A QUANDO IL RESTYLING DEL SAN PAOLO?
Napoli Atalanta non è stato solo l’incontro di calcio per consolidare il secondo posto in classifica, ma anche, nel caso ce ne fosse stato bisogno, la serata giusta per poter vedere e toccare con mano gli innumerevoli problemi che attanagliano la struttura di Fuorigrotta, il tempio come lo chiamano i tifosi, il San Paolo.
La dichiarazione di De Laurentiis fa rumore e tanto: “Prima del mese di Ottobre, ho seri dubbi che parta il restyling del San Paolo”, ci risiamo, vuoi vedere che ogni qual volta il napoli dovrà giocare nel suo stadio dovrà chiedere permessi previo sopralluoghi? Ma questi Signori lo sanno che la Champions è un richiamo enorme per la città di Napoli? Anche questo è turismo, anche questo significa alberghi pieni, ed invece ci risiamo, punto e a capo, nessuno si piega è un muro contro muro.
Signori, lunedì sera pioveva in tribuna stampa, computer a serio rischio, pioveva nei distinti, pioveva in curva B ed A, praticamente una copertura ultrafatiscente, cavi elettrici alla portata di chiunque, bagni da terzo mondo, settori inagibili, ma dove vogliamo arrivare, al termine degli incontri all’esterno dello stadio vengono smontate le strutture mobili in ferro con muletti, ma tutto questo mentre la gente esce dallo stadio, tutti hanno fretta di tornare a casa…
Noi abbiamo chiesto ad uno degli attuali candidati alla corsa per la poltrona di Sindaco di Napoli, Gianni Lettieri.
Come mai non si riesce a dare a Napoli uno stadio decente ed impianti sportivi degni di essere chiamati tali?
“ La struttura è di proprietà del Comune, ma da tempo il sindaco non riesce a trovare un accordo con il presidente del Calcio Napoli, Aurelio de Laurentiis. E’ necessario in primis che sindaco e società si siedano al tavolo delle trattative. In quella sede si dovranno definire le posizioni di entrambe le parti. Due le soluzioni possibili: il Comune può accollarsi le spese di ristrutturazione, aumentando poi l’attuale canone di fitto, oppure lasciare gli oneri economici al Calcio Napoli. In entrambi i casi, lo stadio deve restare a disposizione della città per manifestazioni di altro genere.”
E per gli altri impianti? Napoli ospiterà le Universiadi.
“Come ho già dichiarato in altre occasioni le Universiadi del 2019 sono un’opportunità importante per la crescita della città. Tra i fondi stanziati dalla Comunità europea, una parte delle risorse è da destinare proprio alla ristrutturazione di alcune strutture sportive di Napoli, quali lo stadio Collana al Vomero, il Palargine a Ponticelli, il Palabarbuto, la piscina Scandone e le aree sportive della Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta. Al di là delle Universiadi, fondamentale sarà anche investire nelle piccole strutture e palestre all’interno dei plessi scolastici. Lo sport a Napoli può rappresentare il valore aggiunto, un riscatto sociale per tantissimi ragazzi che al momento non hanno alternativa alla strada.”
Cari lettori, Noi ci appelliamo a tutto e tutti, l’anno prossimo sarà Champions, Noi che amiamo il calcio ed il nostro Napoli vogliamo solo il bene degli azzurri e della nostra città, poco importa se due persone, un imprenditore ed un Sindaco uscente litigano o non concordano su chi deve farsi carico dei lavori di ristrutturazione.
Napoli città è una stupenda realtà, il calcio è una componente di essa, l’impianto, il tempio come lo chiamano i tifosi rappresenta un luogo di aggregazione, dove 60.000 cuori palpitano all’unisono per una squadra di calcio, compagine che rappresenta sei milioni di tifosi nel mondo, sappiamo bene noi in Italia quanto sia importante avere uno stadio proprio, chissà mai perché a Napoli non si può fare, quali oscuri motivi nascondono intrighi che vanno oltre il limite di ogni immaginazione?
Napoli è stanca di chiedere e non ottenere, l’azienda calcio è una delle pochissime cose che funziona in questa città, se dovessimo “emigrare” per giocare la madre di tutte le competizioni calcistiche, sarebbe un danno enorme ed il gusto di distruggere per il solo sfizio di farlo potrebbe ritorcersi verso coloro che se ne fregano senza curarsi di sei milioni di persone, si, sparsi nel mondo, ma sempre napoletani e sempre da Napoli sono partiti e che qui ritorneranno…….
Claudio Mellone


