IL NAPOLI SBATTE LA FACCIA CONTRO LO SPORTIELLO

Una serata da Dottor Jekyll e Mister Hyde che doveva rilanciare gli azzurri in classifica ma che invece termina con un pari sudatissimo.

Poteva andare peggio ma poteva andare molto meglio nella serata che doveva segnare la svolta della stagione. Benitez lo sapeva e per questo limitava al massimo il turnover con i soli Inler e Mertens volti nuovi rispetto alla squadra di domenica ma a volte i conti si fanno senza l’oste. L’oste in questione è Marco Sportiello che oggi ha letteralmente sbattuto la porta in faccia agli azzurri che, a loro volta, non sono esenti da colpe in una gara che andava chiusa molto prima. L’Atalanta è apparsa timida e rinunciataria sin dalle prime battute con gli ex Cigarini, Stendardo e Denis che quando vedono azzurro si trasformano come tori dinanzi ad un drappo rosso. Ne esce una gara a senso unico che sin dai primi minuti lasciava sensazioni positive. Tanto palleggio degli azzurri stasera che sembrano forse un po’ troppo innamorati del loro “tiki-taka” di fronte alla linea maginot degli orobici che, in otto dietro la palla, quando veniva infilata in velocità, scricchiolava a più riprese. Nessuno dopo i primi 30’ degli azzurri si sarebbe immaginato una serata di sofferenza e invece Bergamo, che è sempre stato un campo ostico, a dispetto del nome “Azzurri d’Italia” che dovrebbe invece esserci amico, anche oggi è stata amara. E’ vero che  al Napoli non piace vincere facile e deve sempre complicarsi la vita e sudare le proverbiali sette camicie per raccogliere anche solo uno striminzito punto ma ormai sembra una prassi regalare l’ennesimo errore difensivo con gol di testa agli avversari e in particolare a quel Denis che era ancora a digiuno quest’anno. Questa “double face” da dottor Jekyll e mister Hide degli azzurri è la cosa che lascia sempre più perplessi e merita un’analisi più precisa. Non è un calo fisico perché una squadra che attacca fino al 95’ per tentare di vincere una gara e tira 10 volte nello specchio non può essere in debito di ossigeno. Viene più da pensare ad un calo mentale da qui il paragone con il romanzo di Stevenson. Il Napoli deve capire se stesso, deve riuscire a trovare la sua identità. Non è possibile che Hamsik giochi a corrente alternata come oggi, che il capocannoniere del campionato Callejon si nasconda per tutta la gara e sbagli poi uno dei gol più clamorosi della stagione e che il Pipita, uscito dalla gabbia, con la sua rabbia da leone riacciuffi il pari con una giocata magistrale ma poi si lasci ipnotizzare da Sportiello su un rigore che valeva la svolta della stagione. Certo dopo nove giornate il campionato non finisce oggi…ma vedendo la Juve cadere a Genova e pensando allo scontro diretto con la Roma di sabato non si può non pensare alle tante occasioni sprecate nelle giornate precedenti . Ma con i se e i ma non si vince nulla e quindi bisogna continuare a lavorare ed è il caso che il Napoli decida la sua identità…dottor Jekyll o Mister Hide?

Antonio Lembo

Laureato in Ingegneria Elettronica nel 1999 e Giornalista Pubblicista dal 1996 grazie all'esperienza formativa in Rotopress.

Translate »