Restyling San Paolo: un accordo discutibile

Sembra finalmente vicino l’accordo tra Comune e società per il restyling del San Paolo. Dopo mesi, per non dire anni, di trattative le due parti sembrano essere vicini ad una soluzione anche per presentare quanto prima lo studio di fattibilità che dovrà dare poi il via ai lavori. Il termine ultimo è il 31 maggio ma a quanto pare De Magistris e De Laurentiis sono riusciti a trovare una base d’accordo in questi giorni: il presidente azzurro si farà carico di tutte le spese di ristrutturazione che ammontano a circa 18 milioni di euro. Nessun impianto nuovo, la copertura rimarrà e la tanto attesa e fondamentale struttura polifunzionale non si farà.

Si è deciso di fare una sommaria ristrutturazione e non partire da zero, una scelta discutibile e che vede la società azzurra sconfitta. Secondo le ultime indiscrezioni il Comune non perderà l’uso di palestre, uffici, pista d’atletica e il diritto di organizzare concerti però escludendo la presenza degli spettatori sul campo. Alla società l’incarico di sistemare impianto elettrico e idraulico, fossato, spogliatoi e servizi igienici senza sottovalutare l’installazione dei nuovi seggiolini.

Un accordo discutibile, una scelta errata che non permette al Napoli di effettuare quello step necessario in grado di garantire un futuro roseo e da protagonisti. Per ambire a grandi risultati serve una struttura polifunzionale, dedicata al calcio ma che venga fatta a misura di famiglie e sponsor, all’altezza degli stadi europei e capace di offrire più servizi. Per Napoli rappresenterebbe una rivoluzione ma si è deciso di percorrere la strada più facile, meglio di niente.

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