SOLO UN MIRACOLO PUO’ RESTITUIRE IL BASKET ALLA CITTA’ DI NAPOLI

Si rassegnino gli appassionati di basket partenopei: a meno di clamorose sorprese e di miracoli dell’ultim’ora, la pallacanestro neanche quest’anno sarà di casa a Napoli. Dopo tanti inutili ed inconcludenti proclami, anche stavolta nella nostra città non si è riusciti a ridar luce e lustro ad un giocattolo che negli ultimi anni tante gioie aveva regalato agli sportivi napoletani. Sul banco degli imputati, in primis le istituzioni, incapaci di mettersi insieme una volta tanto per il bene comune. Sarebbe bastato che l’assessore allo Sport al Comune di Napoli Alfredo Ponticelli ed il presidente della Provincia di Napoli e proprietario del Sant’Antimo Basket, Aniello Cesaro, si fossero confrontati per trovare una soluzione, ed invece le consuete beghe politiche tra fazioni contrapposte hanno fatto affondare l’ultima ancora di salvataggio a cui aggrapparsi per rivedere la palla a spicchi nel tempio di Partenope. Fa nulla se quell’unica speranza, rappresentata dal trasferimento del titolo di Sant’Antimo a Napoli, avrebbe comportato la partenza dalla A dilettanti (ex B1). Pur di ripartire ci si sarebbe accontentati e c’è da credere che l’entusiasmo attorno alla squadra sarebbe stato in ogni caso elevato.

Ed invece, dopo l’annuncio da parte dell’Igea dell’ingaggio del nuovo allenatore Foglia, appare chiaro che oramai in cantiere ci sono programmi diversi da quelli legati ad un eventuale trasferimento nel capoluogo campano. L’onore delle armi va conferito almeno al presidente del comitato regionale campano della Fip, Manfredo Fucile, che come l’orchestra del Titanic continua a lottare e suonare da solo nonostante il naufragio che si sta materializzando sullo sfondo. "La situazione è triste – ha confidato a “Il Mattino” – ma io penso ancora che la strada di Sant’Antimo sia l’unica percorribile". Tramontata presto la pista di subentro a Rieti, salvata dalle istituzioni locali (avercene anche in Campania…), qualche tempo fa si fece largo anche l’ipotesi di una possibile acquisizione del titolo dello Scafati Basket, di cui, viste le non poche difficoltà economiche, non se ne conosce tutt'ora il futuro. Ma anche questa eventualità sembra sempre più lontana dal potersi concretizzare, anche e soprattutto perché manca un gruppo di imprenditori pronto ad acquisire il titolo di A2 e a costruire una nuova squadra. Mai come in questo caso gli assenti non hanno affatto ragione, anzi torto marcio. Eppure, ormai, a Napoli ci abbiamo fatto il callo all’evanescenza di alcune componenti della società che salgono alla ribalta solo quando è il caso di fare i propri interessi.

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