Una notte in festa. Deliro in città
Napoli esplode di gioia al novantesimo minuto. Kalidou Koulibaly è la forza del difensore, che, oltre ad alzare le barricate, le sfonda e non ha paura di farlo. La fotografia del popolo napoletano che non si arrende mai, che anche oltre al novantesimo bisogna lottare e crederci, filosofia che i tifosi azzurri hanno trasmesso in quest’ultimo scorcio di campionato ad ogni singolo calciatore azzurro.
Per le strade di Napoli è partita già la festa appena dopo il fischio finale, ma è a Capodichino che si dirige tutta la valanga umana di tifosi impazziti di gioia per una notte folle, in attesa del rientro dei propri eroi. L’aeroporto va in tilt già dalla mezzanotte e ci resta fino all’alba quando introno alle
3:15 arriva la squadra intonata dai cori a squarciagola e bloccata fino alle 4:30, quando riesce ad imboccare la tangenziale. Il pullman scortato dai tifosi, quindicimila e passa, bloccato dalla folla si incamminava per far ritorno a casa dopo la stupenda vittoria di Torino che riapre tutti i giochi. Vincere al novantesimo contro i rivali di sempre in una partita che vale una stagione e per di più in trasferta senza il supporto dei napoletani quelli residenti in Campania ha spinto ancor di più quella voglia matta di dire “Tutti a Capodichino” per il semplice gusto di esserci, per l’orgoglio di poterlo raccontare tra vent’anni, per l’obbligo di celebrare l’impresa di questa squadra in grado di sostenere da sola, con coraggio, il peso di un sogno stupendo, rappresentando una città da sempre martoriata e bastonata, sola contro tutti, ma con un popolo immenso come l’infinito. Nel calcio come nella vita bisogna soffrire, e tutta questa sofferenza si sta trasformando nella gioia che manca da trent’anni..


