La grande fuga
I dubbi, le insicurezze, l’ansia da prestazione dopo aver staccato per un pò, il godimento per il primato in classifica, gli occhi di tutte le altre puntati su di te, il dover continuare a dimostrare, a superare esami, ad autoconvincersi d’esser forti, magari i più forti di tutti. E’ lo scotto da pagare di chi si sente grande o vuol provare a diventarlo, una volta per tutte. Entrare dentro le insidie, alzare sempre più l’asticella: percorsi inevitabili per misurare ambizioni e possibilità. Da questo punto di vista, l'”Olimpico” rappresentava ed ha rappresentato un parametro assolutamente autorevole. Cero, è ovvio che non è stato teatro di nessuna impresa, di alcun trionfo finale, però è stata arena di una battaglia decisiva quanto meno sul piano motivazionale e delle consapevolezze. Il Napoli sbanca per la quarta volta in due anni la Capitale e tenta l’assalto al campionato allungando sulla Juventus sconfitta in casa dalla Lazio. Il messaggio è forte, chiaro, inequivocabile quello del match winner Lorenzo Insigne: capitalizzare ogni occasione, anche una carambola se possibile, e gonfiare la rete con lucidità, spiazzando l’avversario. Gli azzurri la sbloccano subito e danzano sul tappeto verde con maestria, saggezza e un pizzico di spavalderia. Solo per imprecisione non arriva il raddoppio e la Roma rimane a galla fino alla fine. Ma nell’anno della consacrazione, anche la fortuna sembra voler essere dalla parte del Napoli: due legni – un palo e una traversa – frenano le velleità giallorosse. Il Napoli ringrazia e porta a casa: altri tre punti, otto vittorie su otto, la Juventus insegue e intanto è sotto di cinque lunghezze. Ora il Napoli non può più nascondere i propri sogni: ha raggiunto il livello ultimo per vincere, dribblando anche le pressioni, scavalcando persino un ostacolo difficilissimo, il più duro fino a questo momento. Parte forte l’october fest del Napoli che si diverte e diverte, ubriacandosi di bellezza e di concretezza. La Juve zoppica, il Napoli vola alla perfezione. Adesso si dirà che la strada è lunga, che non s’è vinto ancora nulla: ci sta, deve essere così, è così. Una cosa è certa: la vittoria continua ad essere il minimo comun denominatore; e certezze su certezze, il Napoli si prepara a scalare la vetta. Nel frattempo in vetta ci rimane, almeno per un’altra settimana in attesa del derby milanese e in attesa di ricevere l’Inter sabato prossimo al “San Paolo”. Prima il Manchester City, però: Sarri contro Guardiola. Entusiasmo e doppio impegno da gestire: nuovi stimoli, nuove missioni per un Napoli in continua evoluzione.


