De Luca: “Napoli a pallate sul Trabzonspor nella serata di riscatto del calcio italiano”
Un improvviso ritorno al futuro europeo apre uno squarcio di azzurro quasi inatteso nel cielo sopra il calcio italiano. L’en plein non era scontato: se Celtic e Trabzonspor erano comodamente alla portata, Athletic Bilbao, Tottenham, e in misura minore il Feyenoord (specie dopo il solito, infausto pareggio concesso dalla Roma all’andata) sono già squadre di buon livello. La perla è del Torino, prima italiana della storia a vincere a Bilbao contro la squadra che aveva fatto fuori il Napoli dai preliminari di Champions, e costretto a osare dal 2-2 dell’andata. Anche il sicuro 2-0 con cui la Fiorentina ha liquidato il Tottenham ha però molto valore e, in un colpo solo, lancia definitivamente Salah, pregiata pedina di scambio nel lucroso affare-Cuadrado, e rilancia una buona volta Mario Gomez: giusto in tempo per l’ultimo tentativo di assalto al terzo posto. Ultimo, un po’ disperato (visto il cammino del Napoli) ma tornato realistico. Il Napoli era già alle urne per gli ottavi, ma ha comunque preso a pallonate il Trabzonspor, segnando un solo gol ma sfiorandone quattro-cinque (e quasi tutti con uno iellatissimo Calllejòn). L’Inter doveva badare a non distrarsi e stavolta, nel finale, anziché regalare qualcosa si è presa tutto con un altro splendido gol di Guarin, vero uomo-immagine del nuovo corso di Mancini: che ha stentato a ingranare, ma ora sembra avviato a una continuità sconosciuta da tempo.
A quattro giorni dal faccia a faccia con la Juve, e nel pieno di un avvitamento senza fine, la Roma era sotto la lente d’ingrandimento. Condannata a vincere dalla solita sventatezza finale nell’andata (pur se con annesso fuorigioco non rilevato), ha vinto: e, in questi suoi tempi grami di eterni pareggi e sconcertanti incompiutezze, il fatto è già una notizia in sé. Ha vinto bene e male, ma ha vinto. Bene perché ha trovato l’1-0 a capo di una intensa serie di ondate in un ambiente ostile e discretamente incivile, tanto da costringere l’arbitro a una lunga sospensione; male, perché s’è fatta sorprendere subito, alla ripresa, nonostante la superiorità numerica; bene, perché ha reagito immediatamente con Gervinho (decisivo in tutte e due le partite); male perché, con un uomo in più, s’è lasciata schiacciare nel finale, ”steccando” proprio nell’amato possesso-palla, che sarebbe stato ideale a far trascorrere i minuti senza affanni. Oscillando tra positivo e negativo, comunque, la squadra in caduta libera ha trovato vittoria e qualificazione nel momento più giusto. Un’altra frustrazione l’avrebbe consegnata quasi nuda alle fauci della Juve, lunedì prossimo. Lo scampato pericolo, il decoroso accesso agli ottavi, i due gol segnati (quasi una rarità, negli ultimi due mesi) la spingono al duello con animo diverso, nel tentativo di salire sull’ultimo (ma proprio ultimo) tram.
(Massimo De Luca, Circo Massimo, Corriere della sera)

