Non è ancora finita. Ricordate Renica al 119′?
Ottavi di finale di Champions League, febbraio 2012: Napoli 3- Chelsea 1. Per il Napoli sembrava essere la notte perfetta, con una qualificazione tutta in discesa nella gara londinese. Ed invece, quella squadra guidata da Mazzarri si fece rimontare i due gol e la squadra inglese approdò ai quarti di finale. L’esempio che può far sperare il Napoli è proprio quello che fa più male agli azzurri, una rimonta che ancora oggi a ricordarla produce un certo dolore. Possiamo invece andare indietro negli anni, nel lontano 1989, quando ai quarti di finale della coppa Uefa il Napoli rimontò il due a zero casa della Juventus nella gara d’andata: al San Paolo Renia al 119’ siglò il tre a zero che qualificò il Napoli alla semifinale di una coppa Uefa che qualche mese dopo avrebbe vinto nella finale memorabile di Stoccarda. Ricordi, speranze, voglia di grande impresa: tutto questa sarà Napoli Real Madrid da vivere il 7 marzo allo stadio San Paolo. Il 3-1 del Bernabeu ha lasciato l’amaro in bocca, soprattutto per la seconda marcatura sprecata da Mertes a metà secondo tempo. Andare al San Paolo con la possibilità di qualificarsi con l’uno a zero sarebbe stato un qualcosa di fondamentale, ma ora è inutile pensare troppo a cosa poteva essere e non è stato. Il Napoli al Bernabeu si è mostrato intimorito in alcuni uomini chiave, su tutti Mertens che ha disatteso le tante aspettative che Sarri aveva riposto su di lui. Il Napoli dovrà essere bravo a segnare nei primi quarantacinque di gioco, per poter alimentare il sogno nella ripresa. Servirà un Napoli con maggiore personalità e meno timoroso di quello visto a Madrid. Ma l’impresa non è assolutamente impossibile: il Real Madrid ha mostrato una qualità nei suoi uomini impressionante. La squadra di Zidane, molto probabilmente vincerebbe il campionato italiano con 15 punti di vantaggio sulla Juventus, ma al ritorno sarà fondamentale-anzi decisivo -l’approccio alla gara: si gioca al San Paolo non al Bernabeu e ai calciatori di Sarri non dovranno tremare le gambe. Ora sarà fondamentale arrivare alla gara di ritorno con grande fiducia e autostima, magari portando via un risultato positivo da Torino nella semifinale di coppa Italia del 28 febbraio allo Stadium. Ciò che può consolare e che il Napoli non ha giocato la sua miglior partita, eppure il Real non ha archiviato la gara. Tornando per un attimo a quella strepitosa gara con la Juve nei quarti di coppa Uefa, Maradona la riapri dopo dieci minuti grazie ad un calcio di rigore. Il segreto sta tutto li: riaprire subito il discorso qualificazione. E allora caro Diego che oggi hai caricato negli spogliatoi gli azzurri, per la gara di ritorno racconta un po’ loro di come quella notte tu, Carnevale e compagni avete fatto vibrare le mura dell’impianto di fuorigrotta. Senza paura, bisognerà provarci, senza timore e a testa alta. Senza pensare alla rimonta mancata del 1987, ma pensando a quel famoso gol di Renica.


