FRANCINI: " I TIFOSI DEL NAPOLI SONO FANTASTICI. PER LA SERIE A, ATTENTI ALLE DUE ROSSOBLU’"

Chi non ricorda Giovanni Francini, il terzino sinistro del secondo scudetto? Arrivato dal Torino nella stagione 1987-88, conquistò Coppa Uefa, tricolore e Supercoppa Italiana nei sette anni di permanenza con la maglia azzurra. Nella bella chiacchierata fatta con lui la mente non poteva che tornare a quel periodo glorioso, e all'uomo più glorioso, Diego Maradona, di cui Francini serba un ricordo fantastico. Dalle sue parole traspare un attaccamento viscerale alla città e ai colori partenopei, e un legame speciale con quei trionfi che hanno reso importante anche il suo nome.

Francini, l'esperienza qui a Napoli avrà lasciato senz'altro il segno. Ma quale episodio le trasmette le sensazioni più forti, a distanza di tanti anni?

"Fu bello vincere in Europa, ma penso che vincere uno Scudetto a Napoli è qualcosa di impagabile, come vincerne due o tre al Milan o alla Juve. Ricordo ancora quelle scene come se fosse ieri: un cordone di gente in festa ci accompagnava da Soccavo fino allo stadio. Sono delle scene incredibili che chi non è di Napoli non riesce neppure a immaginare. Io da non-napoletano non sarei riuscito a comprendere cosa vuol dire se non l'avessi vissuto in prima persona. Mi sento fortunato ad aver vissuto in prima persona quel periodo."

Così tante persone a festeggiare, e per una causa che qui a Napoli è forse la più importante: il calcio. Lei essendo cresciuto nel Torino ha avuto contatto anche con la calorosa tifoseria granata. Quali tifosi ricorda con più affetto?

"Non c'è paragone. Il Torino ha una bella tifoseria, ma i tifosi azzurri sono di un altro pianeta. Napoli è la città più bella del mondo, e il calcio qui riveste un'importanza particolare e forma un mondo a sè, lontano dalla delinquenza, dai problemi sociali e da tutto il resto. Se vince il Napoli i problemi passano in secondo piano, è questa la forza dei tifosi azzurri ed è bello poter essere artefice della loro gioia".

A livello personale, penso che il ricordo più forte sia lo storico gol segnato al Real, in Coppa dei Campioni…

"Si, fu una bella sensazione segnare un gol così importante davanti a tanta gente. Non avevo mai visto così tante persone per una partita. E chi non era allo stadio guardava la partita in TV. Del gol ricordo che non ci fu neanche il tempo di rendersene conto, subito recuperai il pallone per riportarlo a metà campo; dovevamo recuperare lo 0-2 dell'andata, purtroppo non andò come doveva andare. Peccato, ma non fummo molto fortunati: beccare il Real Madrid al primo turno…"

Peccato davvero. Anche perchè quel Napoli era davvero una grande squadra. L'Avvocato Agnelli dichiarò, quando Francini si trasferì in azzurro, che il Napoli poteva considerarsi la squadra più forte d'Europa. Era così?

"Sicuramente. L'unico rammarico è che abbiamo vinto davvero poco, per la squadra che avevamo. Anche il Real in Coppa dei Campioni, l'avremmo battuto senz'altro nei turni successivi. Purtroppo avevano qualche settimana in più di preparazione atletica rispetto a noi, e quello ci penalizzò. Eravamo nettamente più forti, nella nostra squadra c'era gente come Careca, Giordano, De Napoli, il meglio sulla piazza. E, naturalmente, c'era Maradona…"

Già, Diego. Un grande giocatore, ma non solo. Crede che fosse più trascinatore dal punto di vista emotivo o sul piano tecnico?

"Diego è, e sarà sempre, il più grande calciatori della storia. Ogni giorno gli trovano un nuovo erede, ma uno come lui non nascerà mai più. Sento spesso parlare di giocatori che hanno colpi "alla Maradona", ma sono singole giocate funamboliche, Maradona era anche molto altro. In campo non si tirava mai indietro, e non l'ho mai visto lamentarsi con un compagno durante la partita. Incoraggiava sempre chi sbagliava e dava sempre il massimo, anche nelle amichevoli. I grandi giocatori sono così, non vogliono mai perdere. Anche prima delle partite, nello spogliatoio, dava la carica a tutti e rendeva sempre l'atmosfera più leggera e amichevole".

Come considerazione strettamente personale, che prescinde dai suoi problemi personali che è ingiusto giudicare, ritengo che Diego prima di essere un grande giocatore era ed è anche un grande uomo, soprattutto senza peli sulla lingua e senza paura di dire le cose come stavano realmente, una qualità sempre più rara al giorno d'oggi. E' d'accordo?

"Senz'altro. Con noi è sempre stato prima un amico e poi un compagno di squadra, e si è sempre distinto per azioni fatte con il cuore a favore di persone meno fortunate di lui. La differenza è che non lo sbandierava ai quattro venti, lo faceva e lo teneva per sè. Poi credo che in molti ne hanno poi parlato male proprio perchè non piaceva il suo modo di essere, così schietto e diretto, quando una cosa non andava bene lui lo spiattellava senza problemi e senza giri di parole. Nel calcio di oggi è sempre più difficile trovare persone così, per questo quelle che ci sono poi diventano un problema e non sono simpatiche". 

Torniamo al presente. Un’opinione sull’attuale campionato di B. Ritiene il Napoli favorito per la promozione in A?

"Senza considerare la Juve, il Napoli come squadra è senz'altro la più forte. Si, ritengo che la squadra di Reja sia la favorita per la promozione diretta. La partita di Crotone è stata una brutta battuta d'arresto, ma sono certo che questa squadra, che ha carattere, saprà risollevarsi dalle difficoltà. Le antagoniste principali a mio avviso sono Genoa e Bologna, come organico sono le meglio attrezzate e hanno anche più esperienza delle altre. Si, il Napoli dovrà stare attento alle due rossoblù". 

Nel Napoli ci sono ora Rullo e Savini a presidiare la fascia che un tempo era sua. Savini le è forse più simile come caratteristiche, e anche come evoluzione tecnica, essendo nato centrale come lei e poi diventato terzino. Ma Rullo, per età e qualità tecniche, viene indicato da molti come il futuro padrone dell'out sinistro. Che ne pensa?

"E' vero, io avevo la capacità di adattarmi alle esigenze della squadra, ho iniziato da stopper e infatti nel prosieguo della mia carriera mi sono trovato spesso a giocare da marcatore. Anche Savini ha questa duttilità, mentre Rullo è più fluidificante puro. Gli auguro di fare carriera nel Napoli, le possibilità le ha perchè è un buon giocatore che gioca in una posizione in cui ci sono poche alternative, soprattutto in Italia ci sono pochi giocatori che interpretano questo ruolo come si deve". 

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