Era di Maggio….
Sembra essere arrivata al capolinea l’avventura di Christian Maggio con la maglia del Napoli ma l’epilogo che molti si attendevano non era certo quello che si sta delineando.
Come nei migliori matrimoni anche quello tra il Napoli e Christian Maggio vive la crisi del settimo anno che sembra ormai essere l’ultimo del terzino vicentino con la maglia azzurra. Un matrimonio iniziato nell’estate del 2008 e sugellato con l’arrivo di Mazzarri nell’ottobre del 2009 con quel gol al Bologna al 94’ che firmò la vittoria all’esordio del tecnico toscano che ne fece un pendolino inesauribile sulla fascia destra nel suo schema tattico. Da quel giorno Christian entrò nei cuori azzurri diventando uno degli idoli della tifoseria per la sua serietà e applicazione. Nelle sue sette stagioni ben 22 le reti con la maglia azzurra e l’ultima porta la data del tredici gennaio del 2013 (3-0- al Palermo), ultima volta in cui ha salutato i tifosi con il famoso inchino, divenuto gesto apprezzato e copertina di molte vittorie azzurre.
Poi l’avvento di Benitez, il passaggio alla difesa a quattro, qualche panchina di troppo ma lui Christian non si è mai arreso ed ha saputo riconquistarsi una maglia e in alcune occasioni anche la fascia di capitano fino all’operazione al pneumotorace di fine stagione scorsa che gli ha tolto a torto o a ragione la partecipazione al mondiale brasiliano. Nelle serate di Dimaro e per tutto l’inizio di stagione, le parole del numero undici azzurro di affetto verso l’ambiente e la maglia partenopea erano echeggiate come qualcosa di raro nel “mondo del pallone” dove il termine bandiera è ormai fortemente in disuso. Domenica a Verona Maggio avrebbe potuto toccare quota 250 presenze in azzurro eguagliando un altro terzino che ha fatto la storia azzurra come Francini ma così non è stato….
Turnover o scelta societaria? – Sta di fatto che al Bentegodi Maggio è rimasto in panchina anche se da almeno una settimana aveva ripreso a correre con il gruppo dopo un leggero affaticamento. Un male che coincide con la quasi definitiva rottura tra le parti per un rinnovo che a Febbraio sembrava cosa fatta ma che invece si è arenato non solo per cifre e annualità ma forse anche per lo spuntare di un pre-accordo che gli “esperti” di mercato rivelano sia stato siglato tra Maggio e l’Inter. Boutade? Questo lo scopriremo presto in quanto sappiamo quanto il Presidente ci tenga agli “accordi sulla parola” che sembravano essere in piedi con l’entourage del terzino vicentino ma che invece sono stati disattesi. Già a Mosca si capirà se Maggio è stato sacrificato all’altare del turnover o a quello del rinnovo contrattuale mai siglato.
Fino ad oggi Maggio ha sempre dimostrato grande professionalità in campo e in allenamento tanto da essere tra i giocatori più impiegati da Benitez che ne ha apprezzato l’attaccamento alla maglia tanto da affidargli spesso la fascia di capitano. Se ciò non avvenisse allora sarebbe l’ennesimo autogol della società in un momento delicato della stagione dove in difesa si soffre e c’è emergenza.
Certo è che il Napoli a Giugno era già deciso a puntare su altri calciatori ma visto il “precipitare” della situazione, un po’ c’era da aspettarselo e forse uno sforzo in più a Gennaio sarebbe stato meglio farlo per portare già a casa il terzino destro del futuro.


