Il capitano furioso
Questa sera a San Siro si giocava per issare il vessillo dell’anti-Juve – o meglio, vista i risultati dei bianconeri – dell’anti-Milan ad oggi prima in classifica.
Scendono in campo Inter e Napoli e in una partita sostanzialmente di equilibrio si decide tutto intorno al minuto settanta. Fallo di Ospina su Darmian, rigore per la squadra di Conte e espulsione con rosso diretto per Lorenzo Insigne.
È proprio il capitano del Napoli protagonista di questa partita, e non per l’irruente ingenuità che ne ha portato all’espulsione. Per una prestazione di media caratura, nella serata in cui era chiamato – vista la bandiera bianca innalzata da Mertens – a splendere e trascinare la squadra a un risultato diverso da quello con cui si è conclusa la partita.
Il fatto che Lorenzo ci sia, che esista la sua qualità è un dato di fatto ma nelle gare importanti continua a non brillare.
Lontano dal Diego Armando Maradona non è riuscito ad accendere la miccia come fu contro la Roma. E in più l’espulsione, figlia di una situazione paradossale in cui doveva tenere i nervi più saldi, specie considerata la poca coerenza delle scelte arbitrali.
Cosa avrà sentito Massa? Non è importante scervellarsi sulla lettura del labiale, fare congetture sulle sue parole e men che meno sul reparto d’attacco. Lungi tantomeno dal mettere in discussione la squadra per una partita.
L’unico dato certo è che IL capitano, quello nato a due passi dal fu San Paolo, non può aspettarsi che la squadra giri per lui sempre.
Il compito di tenere in piedi prima il gruppo e poi se stesso è solo ed esclusivamente il suo e questa sera la fascia, con le responsabilità morali che questa compete, gli è stata decisamente stretta.

