L’asso nella manica
Arrivato a Napoli, ad accoglierlo a Capodichino c’erano 300 tifosi entusiasti, rei di aver acquistato un vero talento. Manolo da gennaio a maggio colleziona 30 presenze mettendo a segno 11 reti. Quest’anno per colpa di un infortunio che l’ha tenuto per quasi due mesi out dai campi di gioco, vuoi per il cambio modulo che lo penalizza, e per la sfortuna di avere un mostro sacro come Higuain davanti, Gabbiadini vive uno dei momenti meno felici della sua carriera. Però il talento bergamasco si è sempre fatto trovare pronto, infatti in questa stagione su 24 presenze ( per la maggior parte entrato a partita in corso ) ha siglato 6 reti. Rispetto alla gestione Benitez, quando prediligeva un ruolo da esterno o trequartista, Sarri non vede una coesistenza con il Pipita. Più volte il mister di Figline Valdarno ha fatto capire di inquadrare Gabbiadini come una prima punta, anche se può fare egregiamente il sostituto di Callejon, naturalmente con attitudini offensive. Invece a sorpresa, domenica esce Insigne ed entra Gabbiadini, si ritorna al modulo di inizio stagione (4-3-1-2) e si ricompone la coppia pesante. Il 23 azzurro si destreggia bene, creando scompiglio nella difesa del Genoa, sfornando anche l’assist del 3-1 per El Kaddouri. Chissà che Sarri non te tenga conto, e possa provare ancora questa soluzione, di certo ha capito che si può fare affidamento su un ragazzo sulla quale il Napoli ha dimostrato di tenere molto. Addirittura pare che abbia rifiutato un’offerta vicina ai 30 milioni dal Wolfsburg a gennaio. Per questo finale di stagione c’è bisogno dell’aiuto di tutti, e chissà che Manolo non si riveli l’asso nella manica.


