TUTTI BOCCIATI… DUE!

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Una rubrica nella rubrica. Un’idea che meriterebbe una Gamba Tesa già solo per l’autoreferenzialità della cosa. Ma lo scorso anno l’avete trovata carina, quindi perché non continuare e magari istituire una bella tradizione? Trovare lati positivi in una stagione terrificante a volte è difficile, molto meno trovare lati oscuri in un’annata comunque soddisfacente. Specie in questo torneo, il più mediocre degli ultimi anni: un campionato che merita un bel 5, essendosi contraddistinto per l’inettitudine delle candidate al terzo posto e per i tanti flop fragorosi delle medio-piccole. Ma andiamo con ordine (alfabetico), squadra per squadra diamoci subito dentro con “la polvere sotto al tappeto” delle venti squadre di serie A.

 

3 ai “Bet&Lose” – Quasi calamitasse mele marce, Bergamo si è trovata a fare i conti con uno che – se possibile – si è rivelato addirittura peggio di Doni. Si tratta di Andrea Masiello, talento niente male che ha preferito buttarsi facendo il magnaccia delle scommesse in quel di Bari, al punto di litigare perfino con i compagni per quanto era sfacciato. Senza vergogna, come quel “pentimento” tardivo che è stato sì utile al prosieguo delle indagini, ma anche tanto, tanto stucchevole. 

 

5 a Bisoli – Il flop di Cagliari non era bastato a sancire l’inadeguatezza alla massima serie di questo allenatore, uno che niente dà e niente toglie alla squadra. Il confronto con Pioli è impietoso: dal mercato sono arrivati pochi rinforzi eppure il Bologna è stato fra le rivelazioni del campionato. Allora, il manico conta o no?

 

5 al “6” del Cagliari  – Un gioco di parole per rendere un concetto semplice: che noia questo Cagliari! Squadre costruite con tre soldi che indipendentemente da chi ci sia alla guida fanno sempre lo stesso campionato. Inizio stentato, magari un esonero che fa sempre scena, magari un contro-esonero che ne fa ancora di più, poi una fase centrale positiva e un arrivo al traguardo anonimo, dopo la salvezza acquisita tranquillamente. Non che si possa chiedere di più ai sardi, ma questa vita senza sussulti ha un po’ stufato.   

Lo Monaco 5,5 – Non al professionista, ci mancherebbe altro. Ma proprio all’idea di mollare un progetto fantastico del quale erano appena state gettate le basi, dallo stesso Lo Monaco. Che ora va via lasciando un centro sportivo meraviglioso, una squadra sempre più sicura dei suoi mezzi e tanti talenti scoperti, in campo come in panchina. In bocca al lupo per la sua nuova avventura, ma quella vecchia meritava ancora un piccolo sacrificio. 

 

4 all’ennesimo flop – Marco Giampaolo, un uomo una sciagura. Questo allenatore è ormai abituato a fallire inesorabilmente ad ogni nuova avventura. E dire che ormai in serie A le medio-piccole le ha bazzicate quasi tutte. Ha affossato il Cesena, poi il Cesena ha affossato lui. Non che Beretta sia una cima, ma gran parte del (pessimo) lavoro lo ha fatto l’ex baby prodigio della panchina italiana. 

 

5 al caso Bettarini – Ancora un campionato notevolissimo per il Chievo, al quale è davvero difficile trovare un difetto. Allora andiamo a scavare le cronache della scorsa estate, quando Campedelli si trovò coinvolto suo malgrado nel caso Calcioscommesse. Motivo? Aver ingaggiato… Bettarini, 40enne ritirato da una vita e dedito al gioco, come consulente della squadra. Grottesco.

 

Sprofondo Rossi 4,5 – Il cazzottone a Ljajic è già storia, e che storia. È più che altro lo specchio di una stagione fallimentare, con una retrocessione sfiorata e la tensione alle stelle. Questo ciclo dei Della Valle si è chiuso, ora si provi a ricostruire da zero, liberando anche gli ultimi campioni appassiti.

 

Salvarsi per il rotto della cuffia 4,5 – Sarebbe stato da votone se ad esempio fosse stato il Lecce a salvarsi in extremis. Invece è toccato al Genoa, una delle squadre più attive sul mercato che ha chiuso con la contestazione feroce dei tifosi durante l’agghiacciante 0-4 col Siena. Il modo peggiore di salutare questo campionato stregato. 

 

5 alle scelte di Moratti – Gasperini? Bene, ma fagli la squadra giusta. Ranieri? Preso solo per tappare una falla che poi si è riaperta troppo presto. Stramaccioni? Benissimo, purché gli si dia fiducia, e non si bruci sul nascere. Massimo Moratti la sterzata l’ha data nel finale, fino a quel momento era stato tutto un insieme di scelte incomprensibili, dalla panchina al campo. 

 

5 ai dossier juventini – Scudetto, e che altro vuoi dirle. La Juve però non sa vincere neanche quando vince come si deve, ed ecco quindi i famosi report contro gli arbitri, anche quando gli remava tutto per il verso giusto. Volontà eccessiva di giustizia o solo voglia di mettere un po’ di pressione al Palazzo?

