Il capitano furioso

Questa sera a San Siro si giocava per issare il vessillo dell’anti-Juve – o meglio, vista i risultati dei bianconeri – dell’anti-Milan ad oggi prima in classifica.
Scendono in campo Inter e Napoli e in una partita sostanzialmente di equilibrio si decide tutto intorno al minuto settanta. Fallo di Ospina su Darmian, rigore per la squadra di Conte e espulsione con rosso diretto per Lorenzo Insigne.

È proprio il capitano del Napoli protagonista di questa partita, e non per l’irruente ingenuità che ne ha portato all’espulsione. Per una prestazione di media caratura, nella serata in cui era chiamato – vista la bandiera bianca innalzata da Mertens – a splendere e trascinare la squadra a un risultato diverso da quello con cui si è conclusa la partita.
Il fatto che Lorenzo ci sia, che esista la sua qualità è un dato di fatto ma nelle gare importanti continua a non brillare.
Lontano dal Diego Armando Maradona non è riuscito ad accendere la miccia come fu contro la Roma. E in più l’espulsione, figlia di una situazione paradossale in cui doveva tenere i nervi più saldi, specie considerata la poca coerenza delle scelte arbitrali.

Cosa avrà sentito Massa? Non è importante scervellarsi sulla lettura del labiale, fare congetture sulle sue parole e men che meno sul reparto d’attacco. Lungi tantomeno dal mettere in discussione la squadra per una partita.

L’unico dato certo è che IL capitano, quello nato a due passi dal fu San Paolo, non può aspettarsi che la squadra giri per lui sempre.
Il compito di tenere in piedi prima il gruppo e poi se stesso è solo ed esclusivamente il suo e questa sera la fascia, con le responsabilità morali che questa compete, gli è stata decisamente stretta.

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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