Una marcia in più

È stato l’uomo in più del Napoli in tutto il primo tempo; una spina nel fianco che ha propiziato il gol e non solo: è Hirving Lozano il trascinatore azzurro al “Dall’Ara” di Bologna. Coi suoi spunti in velocità, dribbling, assist vincente a Osimhen e pure un paio di recuperi difensivi strappa-applausi, il messicano è apparso letteralmente devastante, soprattutto nei primi 45′. Ogni volta che il Napoli decideva di cambiare passo, strappare, accelerare, Lozano c’era. Che sia un giocatore di fatto ritrovato lo abbiamo più volte ribadito nell’arco di questo inizio di stagione, ma che potesse già diventare un giocatore fondamentale per Gattuso, in pochi ci avrebbero scommesso. È l’unico brillante e vivace lì davanti: gli altri passeggiano, lui corre per sè e per i “suoi”. Oggi è tornato a giocare sulla fascia destra, con il rientro di Insigne a sinistra; effettivamente è quello il ruolo in cui riesce a esprimersi meglio, esattamente dove giocava in Olanda, al Psv: ha meno responsabilità di rientrare dentro al campo e inventare qualcosa e diventa molto più concreto e pungente quando riparte. Come in occasione del gol-vittoria: salta un difensore in controtempo ed è lucido nel crossare sul secondo palo per il nigeriano, che ringrazia e di testa facile-facile batte a rete. In un Napoli che è tornato ad attaccare e a segnare poco, Lozano sembra essere ancora uno – anzi l’unico – dei più brillanti e vogliosi. Ha gamba per affondare e anche un discreto piede quando bisogna palleggiare: dopo l’addio di Callejon è il lui il nuovo equilibratore del Napoli. Straordinario, certamente, il “lavaggio del cervello” di Gattuso, che non solo ne ha voluto la conferma ma ci ha seriamente lavorato sù, tatticamente e soprattutto di testa, senza preconcetti.

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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