 

Il soufflé Lazio 5,5 – Idem come lo scorso anno. Inizio sprint,  zona Champions per tutto l’anno e poi il disastro nel finale. In due settimane la Lazio si ritrova dal sogno Champions ai preliminari di Europa League. Reja non lo dirà mai perché è un signore, ma se a gennaio Lotito avesse preso nomi come si deve adesso al posto dell’Udinese ci sarebbero loro. 

 

5,5 al finale di campionato del Lecce – Una cavalcata trionfale col cavallo che si ferma ad un passo dal traguardo. Il Lecce di Cosmi aveva compiuto un mezzo miracolo, poi nel finale dopo la sconfitta col Napoli un tracollo clamoroso, che ha fatto fallire una rimonta che sarebbe stata leggendaria. Peccato, con quel Genoa lì a fare da sparring partner probabilmente i salentini avrebbero meritato qualcosina in più. 

 

5 al gol di Muntari – Chiariamoci: il Milan ha ragione. Quel gol non si poteva non vedere e ha assolutamente falsato la partita e forse anche il campionato. Ma renderlo l’unico alibi di una stagione rivelatasi un flop per l’usura di campioni ormai anziani è esercizio di offesa alla pubblica intelligenza che lascia esterrefatti. Sono anche riusciti a farsi sfottere dalla Juve… cioè, dalla Juve!

 

5 alla sconfitta di Bologna – Clamoroso al Dall’Ara, verrebbe da dire. Un campionato ricco di ombre che era diventato luminoso come il sole grazie all’inettitudine delle concorrenti. A -2 dal termine hai il match point contro una squadra senza obiettivi… che fai? Getti tutto alle ortiche senza alcuna spiegazione logica. Una partita che vale una stagione, in senso negativo però. Battendo il Bologna il Napoli sarebbe terzo, e con la Coppa Italia e il cammino in Champions League la stagione sarebbe da definirsi strepitosa. Non ci lamentiamo, ci mancherebbe, eppure…

 

5 al Tesser-Mondonico-Tesser – Primo campionato in A, per la matricola Novara potevano starci alcuni passi falsi, al limite poteva starci anche la retrocessione. Ma era necessario credere in chi ha portato la squadra fin dove è arrivata, anche solo per una questione affettiva. I piemontesi non stavano facendo malissimo, almeno non al di sotto delle possibilità reali della rosa: cambiare per cambiare è stata solo una mancanza di rispetto nei confronti di Tesser. Sconfessata quasi subito, per fortuna…

 

4 a Maurizio Zamparini – Quest’anno ha fatto mea culpa e si è bocciato da solo. L’esonero di Pioli nel precampionato è una specie di record della follia, umiliato peraltro dallo straordinario campionato fatto dallo stesso Pioli con il Bologna. Della serie: a volte la Madonna è giusta, come si dice nei peggiori bar di Caracas. 

 

5,5 all’attacco del Parma (Giovinco escluso) – Una stagione oltre le aspettative, grazie al gruppo creato da Donadoni e un filotto notevolissimo. Ma l’attacco gialloblu ha lasciato un po’ a desiderare, visto che escluso Giovinco il miglior marcatore è Floccari con sole otto reti. Chissà con una punta da 15-20 reti dove sarebbe il Parma adesso…

 

5 al give-up di Luis Enrique – Bel progetto, ottimi acquisti, società solida e (giustamente) testarda nel perseguire le proprie idee con quell’allenatore, ambizioso ma ancora poco addentro alle dinamiche della squadra. Luis Enrique alla fine si era giustamente rotto le scatole per la poca fiducia dei tifosi, ma se avesse tenuto duro le sue idee rivoluzionarie alla fine avrebbero attecchito, e la Roma sarebbe stata un modello da seguire anziché da prendere in giro. Bastava un altro anno di pazienza, il tecnico asturiano però non ha retto e ha deciso di andar via. Una scelta sbagliata, così resta solo un fallimento. 

 

5 (con riserva) ai dubbi sul Calcioscommesse – Una specie di rinvio a giudizio, diciamo così. Le voci che giungono dalle indagini della Procura aprono scenari inquietanti per il Siena, dove pare sia coinvolto addirittura il presidente Mezzaroma. Sono solo voci per ora, ma qualora confermate rovinerebbero inevitabilmente anche lo splendido campionato disputato da Sannino e i suoi. 

 

5 all’insolita antipatia dell’Udinese – Lamentele sugli arbitraggi, come fanno tutti. Cori contro Napoli e il Napoli, come fanno tutti i più beceri. Campionato strepitoso ma comportamenti deplorevoli di cui finora nessuno a Udine si era mai macchiato. O forse l’anonimato li aveva solo nascosti. Un vero peccato, da modello tecnico-economico a squadra vincente ma antipatica, con tifosi imbecilli e i difetti di tutti. C’è poco da fare, è davvero difficile essere vincenti e anche gradevoli…

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