WILLIAM PRUNIER: UNA "CANTONATA" INTERNAZIONALE!

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William Prunier nasce a Montreuil nella regione II-de-France, il 14 agosto 1967 sotto il segno del Leone.

Nasce come centrocampista centrale dalla grande forza e…e…e…altre qualità mai riscontrate su un campo di calcio. Inizia la propria carriera nell'Auxerre tra le metà degli anni '80 e la prima parte degli anni '90 collezionando 221 presenze e 21 goal; nel 1993 veste la maglia del Marsiglia club francese all'apice della propria gloriosa storia: 35 presenze e 4 goal, ma dopo una sola stagione viene girato al Bordeaux dove trova una nuova collocazione tattica da difensore centrale marcando 37 volte il cartellino delle presenze. Prunier, a 27 anni, sembra conoscere il punto più alto della propria carriera guadagnando perfino una convocazione in nazionale durante la fase di qualificazione, poi fallita, ai mondiali americani del 1994 per mano dell'allora CT Gerard Houllier subentrato al dimissionario Michel Platini. Strano a credersi eppure è successo. Nell'estate del 1995 Eric Cantona, stella del Manchester United e grande amico di William Prunier, sponsorizza l'acquisto del centrale francese al tecnico Sir Alex Ferguson che, forse per estrema fiducia verso un campione ormai agli sgoccioli, decide di acquistarlo dai girondini. L'esordio non è cattivo e Prunier sembra mantenere le aspettative dell'amico Cantona, ma nel secondo match di Premier League con il Tottenham ne combina di tutti i colori diventando protagonista della sconfitta per 4 a 2. Lento, statico, prevedibile e arruffone, sono bastati 180 minuti al longevo Ferguson per capire che quello fu il peggiore acquisto della sua carriera che di lì a poco avrebbe toccato il tetto d'Europa e del mondo. Nel gennaio del 1996 Prunier sbarca in Danimarca per vestire la maglia del Copenhagen disputando solo 11 gare. Dopo il terribile flop, torna in Francia tra le fila del Montpellier riuscendo quasi a risorgere dalle proprie ceneri: 27 presenze e la considerazione europea nei suoi confronti ricomincia a crescere.

Arriviamo al fatidico 1997. William Prunier ha 30 anni e sente il bisogno di una nuova esperienza oltre i confini francesi. Il Napoli, invece, è in caduta libera alle prese con debiti e lo spettro della curatela fallimentare. Corrado Ferlaino prova tenere in piedi la squadra dopo le cessioni di Beto, Caccia, Andrè Cruz, Milanese e Pecchia. Arrivano il belga Crasson, l'argentino Calderon, il croato Asanovic e il giovane Claudio Bellucci, ma per completare il quadro della disperazione ci voleva un tocco di classe, magari quel primo esempio di internazionalizzazione, un difensore roccioso e dalla grande esperienza: William Prunier!

Per arrivare al centrale del Montpellier, Corrado Ferlaino fu addirittura costretto a muoversi in prima persona assicurando il popolo napoletano della grande efficacia.

Bortolo Mutti, allenatore azzurro, vara una difesa inedita con Sergio, Crasson, Ayala e Prunier davanti al malcapitato Pino Taglialatela. Dopo 4 punti in quattro partite racimolate da due sconfitte con Lazio e Atalanta, un pareggio con il Vicenza e una vittoria con l'Empoli al San Paolo, arriva il grande giorno dove la nave partenopea comincia ad imbarcare acqua e goal come un inarrestabile emorragia. E' il 5 ottobre del 1997, stadio Olimpico di Roma, di fronte giallorossi e partenopei. Mutti si gioca la panchina, il Napoli il suo futuro ed entrambi affidano la stretta marcatura di Abel Balbo a Prunier. Un disastro di proporzioni bibliche! L'attaccante argentino segna tre goal e porge un assist per il 6 a 2 finale. Taglialatela, definito migliore in campo, salva la faccia ma non il fegato dopo aver visto l'efficacia del difensore francese. Dopo la caduta romana, Ferlaino esonera Mutti e si affida a Galeone, ma il peggio arriva con l'acquisto di Mirko Conte che porta su tutte le furie Prunier sfogandosi anche con stampa e tifosi. Non giocherà più in maglia azzurra. Tre presenze sono state anche troppe e a gennaio viene regalato al Hearts of Midlothian club scozzese di Edimburgo ma senza mai scendere in campo. Mentre Zidane con la nazionale dei Blues vinceva il mondiale francese, Prunier si accasa in Belgio con i biancorossi del Kortrijk prima tornare in Francia per vestire la maglia del Tolosa nobile decaduta in seconda divisione. Ci resta fino al 2004 quando, addirittura, trova estimatori in Qatar per vestire la maglia del Al-Sailiya prima di chiudere definitivamente la carriera. Oggi, Prunier, ha intrapreso la carriera di allenatore e chissà cosa potrà insegnare ai sfortunati componenti della squadra. La chiosa non merita ulteriori commenti, pertanto affidiamo tutto ad una massima del collega a cui fu affidato l'onore di giudicare Prunier dopo Roma – Napoli. "William Prunier – 4: forte e statico come una quercia!"

