. Ricomincia la fase 2 del progetto Napoli. E in attesa di un probabile e auspicato allargamento della struttura societaria, alle parole si sostituiscano i fatti. Che vuol dire un mercato sapiente, intelligente, prospettico e deciso. Quattro grandi protagonisti per l’ossatura del club che verrà: un portiere, un difensore centrale, un regista, un bomber da doppia cifra. E poi uomini di contorno, giovani su cui scommettere, gente di personalità con esperienza nel calcio italico. Ci sarà da rafforzare le corsie esterne e rinvigorire la panchina.
Il lavoro è lungo e difficile, ma il tempo c’è e non si può fallire. “Perseverare sarebbe diabolico”, ha ammonito De Laurentiis che ha compreso che questa è la fase più delicata della sua gestione, perché –come in tutte le cose- confermarsi è operazione più difficile che affermarsi. Il patron ha promesso investimenti importanti (“ma senza fare follie”), malgrado qualche ripercussione economica non proprio positiva dopo questa stagione balorda. Tra contratti da aggiornare –con relativo incremento degli ingaggi- e cartellini da acquisire sarà un’estate calda per Aurelio De Laurentiis. I tifosi, non sempre teneri con lui, aspettano le prime mosse prima di confermare la fiducia. L’ora della verità si avvicina.
