UN URLO CHIAMATO SERIE A

UN URLO CHIAMATO SERIE A src=

“Torneremo in serie A”! Così gridavano a fine partita i duemilacinquecento tifosi del Napoli in terra frusinate, i gufi sono stati serviti, adesso guai a chi molla.Accolti da una splendida giornata di sole, dopo la pioggia della notte, i tifosi del Napoli hanno assiepato il settore a loro riservato in ogni ordine di posto, hanno incoraggiato la squadra già dal riscaldamento fatto in campo e guidato dal capitano Francesco Montervino, sotto lo sguardo vigile del preparatore atletico, un tifo costante che dopo appena tre minuti si poteva trasformare in un boato di gioia se solo una decisione cervellotica del guardialinee Padovan non segnalasse un fuorigioco inesistente di Calaiò, che nel frattempo aveva insaccato la rete del Frosinone.La partita si gioca in un catino infernale, il classico campo di provincia, terreno di gioco senza pista atletica e pubblico a ridosso del rettangolo verde, più corto del campo regolamentare, insomma un campo trappola adatto certamente ad altre categorie non certo la B.

Il Frosinone da la netta sensazione che non ci sta a fare da sparring-partener e mette in difficoltà il Napoli con le sue ripartente veloci e ficcanti, gli azzurri contrastano colpo su colpo senza mai cadere in grosse difficoltà, fino a quando Castillo, entrato al posto di Di Nardo, non insacca alle spalle di un incolpevole Iezzo, qui inizia la partita del Napoli.Sale in cattedra il Pampa Sosa, vero uomo ovunque di questa squadra, la squadra comincia a ragionare, entra Trotta al posto di uno stanchissimo Amodio, il Napoli assedia, finalmente, le due fasce mettendo così in condizioni Sosa e Pià, entrato al posto di Calaiò, di impensierire la difesa del Frosinone, ed è proprio uno slalom sulla sinistra di Pià a permettere al Pampa di pareggiare e portare il suo bottino personale a 101 reti, la gioia dei supporter azzurri è indescrivibile.La squadra di casa non ci sta e tenta di infilare la difesa azzurra con lanci centrali, ma il Napoli ormai è salito di nuovo in cattedra, sia trotta che Savini o Domizzi riprendono il predominio delle due fasce esterne e riprendono i cross per Sosa che li smista con mestiere, ed è proprio all’ottantasettesimo quest’ultimo a regalare al destro magico di Ivano Trotta l’assist per il definitivo due a uno finale, un gol di ottima fattura, calciato a volo di destro, collo pieno, e il pallone termina nel “sette” alla sinistra del portiere avversario, “GOOOL”, e secondo posto ripreso, grazie alla sconfitta dei grifoni genoani ad opera della Juventus.

Gli ultimi minuti sono i più lunghi, il tempo sembra aver rallentato la sua corsa, il Napoli sparecchia lontano il pallone, la stanchezza si fa sentire, Maldonado e Montervino, sembrano gli unici a poter ancora ragionare, tenendo la palla lontano dall’area di rigore, quattro i minuti di recupero, di mestiere gli azzurri spengono le ultime velleità del Frosinone, triplice fischio, è finita, siamo tornati secondi, ci siamo ripresi quello che stupidamente si era perso, tutti i calciatori azzurri corrono sotto la curva dei meravigliosi tifosi del Napoli, che mai e sottolineiamo mai, hanno smesso di incitarli fino alla fine, obbligatorio il lancio di magliette, pantaloncini e quant’altro, giusto ripagare in qualche modo chi non ha mai mollato, li ha sempre sostenuti e seguiti. “Torneremo, torneremo, torneremo in serie A”, questo è il nuovo urlo di battaglia del popolo azzurro, e questo urlavano i tifosi in curva, mentre quelli del Frosinone chissà per quale motivo urlavano “ladri, ladri”, certo il Napoli non ha rubato nulla, forse hanno confuso squadra e società, Signori, se rubare significa giocare e vincere sul campo una partita di calcio così come ha fatto il Napoli segnando due gol stupendi, beH signori chiamateci pure ladri, significa che facciamo invidia e che un pò al calcio sappiamo ancora giocare.

Translate »