“SI E’ NU SUONNE, NUN ME SCETATE…….”

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Dopo la notte delle stelle targate Champions, ecco S. Siro o Meazza, comunque lo chiami ti accorgi che stai parlando di una meneghina, dopo il Milan al San Paolo, ecco l’Inter tra le sue mura, come dopo Manchester ora il dopo Villareal, è chiaro che si spera lo stesso risultato dei cugini rossoneri.

Sono 17 anni, altro diciassette, altro tabù da sfatare, altro muro da abbattere tra il Napoli e quel “coso” che nessuno vuole nominare, che sia la volta buona? Walter Mazzarri oggi compie 50 anni, quale migliore occasione per fare un regalo a colui che ha permesso di voltare pagina, quale migliore occasione per dire grazie a chi ha riportato in auge i colori azzurri insieme a questa spavalda pattuglia di leoni? Allora sotto a chi tocca, a dispetto anche della presenza di Rocchi, arbitro bellicoso e mai onesto nei confronti del Napoli.

Cinquemila tifosi del Napoli presenti al seguito della squadra, mobilitato tutto il nord Italia, il tam – tam del tifo azzurro si è dato appuntamento qui, sulle gradinate “nemiche”, senza remore e senza paura, con l’orgoglio e la consapevolezza di poter essere determinanti per la conquista della posta in palio.

Pandev al posto di Cavani, Zuniga a sinistra al posto di Dossena, pronto per entrare a partita in corsa, Mazzarri ha schierato i giocatori più in forma, senza tralasciare nulla al caso, la solita puntigliosità nel preparare l’incontro, dall’altra parte c’è Claudio Ranieri, allenatore esperto e preparato, più volte ha sottolineato che il Napoli è una papabile al titolo, meritevole di rispetto e considerazione, nulla va lasciato al caso.

Non c’è il solito pienone di S. Siro, lo speaker dello stadio cerca di spronare il pubblico, quasi cerca di elettrizzarlo, sorridono sornioni i dirimpettai azzurri, fischiano in modo irriverente, sventolano le loro bandiere, sciarpe al vento, cuori in alto, sta per iniziare la partita, andiamo a sfatare il tabù neroazzurro.

E’ una partita scoppiettante, giocata a viso aperto da tutte e due le squadre, ammonito Obi per l’ennesimo fallo su Lavezzi, Maicon spadroneggia sulla fascia di Zuniga, super lavoro della difesa azzurra, fino ad ora, Maggio appare in una forma smagliante, bisognerebbe servirlo di più, Hamsik non è ancora entrato in partita, Gargano lotta come un leone, Inler, il “geometra” del Napoli, incide ancora poco nella manovra, nelle ripartenze veloci degli azzurri, c’è il fallo sistematico sul portatore di palla.

“Sono innamorato di Te, sono pazzo di Te”, urlano i tifosi azzurri formato trasferta, nel mentre Zanetti sferra un tiro da fuori area che De Sanctis non trattiene e Pazzini insacca, ma udite, udite, l’arbitro annulla per fuorigioco netto della punta interista, che sia cambiato qualcosa?

Gli azzurri collezionano calci d’angolo, siamo a quattro per il Napoli, zero per l’Inter, sta salendo in cattedra il Napoli, mette in difficoltà l’Inter, azioni da manuale tutte di prima, il Pocho fa ammattire Samuel e Lucio che ricorrono alle maniere forti per fermarlo, se solo limitasse il suo raggio d’azione negli ultimi venti metri sarebbero dolori per i padroni di casa.

Bruttissimo fallo di Zanetti su Lavezzi, Rocchi dice che non è fallo, attenzione è tornato lo spauracchio di Nicchi, “la nostra unica fede si chiama Napoli” urlano i tifosi azzurri, che percependo il momento favorevole agli azzurri urlano a squarciagola, ancora su Lavezzi fallaccio di Chivu e stavolta il discepolo del Nord non può fare a meno di ammonire l’interista, occasionissima per Pandev che cincischia con il pallone tra i piedi e il pallone termina fuori.

Immenso Gargano, semina il terrore sui portatori di palla sponda interista, chiedere a Maicon, entra Maggio in area di rigore, di forza, Obi commette fallo, RIGORE !!!!!!! Obi espulso per somma di ammonizioni, Hamsik sul pallone, nell’Inter esce Chivu ed entra Nagatomo, batte Hamsik, para Julio Cesar, Campagnaro, GGGGOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLL, GOOLLLLL, GOOOOLLLLLLL, Hugo Boss porta il Napoli in vantaggio a Milano, ora bisogna stare attenti, Rocchi non aspetta altro per ristabilire il numero dei giocatori in campo, ammonito Zanetti, per proteste, un minuto di recupero indicato dal quarto uomo, ammonito anche Julio Cesar, protestano tutti, atti intimidatori nei confronti di Rocchi da parte di tutti i nerazzurri, dirigenti compresi, un vero e proprio linciaggio morale e fisico in piena regola, anche Ranieri protesta, ma il rigore è netto, i falli sono stati più che legittimi, i tifosi interisti sventolano fazzoletti bianchi, la “panolada”, non ci stanno a perdere, specialmente se a vincere è il Napoli. Ridicoli.

