Minima boccata d’ossigeno, ma il difficile viene ora

Era la prima delle tre tappe del giudizio finale: Spezia, Parma e Genoa per determinare il futuro di Gennaro Gattuso e anche buona parte della stagione del Napoli, vittima di proprie naturali inclinazioni al suicidio e privo di continuità ed identità identificabile. I partenopei battono il modesto ma sempre ostico Spezia di Italiano, staccando il pass per le semifinali di Coppa Italia, vendicando parzialmente anche la beffarda sconfitta dello scorso sei gennaio. Così come nella gara di campionato, il tecnico calabrese ripropone il tridente “leggero e spuntato” con Hirving Lozano nel ruolo di falso nove. Stavolta è tutt’altra storia rispetto a quanto accaduto circa tre settimane fa. Come era prevedibile il Napoli comincia a spron battuto, imponendo ritmi alti al match e surclassando letteralmente gli avversari sul piano del gioco e dell’intensità. La prima grande differenza da evidenziare è la presenza di David Ospina tra i pali, che conferisce sicurezza al reparto e va costantemente ad imbastire la manovra, con costruzioni dal basso che finalmente si rivelano fluide ed efficaci andando ad eludere il pressing degli spezzini. Con il 4-3-3 tutti gli interpreti sembrano trovarsi a proprio agio, soprattutto Zielinski ed Elmas che agendo da mezzali mettono nuovamente in mostra tutte le proprie qualità. Al cospetto delle seconde linee dello Spezia i partenopei hanno vita fin troppo semplice trovando ben quattro reti nell’arco dei primi quarantacinque minuti. Al quinto minuto il Napoli colpisce in occasione di una punizione dalla fascia sinistra, andando a sfruttare un’incertezza grossolana di Krapikas, che consente a Hysaj di appropriarsi della sfera e servire Koulibaly che tutto solo timbra il cartellino con un colpo di tacco. Gli uomini di Italiano non oppongono praticamente alcuna resistenza, rivelandosi del tutto nulli a centrocampo e tagliati a fette dalla velocità degli interni di centrocampo e dagli esterni dei partenopei. Sale in cattedra Piotr Zielinski, che con due lanci millimetrici va ad imbeccare prima Lozano e qualche minuto più tardi Politano, che si smarcano abilmente e firmano rispettivamente la seconda e terza rete della serata. Tra i più attesi c’era sicuramente anche Lorenzo Insigne, che si mette in mostra prima con un tiro dalla metà campo che termina di poco alto, poi con una splendida giocata che gli consente di eludere la marcatura di Estevez e di partite in solitaria sulla corsia mancina, per poi servire l’ottimo Elmas sul fronte opposto che batte ancora una volta Krapikas. Considerando ormai archiviata la pratica, Gattuso concede respiro a Lozano, tra l’altro ammonito, che lascia il campo in luogo di Dries Mertens, il quale prova gradualmente a ritrovare la forma migliore con la sua consueta generosità e applicazione. C’è spazio successivamente anche per Lobotka e Victor Osimhen, ma il loro ingresso in campo coincide anche con la rete dello Spezia, che colpisce con Gyasi servito ottimamente da Acampora sulla sinistra. Non appena il Napoli abbassa la guarda gli ospiti fanno male e approfittano di uno scivolone di Koulibaly, che regala il possesso ad Agudelo e sul prosieguo dell’azione Acampora trova la marcatura, sfruttando una deviazione beffarda di Manolas. Sicuramente la sofferenza finale non è altro che una conferma del periodo delicato che sta vivendo la squadra partenopea, apparsa nuovamente in uno stato di confusione cronico permettendo allo Spezia di andare alla ricerca della rete che avrebbe riaperto clamorosamente i giochi. Tra una settimana il Napoli affronterà l’Atalanta di Gasperini nella semifinale d’andata di Coppa, con l’andata in programma allo stadio Maradona. I bergamaschi viaggiano a mille e non hanno bisogno di presentazioni. Servirà un Napoli perfetto per tutti i novanta minuti per non subire l’intensità degli orobici e sperare di ottenere un buon risultato in vista del ritorno. Minima boccata d’ossigeno, ma ora viene il difficile. Non si può sbagliare.


