“EL TANQUE DE DIOS”
Li abbiamo seguiti per due settimane, quelle della sosta, li abbiamo scrutati, analizzati, non ci eravamo sbagliati, la cura del Dott. Donadoni stava facendo effetto. Tutti utili, tutti indispensabili, questo è il motto del neo allenatore, non esiste nessuna riserva, del resto l’impiego di Grava, Amodio, Pià, ne sono la dimostrazione, tenere tutti sulla corda, farli sentire vivi e partecipi, ogni giorno, ogni attimo.Ci eravamo lasciati con questa frase, “A Genova ci sarà da divertirsi, sarà un'altra musica”, non ci siamo sbagliati, avevamo ragione.
Al Ferraris una splendida giornata di sole, con tifosi azzurri presenti, si avete letto bene, il divieto è per i residenti a Napoli, non per i Napoletani d’Italia, circa cinquecento, armati d’azzurro, pronti in ogni istante ad incitare ed incoraggiare i ragazzi, ben sei le defezioni nell’organico del Napoli, è già difficile regalarne una come quella di Lavezzi, immaginarsi poi quelle Blasi squalificato, le già note di Gargano e Maggio infortunati, Vitale che si sta riprendendo da un infortunio come Aronica. Agli ordini del Sig. Tagliavento, si parte, il classico 3-5-2, altro motto di Donadoni non snaturare il modulo di gioco adottato fino ad ora e cercare di migliorarlo, la Samp sembra più in palla, gioca quasi a memoria, ma non inganni questa analisi, Pazzini e Cassano hanno fatto poco o nulla, ben imbavagliati da Santacroce e Cannavaro, prima e Rinaudo dopo. Man mano il Napoli prende coraggio e incomincia a dettare la sua legge, maledette assenze, ci fosse stato il solo Lavezzi, sarebbe stata un'altra partita, peccato, al trentaduesimo la Samp si porta in vantaggio su di un calcio a due, Cassano per Palombo che insacca alle spalle di un colpevole Navarro, autore di una prestazione assolutamente negativa. Il Napoli non si demoralizza, incomincia a macinare gioco e azioni, al 45° calcio di punizione per il Napoli, batte Hamsik, colpo di testa di Zalayeta ed è GOOOOOOOLLLLLLLLL !!! Samp – Napoli 1–1, la zampata del leone, anzi la testa del Panteron, ma nel frattempo le defezioni diventano sette, per una distorsione alla caviglia sinistra Cannavaro deve abbandonare il campo per far posto a Rinaudo.
Nella ripresa la musica non cambia, Samp che inizia pressando e Napoli che stenta a prendere in mano il pallino del gioco, pressione che però da i suoi frutti, calcio di punizione dal limite, ancora Palombo, ancora disattenzione ed errore madornale di Navarro, è il caso di dire quello che il Napoli costruisce Navarro distrugge. Ma qui entra in scena la lettura tecnica della partita, fuori Amodio, stremato, dentro Bogliacino, fuori Grava, dentro Hernan German Denis “El Tanque”, si passa al 4–3–1–2, il Napoli prende il comando del gioco, la Samp non ne ha più, taglio perfetto al 92° di Marek Hamsik, Denis con uno scatto lascia sul posto il suo diretto marcatore e di prima con un diagonale insacca alle spalle di Castellazzi, GOOOOOOOLLLLLLL, Samp – Napoli 2–2, ad un solo minuto dal termine, i blucerchiati cercano, con la forza della disperazione, di riportarsi in avanti, anche usando mezzucci non proprio leciti, ma il Sig. Tagliavento dopo ben 5 minuti di recupero dice che può bastare, il Napoli ottiene il terzo pareggio consecutivo nella gestione Donadoni, la giacchetta nera di turno subisce l’accerchiamento di Mazzarri e dei giocatori della Samp, come è dura quando non si vince contro il Napoli, ci si aggrappa a tutto, così come il DS Marotta, che si è detto meravigliato della presenza dei cinquecento tifosi azzurri, quasi fossero stati loro a pareggiare, rabbia e scuse, quando non si riesce a dare una risposta ai propri tifosi ci si arrampica sugli specchi, cari Signori, noi abbiamo ritrovato i nostri ragazzi, la nostra grinta e fortunatamente anche il nostro “Carrarmato”. Doveva essere la partita di Cassano e Pazzini, è stata la partita del Napoli ritrovato di Zalayeta, Denis, Amodio, Grava, Bogliacino e scusate se è poco.
