DIEGO, CHI AMA NON DIMENTICA…

“Chissà se Maradona adesso si ricorderà dei giocatori del Napoli?”, si saranno chiesti i soliti malpensanti. “Basta parlare di Maradona, fa parte del passato”, ha pensato e purtroppo riferito qualcuno non più tardi di qualche settimana fa. Ma Diego, da numero uno come lo era in campo, ha dribblato in silenzio, senza replicare, tutte le malelingue e alla prima occasione ha dato subito dimostrazione che il cordone ombelicale con il suo Napoli e con la sua Napoli non si è mai spezzato. “Sarà geloso di Lavezzi visto che alcuni tifosi vorrebbero ridare al Pocho la mitica numero 10?”. Subito accontentati tutti i cultori del sospetto: il Pocho in Scozia-Argentina sarà al fianco di Aguero, Tevez, Di Maria e tutti quegli altri calciatori che il precedente Ct argentino Alfio Basile si ostinava a preferire all’attaccante azzurro. Se però la convocazione di Lavezzi sembrava quasi annunciata, non ci si aspettava con così tanta fiducia la chiamata dell’altro attaccante argentino del Napoli, German Gustavo Denis. Nonostante la spietata concorrenza di giocatori che stanno facendo benissimo nel campionato italiano come Milito e Zarate, di calciatori più esperti e navigati come Cruz e Crespo, o di nomi di maggior grido come Saviola, Cavenaghi o Higuain, El Tanque l’ha prepotentemente spuntata nelle preferenze di Maradona. Un’importante iniezione di fiducia per il generoso German, dopo la sfortunatissima autorete, di cui è stato protagonista domenica sera a San Siro, che ha deciso il tanto discusso incontro con il Milan.

Quanto all’interminabile esercito di perbenisti e moralisti, sempre pronti a prendere parola per sparare sentenze gratuite quando in ballo c’è Maradona, anche e soprattutto al fine di farsi un po’ di pubblicità gratuita, possono cominciare a mordere il freno. Il Pibe, infatti, si è presentato nella conferenza stampa di “insediamento” sereno ed equilibrato, dichiarando con una disarmante semplicità: “I giocatori si distribuiranno sul campo nel miglior modo possibile, voglio che tengano la palla e che facciano del calcio  un divertimento, mentre fuori dovranno essere i professionisti che sono. Non chiederò loro niente che gli altri non hanno già chiesto". Forse coloro i quali hanno immediatamente gridato allo scandalo all’indomani della nomina di Maradona a Ct dell’Argentina saranno costretti a ricredersi. “Uno che non sa gestire sé stesso come può gestire un gruppo di una nazionale?”, la critica più qualunquistica e stucchevole, ma tristemente anche la più gettonata. Sono oramai quasi quattro anni che l’ex Pibe de Oro mostra giorno per giorno di essersi perfettamente ristabilito, eppure quel marchio di “psicolabile” che gli hanno appiccicato addosso, i suoi numerosi nemici stentano ancora a volerglielo togliere. In quanto a carisma e a competenza in materia calcistica, poi, il grande Diego potrebbe impartire lezioni a chiunque, a partire da quelle “orsoline” come Beckenbauer, Pelè e Dunga che hanno immediatamente colto l’occasione per esprimere il loro parere negativo sulle capacità dell’illustre ex collega argentino. Intanto, almeno dalle nostre parti, in molti non vedono l’ora di godersi quest’Argentinapoli. Del resto “Chi ama non dimentica”. Stavolta a ricordarcelo è stato proprio Maradona in persona.

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