Un messaggio al calcio: “si esalti chi può”


“Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente, ma uno zingaro è un trucco” [..] con le splendide parole di De Gregori – e con un po’ di ironia visto il protagonista del derby di Milano – indirizziamo il “dito contro” di questa settimana.
Protagonisti sono: Conte,Pirlo e Inzaghi. I tre dopo un avvio deludente di campionato, si apprestano a scendere in campo questa settimana per difendere i colori italiani in Champions League.

L’equazione grande giocatore uguale a un grande allenatore non è sempre veritiera, negli ultimi decenni quelli che hanno portato qualcosa di nuovo nel mondo del calcio sono stati rispettivamente: un venditore di spumanti,uno di scarpe e un bancario. Maifredi,Sacchi e Maurizio Sarri quest’ultimo sacrificato dai bianconeri in favore dell’imberbe Pirlo .
I tifosi di Inter, Juventus e Lazio già esternano i primi malumori dopo un inizio di stagione a tinte horror.

Conte dopo la sconfitta nel derby, ha continuato – anche in corso di gara –  a lamentarsi con il quarto uomo dopo il gol annullato a Lukaku e sulle perdite di tempo da parte del Milan, non certo uno spettacolo edificante.
La carriera del tecnico pugliese è cominciata con il goal fantasma di Muntari che permise alla sua Juve di sorpassare e vincere lo scudetto ai danni del Milan di Allegri, suo successore.
Al terzo scudetto consecutivo lascia la Juventus, forse per paura di aver finito un ciclo ma la Vecchia Signora ne vincerà altri sei di seguito.
Dopo sia con l’Italia,sia con il Chelsea che lo esonera, non compirà grandi imprese ma è comunque ritenuto un “top” e l’Inter lo prende garantendogli uno stipendio da favola.
Tuttavia sia l’anno scorso sia in questo inizio di campionato,l’Inter non da mai l’impressione di giocare di squadra, puntando sugli episodi e sulla forza dei singoli: si ricordi il 4 a 3 sulla Fiorentina, dopo che perdeva 2 a 3 a pochi minuti dalla fine.
Certa stampa continua a enfatizzare la forza di una squadra che non molla mai come il suo allenatore, invece di decretare i difetti di una squadra che non riesce a diventare un corpo unico.
Si sa però che per molti conta vincere non convincere,Juventus docet.
La grande verità è che Conte forse è da sempre sopravvalutato?

Parliamo invece della Juventus che quest’anno ha scommesso sull’ inesperto Pirlo.
Più che per convinzione – forse per nascondere ai tifosi la grossa rifondazione che sta effettuando per recuperare gli scostamenti di bilancio che hanno raggiunto cifre preoccupanti – che ha coinvolto giocatori trattati come gadget così come Matuidi e Higuain regalati, pur di risparmiare lo stipendio da mettere a libro paga, plus valenze come quelle di Mandragora riacquistato a dieci milioni di euro e rigirato all’Udinese in prestito biennale.                  Per far ciò ha messo alla guida tecnica della squadra una bandiera come Pirlo che i tifosi hanno amato e amano.
Fa tenerezza vedere il distaccato Pirlo giustificare una Juventus inguardabile contro il piccolo Crotone, dicendo che ha una squadra in costruzione e che l’espulsione di Chiesa li ha messi in difficoltà e che ha avuto il timore di inserire un altro attaccante.
Ricordiamo altre Juve, altri allenatori che in dieci hanno entusiasmato, recuperato e vinto partite.

La migliore partita della Juventus quest’anno vinta senza soffrire è stata quella con il Napoli .
Diciamo che preferivamo lo zio Gianni all’arrogante Andrea, altro stile. Ultima sua trovata quella di ricorrere al TAR per recuperare i due scudetti tolti e che lui esibisce come fossero suoi, per fortuna che rispetta le regole.
I tifosi hanno mostrato irritazione nei confronti di Pirlo: per la formazione, per il non gioco , per le sue decisioni cervellotiche, il distaccato Pirlo ad oggi non sembra aver fatto breccia nei cuori dei tifosi,abituati a allenatori furiosi e sempre sul pezzo come Trapattoni e Allegri.
Forse il maestro non è ancora pronto?

Per ultimo l’enfant prodige Simone Inzaghi. Osannato dalla critica fino a poco tempo fa, il suo nome accostato a grandi squadre, ha finito e iniziato il nuovo campionato molto male.
Una squadra che fino al blocco causa COVID sembrava una realtà bellissima, pronta a conquistare lo scudetto dopo la ripresa sembra essersi persa, quella grande coesione di squadra che giocava all’unisono dimenticata.
Il povero Inzaghi confuso, e più della mancanza di alcuni uomini come Lulic il problema sembra essere la presenza di altri, fantasmi sbiaditi dei giocatori ammirati fino a poco tempo fa, come Ciro Immobile distratto e nervoso.
Andava forse fatta una piccola rivoluzione per consentire al tecnico di rivedere e ricreare qualcosa che aveva entusiasmato il popolo laziale.
Forse sfortunato?

Il “dito contro” di questa settimana più che ai tre allenatori, punta all’indirizzo di una certa stampa che ci mette poco a esaltare i singoli – si veda Conte – pochissimo a elevare a idoli altri – come Inzaghi – e veramente troppo poco a inventare epiteti per altri ancora: la “Pirlolandia” tanto esaltata durante l’estate quand’è che comincerà?

Al grido di “si esalti chi può” salutiamo i colleghi giornalisti, perché come diceva l’indimenticato Totò: “c’è chi può e chi non può” e ad oggi nessuno dei tre allenatori ha dimostrato che “può”.

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

Translate »