Sarri ad Empoli atto secondo. Ma questa volta….

Tre campionati dal 2012al 2015, una finale di play off in serie B persa col Livorno, una promozione in massima serie e una salvezza in serie A conquistata con quattro giornate d’anticipo.  Si potrebbe riassumere cosi la storia di Maurizio Sarri all’ Empoli, ma non saremmo giusti nei confronti di un tecnico che grazie alla sua avventura empolese ha potuto coronare il sogno di una vita: allenare una grande squadre in Champions League.

La storia di Maurizio Sarri all’Empoli, ha avuto lo stesso inizio della sua avventura partenopea: nella stagione 2012/2013 i risultati tardavano ad arrivare  e l’ex dipendente di banca era messo in discussione da stampa e tifosi. Poi con lavoro e con la piena fiducia della società, Sarri portò quell’Empoli alla fine play off che perse nel derby col Livorno. L’anno seguente l’Empoli di Sarri conquistò la serie A senza passare per i play off  e nella massima serie con un budget di stipendio di 5.5 milioni complessivo, riusci a salvarsi con quattro giornate d’anticipo. Il suo marchio di fabbrica ad Empoli è sempre stato il 4-3-1-2, con Saponara dietro le due punte e con Valdifiori in cabina di regia.  Nella sua prima stagione in A con l’Empoli, ottenne un pareggio al San Paolo e una vittoria al Castellani al cospetto del Napoli di Benitez col presidente De Laurentiis che rimase colpito dal gioco del tecnico toscano.

Una tre anni intensa per Sarri ad Empoli, che a fine di quel primo campionato decise di lasciare la società toscana, anche se in quel momento non aveva l’accordo con nessuna squadra di serie A. Sarri,  dopo il suo approdo a Napoli già è ritornato ad Empoli per la terza giornata dello scorso campionato, ma la situazione è ben diversa da quella di oggi. Il Napoli giocava ancora col trequartista, con Insigne che provava a trovare spazio nel ruolo dietro le punte che non gli apparteneva e non gli appartiene. Il Sarri che andò ad Empoli lo scorso anno era ancora un tecnico che non era diventato grande, che non aveva ancora disputato nessuna gara europea, che non aveva soprattutto trovato la quadratura del cerchio del suo Napoli. Era un Sarri legato ancora alla sua vecchie esperienza ad Empoli, che non aveva ancora capito che quel Napoli poteva volare se abbandonava l’idea del trequartista.

Questo Sarri invece andrà ad Empoli sicuramente con più consapevolezza e convinzione col pubblico empolese che dedicherà il giusto tributo ad un tecnico che in tre anni in toscana ha ottenuto grandi risultati. Dopo tre anni, Sarri lasciò l’Empoli. Il prossimo anno la storia si ripeterà anche a Napoli?Lo scopriremo solo vivendo…

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