WILLIAM PRUNIER: UNA "CANTONATA" INTERNAZIONALE!

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William Prunier nasce a Montreuil nella regione II-de-France, il 14 agosto 1967 sotto il segno del Leone.

Nasce come centrocampista centrale dalla grande forza e…e…e…altre qualità mai riscontrate su un campo di calcio. Inizia la propria carriera nell'Auxerre tra le metà degli anni '80 e la prima parte degli anni '90 collezionando 221 presenze e 21 goal; nel 1993 veste la maglia del Marsiglia club francese all'apice della propria gloriosa storia: 35 presenze e 4 goal, ma dopo una sola stagione viene girato al Bordeaux dove trova una nuova collocazione tattica da difensore centrale marcando 37 volte il cartellino delle presenze. Prunier, a 27 anni, sembra conoscere il punto più alto della propria carriera guadagnando perfino una convocazione in nazionale durante la fase di qualificazione, poi fallita, ai mondiali americani del 1994 per mano dell'allora CT Gerard Houllier subentrato al dimissionario Michel Platini. Strano a credersi eppure è successo. Nell'estate del 1995 Eric Cantona, stella del Manchester United e grande amico di William Prunier, sponsorizza l'acquisto del centrale francese al tecnico Sir Alex Ferguson che, forse per estrema fiducia verso un campione ormai agli sgoccioli, decide di acquistarlo dai girondini. L'esordio non è cattivo e Prunier sembra mantenere le aspettative dell'amico Cantona, ma nel secondo match di Premier League con il Tottenham ne combina di tutti i colori diventando protagonista della sconfitta per 4 a 2. Lento, statico, prevedibile e arruffone, sono bastati 180 minuti al longevo Ferguson per capire che quello fu il peggiore acquisto della sua carriera che di lì a poco avrebbe toccato il tetto d'Europa e del mondo. Nel gennaio del 1996 Prunier sbarca in Danimarca per vestire la maglia del Copenhagen disputando solo 11 gare. Dopo il terribile flop, torna in Francia tra le fila del Montpellier riuscendo quasi a risorgere dalle proprie ceneri: 27 presenze e la considerazione europea nei suoi confronti ricomincia a crescere.

Arriviamo al fatidico 1997. William Prunier ha 30 anni e sente il bisogno di una nuova esperienza oltre i confini francesi. Il Napoli, invece, è in caduta libera alle prese con debiti e lo spettro della curatela fallimentare. Corrado Ferlaino prova tenere in piedi la squadra dopo le cessioni di Beto, Caccia, Andrè Cruz, Milanese e Pecchia. Arrivano il belga Crasson, l'argentino Calderon, il croato Asanovic e il giovane Claudio Bellucci, ma per completare il quadro della disperazione ci voleva un tocco di classe, magari quel primo esempio di internazionalizzazione, un difensore roccioso e dalla grande esperienza: William Prunier!

Per arrivare al centrale del Montpellier, Corrado Ferlaino fu addirittura costretto a muoversi in prima persona assicurando il popolo napoletano della grande efficacia.

Bortolo Mutti, allenatore azzurro, vara una difesa inedita con Sergio, Crasson, Ayala e Prunier davanti al malcapitato Pino Taglialatela. Dopo 4 punti in quattro partite racimolate da due sconfitte con Lazio e Atalanta, un pareggio con il Vicenza e una vittoria con l'Empoli al San Paolo, arriva il grande giorno dove la nave partenopea comincia ad imbarcare acqua e goal come un inarrestabile emorragia. E' il 5 ottobre del 1997, stadio Olimpico di Roma, di fronte giallorossi e partenopei. Mutti si gioca la panchina, il Napoli il suo futuro ed entrambi affidano la stretta marcatura di Abel Balbo a Prunier. Un disastro di proporzioni bibliche! L'attaccante argentino segna tre goal e porge un assist per il 6 a 2 finale. Taglialatela, definito migliore in campo, salva la faccia ma non il fegato dopo aver visto l'efficacia del difensore francese. Dopo la caduta romana, Ferlaino esonera Mutti e si affida a Galeone, ma il peggio arriva con l'acquisto di Mirko Conte che porta su tutte le furie Prunier sfogandosi anche con stampa e tifosi. Non giocherà più in maglia azzurra. Tre presenze sono state anche troppe e a gennaio viene regalato al Hearts of Midlothian club scozzese di Edimburgo ma senza mai scendere in campo. Mentre Zidane con la nazionale dei Blues vinceva il mondiale francese, Prunier si accasa in Belgio con i biancorossi del Kortrijk prima tornare in Francia per vestire la maglia del Tolosa nobile decaduta in seconda divisione. Ci resta fino al 2004 quando, addirittura, trova estimatori in Qatar per vestire la maglia del Al-Sailiya prima di chiudere definitivamente la carriera. Oggi, Prunier, ha intrapreso la carriera di allenatore e chissà cosa potrà insegnare ai sfortunati componenti della squadra. La chiosa non merita ulteriori commenti, pertanto affidiamo tutto ad una massima del collega a cui fu affidato l'onore di giudicare Prunier dopo Roma – Napoli. "William Prunier – 4: forte e statico come una quercia!"

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