VENI, VIDI, VICI. LA SCONTATA TRADIZIONE DI RAFA
¡Hola!
Permetteteci un pizzico di arroganza: era già tutto scritto. La conquista della Coppa Italia era scritta, era inevitabile. Non si può andare contro la tradizione. Una tradizione di stampo prettamente spagnolo, come rubrica rimanda, che vede don Rafa Benitez vincere sempre, qualunque piazza sia, fin dal primo anno. In salute (vedi Valencia e Liverpool) e in malattia (vedi Chelsea ed Inter), il tecnico cinquantaquattrenne scelto l'estate scorsa da Aurelio De Laurentiis non delude mai: uomo d'esperienza e garante di successi ma soprattutto gentleman perfetto per dettare quel passo necessario e fondamentale e dare continuità al progetto. E chissà che De Laurentiis non abbia pensato, così scrupoloso com'è, anche ai dettagli, a quei felici debutti del tecnico che battezza sempre una nuova piazza con un trofeo, giusto per riscaldare un po' l'ambiente, un giro di ricognizione prima di gareggiare ad alta velocità.
DA MADRID A VALENCIA – Forse proprio gli anni di gavetta con le giovanili del Real Madrid e gli incarichi infelici con il Real Valladolid e l'Osasuna, sono stati fondamentali per creare poi questa striscia vincente. Inizia tutto nella mai dimenticata Extremadura, nella provincia di Badajoz, dove arriva subito un'insperata promozione, da secondo in classifica dietro l'Alavés, con 23 vittorie in 42 partite. Ma il salto nella massima serie si rivela troppo per una piccola società e così Rafa lascia e attende la sua occasione, studiando e analizzando squadre come il Manchester United ma anche collaborando con testate e tv. Passa un anno e arriva la chiamata del Tenerife. E' subito di nuovo promozione in Liga. La squadra annoverava giocatori come Mista e Luis Garcia e arrivò terza in classifica dietro Siviglia e Betis, il tecnico lo ricorderà come “il campionato più duro e competitivo della Seconda Divisione”.
L'impresa viene notata a Valencia dove i vertici della società decidono di puntare su di lui. Benitez accetta con entusiasmo. E' una Liga difficile, dura, con strapotente come il SuperDepor, l'Atletico Madrid, il grande Barcellona e il Real Madrid dei Galacticos. Niente da fare, la striscia è implacabile e arriva uno straordinario successo in campionato, il primo dopo 31 anni per la città del fiume Turia. Nei successivi due anni ci sarà spazio per un altro campionato vinto e una Coppa Uefa, il suo primo titolo europeo e la bacheca diventa sempre più grande.
AMORE REDS – Ma l'ambizione e la voglia di competere al di fuori dei confini nazionali era tanta così Rafa rifiuta il rinnovo e decide di accettare la proposta del Liverpool: “Lasciare la Spagna era uno dei miei obiettivi e il campionato inglese era una chimera: nel 2004, passando al Liverpool, diventai il primo allenatore spagnolo a trasferirsi in quel paese”. Qui si fa la storia. E i Reds al primo anno di gestione iberica vincono una clamorosa Champions League battendo in rimonta il Milan nella partita più spettacolare nella storia del torneo. La sua avventura in Inghilterra si trasforma in una storia d'amore. Sei stagioni vissute da protagonista e arriveranno anche una Community Shield, una Supercoppa Europa ed una Coppa d'Inghilterra. La bacheca richiede continui lavori di ristrutturazione.
NEL CAOS NERAZZURRO – Dopo qualche giorno arriva l'Inter, sedotta e abbandonata da Mourinho e ancora sbronza per il Triplete conquistato. E' un'annata difficile, complicata. Gli obiettivi di mercato proposti da Benitez non vengono presi in considerazione, le premesse sono negative. Nonostante uno spogliatoio contro e una società che non lo appoggia, il tecnico spagnolo riesce comunque a conquistare due titoli (Supercoppa Italiana contro la Roma e Mondiale per Club contro il Mazembe) per poi chiedere ed ottenere dopo pochi giorni dal titolo intercontinentale la rescissione consensuale per divergenze.
CHELSEA VENI,VIDI,VICI – Passano due anni e nonostante l'astio e la rivalità con la sua ex squadra (Liverpool), Benitez decide di accettare la chiamata del Chelsea in piena crisi anche se detentrice della Champions League. L'incarico è a tempo definito, il tecnico già sa che a giugno lascerà i Blues ma l'impegno, il lavoro e il rispetto sono totali tanto da portare in quei pochi mesi un ennesimo trofeo. Il 15 maggio 2013 il Chelsea batte il Benfica e conquista l'Europa League.
Impossibile non pensarci, sette titoli conquistati con sei squadre, dieci trofei vinti nella sua carriera. Tutto questo prima di sabato scorso quando anche l'avventura napoletana è stata impreziosita nella sua prima stagione dalla Coppa Italia, l'undicesimo titolo. Una squadra rivoluzionata che subito coglie un importante successo, ricercato affannosamente per quattro anni nella gestione precedente.
Primo anno e subito trofeo, l'antipasto donato ai napoletani nell'attesa di portate più invitanti.
¡Hasta la próxima!
