Aurelio: uno, nessuno e centomila

Dunque Aurelio De Laurentiis è tornato a parlare in quel di Ginevra. Nelle dichiarazioni presidenziali vi è il tutt’uno di questo pirandelliano personaggio. Estroso, intelligente, esterofilo, snob, dotato di una sana arroganza ma soprattutto incoerente. Davvero nel ripercorrere le sue dichiarazioni troveremo personaggi sempre diversi in cerca d’autore. Da quando voleva un Napoli fatto solo di napoletani, è arrivato a pensare che i napoletani sono un male per il Napoli, ha mandato via senza troppi complimenti Quagliarella e Cannavaro e ha messo in condizione Criscito di non accettare la piazza sostenendo nella trattativa che in quanto napoletano lui doveva abbassarsi l’ingaggio rispetto a quello percepito a Genoa per venire a giocare nella sua città. Cambiata idea ha ritenuto che il suo Napoli come alcuni dei suoi film prodotti in Usa e distribuiti dalla Filmauro dovesse avere la giusta connotazione internazionale. Ed ecco l’avvento di Rafa Benitez e dei tanti campioni stranieri. Un biennio vissuto tra gioie e dolori ed in cui lui non ha soddisfatto in pieno le richieste del tecnico spagnolo per portare a termine il processo di internazionalizzazione che ha portato oltre a due titoli, a progredire enormemente nel ranking internazionale dopo aver raggiunto per di piu’ una semifinale dopo venticinque anni. Dopo che Rafa lo ha salutato, ed aver tentato in modo poco convinto di puntare sul tecnico Emery, ha deciso di virare su un progetto italiano e provinciale, fatto di allenatore e direttore sportivo senza esperienza di serie A e con giocatori del suolo Italico provenienti da società come l’Empoli. Sempre piu’ pirandelliano questo presidente, dovrebbe fare pace con le sue idee visto che cambia spesso strategia. Allora il dubbio è lecito, in questo momento è confuso, ma al momento è pronto per il nuovo film “Natale in provincia”, almeno fino alla sua prossima virata presidenziale.

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