ROMAGNA IN FIELE
Alzi la mano chi quest'anno ha visto le rose di Cesena e Bologna e non ha pensato che avrebbero ammazzato il campionato delle "piccole". A guardare gli acquisti c'è da strabuzzare gli occhi: sia rossoblu che bianconeri hanno puntato in primis a rinforzare l'attacco, prendendo calciatorii di sicuro richiamo ma comunque da rigenerare. Il rampante presidente cesenate Campedelli ha comprato niente meno che Adrian Mutu, uno che non ha bisogno di presentazioni. Con lui Eder, che due anni fa sfiorava quota 30 in serie B con l'Empoli ma poi toppava in A col Brescia. Analogo discorso per il Bologna, con il "quasi campione" Acquafresca e il neoretrocesso Alessandro Diamanti, guarda caso sempre dal Brescia.
Guardi le rose e pensi: queste due qui faranno almeno un campionato di metà classifica. Poi iniziano le ostilità e le vedi mestamente sul fondo della classifica, con dietro solo l'Atalanta, ma perchè partiva ad handicap. Due partite, due sconfitte, con un analogo andamento. Entrambe hanno giocato, pur perdendo, una gran partita all'esordio con due "big" (se la Fiorentina può ritenersi ancora tale), entrambe hanno poi clamorosamente toppato il match del riscatto. Vergognosa la sconfitta del Bologna, che ha ceduto senza combattere il campo al Lecce, uscendo fra i fragorosi fischi dei propri tifosi. Meno dolorosa quella del Cesena, che ha fatto un'uscita a vuoto in quel di Catania ma può ancora rientrare nell'economia della stagione, trattandosi di una gara esterna. Il problema è che, almeno il Bologna, ha pensato tanto a rafforzare il reparto avanzato ma pochissimo il centrocampo. Hai Ramirez, Diamanti, Di Vaio e Acquafresca ma poi in mezzo hai tanti "piedi cattivi" come ad esempio Perez e Mudingayi: come fa ad arrivare il pallone a quelli lì davanti? Diamanti è un artificiere niente male (quando vuole), ma bisogna essere bravi a rifornirlo di bombe, altrimenti non può innescarle e non può darle a chi deve scaraventarle in rete.
Il Cesena invece no, il Cesena lì ha Colucci e Candreva, mica due qualsiasi.. E allora stupisce che Ghezzal Eder e Mutu non siano ancora andati a rete. Un'ipotesi potrebbe essere il fresco cambio di manico: Giampaolo dà l'impressione di essere arrivato all'ultima chance ad alti livelli, farà bene a sfruttarla prendendo le redini di un gruppo che ancora non sembra ben cementato. E' fisiologico in un momento in cui tanti calciatori nuovi non si conoscono ancora bene ci siano difficoltà relazionali, forse ad entrambi i club si può concedere il beneficio del dubbio e pensare che presto questi bei progetti decolleranno come meritano. Del resto l'Udinese lo scorso anno ne perse quattro consecutive all'inizio e poi sappiamo tutti come finì, no?