L’intervallo, questo è il momento dove a S. Siro cambiano i risultati, la pressione subita da Rocchi dall’ambiente interista potrebbe avere il suo peso nella ripresa, il Napoli deve stare molto attento, alla prima occasione verrà ristabilita la parità, Mazzarri deve inculcare calma e saggezza, raddoppiare subito e gestire la partita, raccomandare che gli avversari sono in dieci, incazzati e inferociti soprattutto perché stanno perdendo con il Napoli, si può perdere con i Turchi, si può perdere con la Pro Patria, ma non con il Napoli, ma lassù c’è qualcuno che è grande, oltre ad essere tifoso del Napoli.

Si scalda Mascara, in un clima incandescente, non osiamo immaginare cosa possa succedere a fine partita, noi ci auguriamo che il risultato sia tutto per il Napoli, questi non ci stanno a perdere con il Napoli, poi vengono a parlarci di Italia unita, ma fateci il favore, state zitti, che è meglio.

Partiti, al 5’ entra Mascara ed esce Pandev, Lavezzi salta come birilli Lucio e Nagatomo, si alza, cade, si rialza, è uno spettacolo vederlo, ora gli interisti ad ogni fallo napoletano chiedono il cartellino giallo, una vera e propria persecuzione psicologica verso Rocchi di Firenze.

Al 10’ pallone di Mascara, che lo sottrae a Nagatomo, passaggio per Maggio, pallonetto, GGGOOOOOOLLLLLLLLLLLLLLLLLL, GOOOOLLLLLLLLLLLL,  Inter – Napoli 0 – 2 !!!!!!!!!!!!

Detto, fatto quello che avevamo scritto nell’intervallo della partita, ci hanno ascoltato, ora bisogna controllare senza cadere nella trappola isterica dell’interista, potrebbe coinvolgere anche Rocchi, cantano i tifosi azzurri “Noi amiamo Te, mai senza da Te”, cantano a ripetizione senza fermarsi, finchè voce non li abbandona, entra Stankovic ed esce Alvarez.

Ora è caccia continua alla protesta, fallo di Pazzini su Campagnaro, protesta montata per simulazione, si cerca di indurre l’arbitro all’errore, non ci stancheremo mai di scriverlo, De Sanctis blocca in uscita un pallone e Pazzini non trova di meglio che colpirlo al fianco, punizione per gli azzurri, giù fischi dei tifosi nerazzurri.

Fuga di Hamsik, su servizio di Inler, entra in area, passaggio per Zuniga che tutto solo, a porta vuota calcia fuori, sta per entrare Zarate, esce Forlan, Mazzarri fa scaldare Fernandez, ammonito Mascara per aver perso tempo sulla rimessa laterale.

30’, Lavezzi scatta sulla destra, salta due avversari, passaggio ad Hamsik in area di rigore, Hamsikkkkkk, GGOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLL, GGOOOOOOOOLLLLLLLLLLLL, Signori, alzatevi in piedi, battete le mani a questa squadra, INTER – NAPOLI 0 -3 !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Si gode e si canta, “Chi non salta è interista”, “Ma che siete venuti  a fa”, urlano a squarciagola ai tifosi interisti che abbandonano lo stadio, s’infortuna il Pocho che lascia il posto a Chavez, applausi a scena aperta, al Napoli, al Pocho, a Mazzarri, ma lasciateci dire grazie a Maggio e Gargano, due motori inesauribili, ragazzi quest’anno ci divertiremo alla grande.

“Olè, olè, olè,olè…….” I tifosi azzurri ritmano il torello dei calciatori del Napoli, mancano 12’ alla fine, cancellate il tempo, fateci godere, così come sapete fare solo Voi, la storia ha voluto una data 01 Ottobre 2011, dopo diciassette anni il Napoli sfata il tabù Inter e S. Siro, 17, il numero fortunato di Aurelio De Laurentiis, lo ha dichiarato in settimana, nel frattempo gli azzurri mostrano tutta la loro sicurezza nella padronanza di palleggio, i neroazzurri vanno a vuoto, non sanno chi fermare e tecnica controllare, ci sono lanci telecomandati e palloni controllati con saggezza e tecnica sopraffina.

Entra nel Napoli, Fernandez al posto di Aronica, mancano una manciata di minuti alla fine, salvo recupero, è uno show continuo del Napoli, l’Inter non c’è più, “Napoli, Napoli, Napoli” urlano i cinquemila tifosi azzurri, con il petto gonfio d’orgoglio, fieri ed orgogliosi di essere Napoletani.

“Oj vita oj vita mia” sale alto nel cielo della notte milanese, l’inno di mille vittorie, mai era stato cantato in questo stadio, se non di rado, questo significa che il Napoli c’è, lotta con onore, difende con i denti la maglia sudata.

E’ FINITAAAAAAAAAAAAAAA, con convinzione e amore, sbancato Milano, braccia al cielo sotto la curva impazzita di gioia dei napoletani, dagli altoparlanti di S. Siro viene sparata alta la musica per coprire la gioia dei Napoletani, ridicoli e piccoli, provate a zittire la nostra gioia e cancellare la nostra vittoria.

 

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