Non aprite quella porta
Numeri, tanti numeri, troppi numeri. Ci sarebbero statistiche da analizzare, azioni da studiare ed episodi da contestare. Una partita è decisa da miriadi di fattori, spesso di rilevanza, e altri che all’apparenza non sembrerebbero determinanti. Ma tutti decisivi nelle sorti del risultato. Certo, affidare ogni cosa ad un episodio sarebbe troppo da fatalisti e piagnoni. Nel calcio come nella vita bisogna sempre trovare una soluzione e non una scusa davanti a un problema. Proprio per questo il Napoli farebbe bene a riguardare le proprie posizioni per quanto concerne il reparto arretrato. La porta azzurra è stata troppe volte folgorata, ed una squadra che vuole puntare al titolo deve avere oltre ad un attacco prolifico, una difesa d’acciaio. Non a caso la Juventus è terza in una speciale classifica per goal realizzati, ma prima per minor reti subite.
Molte volte però, non bisogna soffermarsi sull’apparenza.
Diceva Virgil Oldman :”Dietro ogni falso si nasconde sempre qualcosa d’autentico”.
Ciò invita tutti ad “osservare“. La Juventus ha subito nel campionato precedente 27 goal, il Napoli ben 39. Ma senza trucco e senza inganno andiamo a scoprire che di questi 39 incassati dagli azzurri, addirittura 20 sono ininfluenti, ossia che non hanno avuto valore al fine del risultato. Mentre per i bianconeri dai 27, 16 hanno impedito di fare bottino pieno, e solamente 11 quelli ininfluenti. Questi dati esprimono il diktat di ogni squadra, la Juve è cinica e spietata, colpisce e difende. Il Napoli deve sempre affidarsi al detto “la miglior difesa è l’attacco”. Un altro dato che fa riflettere è che la formazione di Maurizio Sarri è seconda per conclusioni concesse, non molto lontana dalla Juve. Queste statistiche difensive, ovviamente, non tengono conto della qualità delle occasioni concesse. Il tallone d’Achille di questa squadra è stata proprio la tendenza ad offrire agli avversari conclusioni facili. Dal punto di vista statistico, questo dato è riferibile, per esempio, alle 34 reti concesse dall’interno dell’area di rigore. Una cifra molto alta rispetto a quella della Juventus, che si ferma a 23. Le buone cifre difensive vanno ricondotte anche al grande lavoro di possesso palla e copertura del campo.
Ma allora com’è che il Napoli subisce sempre goal? Clamorose alcune gare in cui l’avversario con un solo tiro in porta è uscito indenne dal San Paolo (Napoli-Palermo/Lazio/Sassuolo tanto per dirne qualcuna). Sempre colpa della sfortuna?
Un errore ci può stare, ma quando diventa frequente due sono i fattori: semplicemente il difensore è incapace, o la stanchezza gioca un ruolo chiave. Nel primo e nel secondo caso è colpa della società, che deve garantire le giuste alternative all’allenatore.
Rispetto alla stagione precedente il Napoli ha subito 7 goal in più con la stessa difesa (si intende sempre campionato n.d.r.). Fattori determinanti di questa caduta attribuibili all’assenza per un mese di Albiol, alla partecipazione alla Champions League e alla cessione d’Higuain. Voi direte: e cosa c’entra Higuain con la difesa? C’entra eccome. Il Napoli di Sarri ha un’organizzazione talmente profonda, e talmente complessa e complessiva, che il centravanti fa parte a pienissimo titolo del dispositivo difensivo. Perché influenza i movimenti, quindi il dispendio di energie, di chi gli gira intorno.
Il lavoro da fare è soprattutto mentale e d’esperienza. Di abitudine alla pressione. La solidità è un’ipotesi che esiste, che va solo dilatata a tutta la partita. È il passo più difficile, anche perché è quello che conduce alla perfezione.


